L’edilizia scolastica è una delle note dolenti della nostra amministrazione pubblica. Vecchia, energeticamente inefficiente, inadeguata dal punto di vista del comfort e spesso poco sicura contro il rischio sismico.

Con il decreto interministeriale 11 febbraio 2021 n. 65, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sono stati assegnati a questo settore (oltre che a ospedali e impianti sportivi) 200 milioni di euro.

Lo scopo dell’iniziativa, denominata Fondo Kyoto, è quello di favorire interventi di efficientamento energetico e risparmio idrico che consentano un miglioramento dell’edificio pubblico di almeno due classi energetiche, tramite finanziamenti a tasso agevolato (0,25%).

Il finanziamento massimo che si può richiedere per singolo edificio è di 2 milioni di euro e la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 19 dicembre 2021.

Gli interventi di efficientamento sugli edifici scolastici italiani

Gli edifici scolastici statali in Italia sono circa 40.000, popolati ogni giorno da oltre 8 milioni di studenti e un milione di docenti. Due su tre di questi edifici sono stati costruiti prima del 1976 e poco meno di un quarto addirittura tra il 1946 e il 1960. Solo quelli costruiti dopo il 2006 rispettano l’attuale normativa sul contenimento dei consumi energetici.

Secondo i dati registrati nel Portali dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, relativi al periodo 2018-2019, dei circa 40.000 edifici scolastici il 58,9% ha messo in atto qualche accorgimento o intervento per la riduzione dei consumi energetici.

Si tratta più o meno di 23.200 scuole, ubicate soprattutto nel nord Italia (il Veneto spicca con oltre l’80% delle scuole che ha realizzato interventi). Sotto la media nazionale nella classifica degli interventi, invece, ci sono Calabria, Puglia, Sicilia (53,8%), ma anche Emilia Romagna e Toscana.

Nonostante oltre la metà delle scuole italiane abbia fatto qualche intervento, le azioni di riqualificazione sono spesso “tattiche”, più che strategiche, ossia risolvono problemi puntuali senza però prendere in considerazione il sistema edificio-impianto nel suo complesso.

Le azioni più diffuse riguardano la sostituzione dei serramenti con doppi vetri (64,4% delle scuole virtuose), la zonizzazione dell’impianto termico (ha provveduto quasi il 60% delle scuole che hanno fatto interventi), mente quasi il 44% ha installato pannelli solari.

Come si devono riqualificare gli edifici scolastici

Il prossimo futuro dell’edilizia scolastica dovrà tenere conto dell’importante fenomeno demografico che si sta verificando. Le stime, infatti, dicono che nel prossimo decennio in Italia mancheranno all’appello circa un milione e centomila studenti a causa dell’ormai inarrestabile calo della natalità, che si tradurrà in una netta diminuzione della popolazione studentesca.

L’edificazione di nuovi edifici scolastici sarà quindi un’eccezione, mentre ci si dovrà concentrare soprattutto sulla riqualificazione (a volte totale ricostruzione) degli edifici esistenti.

Come si scelgono gli interventi di efficientamento da effettuare in una scuola?

La scelta deve considerare l’intervento più conveniente da fare secondo il rapporto costi/benefici, affidandosi aun tecnico qualificato o a una ESCo (Energy Service Company) che effettui una Dagnosi Energetica preliminare dell’edificio.

L’esperto effettuerà sopralluoghi e analizzerà i dati sui consumi e sui costi energetici esaminando fatture e bollette. Dall’analisi dei dati emergerà quali possono essere le cause degli eventuali sprechi e sarà quindi possibile individuare gli interventi migliorativi prioritari sulla base di una valutazione di fattibilità tecnico-economica.

I principali interventi sono:

  • isolamento dell’involucro edilizio, su pareti perimetrali, coperture e solai
  • sostituzione dei serramenti
  • installazione di strutture schermanti davanti alle finestre per controllare l’irraggiamento solare
  • sostituzione dell’impianto di riscaldamento, considerando sia il generatore di calore che i terminali esistenti, con predisposizione di un sistema di regolazione e controllo evoluto. La tecnologia offre diverse possibilità: caldaie a condensazione di ultima generazione, pompe di calore aria-acqua, pompe di calore del tipo VRF (Variant refrigerant flow), caratterizzati da un rendimento superiore, dalla massima flessibilità di utilizzo nei diversi locali e da una minore complessità di installazione rispetto ai tradizionali sistemi idronici (per sapere di più leggi anche Prestazioni, risparmio e comfort per la climatizzazione di un edificio scolastico)
  • installazione di tecnologie per lo sfruttamento di fonti rinnovabili come il solare termico e fotovoltaico.

Non dobbiamo dimenticare, infine, l’importanza della qualità dell’aria negli ambienti scolastici, che può essere garantita tramite gli impianti di ventilazione meccanica (VMC). La VMC offre un costante ricambio dell’aria indoor e diluisce la presenza di potenziali inquinanti volatili. Inoltre, gli attuali sistemi di ventilazione a doppio flusso sono dotati di un recuperatore di calore che permette ridurre i consumi energetici.

Viessmann offre una gamma completa di prodotti per la climatizzazione degli edifici scolastici (generatori a condensazione, pompe di calore, sistemi VRF) dotati di tecnologie di regolazione evolute, per l’integrazione delle fonti rinnovabili e per la Ventilazione Meccanica Controllata.