Bioraffineria e chimica verde: un progetto da 10 mln di euro in Basilicata

Enea e Regione Basilicata lavorano a un progetto per rafforzare le attività di ricerca e sviluppo di biocarburanti e di biolubrificanti innovativi, di biometano e syngas per applicazioni energetiche di frontiera.

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Rafforzare le attività di ricerca e sviluppo di biocarburanti e di biolubrificanti innovativi, di biometano e syngas per applicazioni energetiche di frontiera.

È questo l’obiettivo del progetto del valore di circa 10 milioni di euro, cofinanziato da ENEA e Regione Basilicata per potenziare e ampliare la Piattaforma Integrata per la Bioraffineria e la Chimica Verde (PIBE) attiva presso il Centro ricerche ENEA di Trisaia (MT).

L’ENEA, spiega una nota, ha infatti vinto un bando che prevede un contributo dalla Regione Basilicata di 5 milioni di euro nell’ambito del FESR BASILICATA 2014-2020 “Sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate critiche/cruciali per i sistemi regionali”.

“L’ampliamento di questa piattaforma, già inserita nell’elenco delle infrastrutture strategiche identificate dal Programma Nazionale per la Ricerca (PRIN), consentirà di rafforzare le attività di ricerca applicata in settori di particolare rilievo, sui quali grandi player internazionali stanno effettuando importanti investimenti industriali”, sottolinea Giacobbe Braccio, responsabile della Divisione Bioenergia, Bioraffineria e Chimica Verde dell’ENEA.

La piattaforma di sperimentazione consentirà alle imprese di settore operanti in regione, di disporre di una facility sperimentale unica in Europa, adatta allo sviluppo di processi e prodotti innovativi da portare rapidamente nei mercati internazionali.

Il progetto

A livello operativo – spiega l’Enea – saranno sviluppate, in particolare, nuove facility sperimentali per la validazione di processi per la produzione di biolubrificanti, utilizzando materie prime rinnovabili e tecnologie sostenibili e per l’ottimizzazione dei processi di produzione di zuccheri di seconda generazione, a partire da materiali lignocellulosici.

Verranno inoltre realizzati nuovi laboratori e infrastrutture per la produzione di biocarburanti avanzati e di biolubrificanti tra cui i prodotti derivanti dal trattamento di oli vegetali, inclusi quelli usati da raccolta differenziata.

Saranno inoltre validati processi per la produzione di gas con elevato contenuto energetico e basso tenore di contaminanti – ottenuti sia per via biochimica (biometano) che termochimica (syngas) – per applicazioni energetiche avanzate in cicli ad alto rendimento.

I benefici per economia, occupazione e ambiente

Il rafforzamento della piattaforma PIBE rappresenta un’opportunità di ulteriore sviluppo per il Centro Ricerche ENEA di Trisaia e per l’intero territorio regionale e nazionale, anche in riferimento alle ricadute in termini di benefici ambientali e di crescita economica ed occupazionale.

Verranno inoltre favoriti i processi di clusterizzazione e di caratterizzazione della filiera bioenergia-chimica verde, rafforzando la qualità e la produttività della ricerca, nonché la qualificazione professionale del personale coinvolto.

La Piattaforma, inoltre, in quanto nodo aperto al sistema industriale, concepito per mettere a sistema le migliori energie della comunità scientifica e del sistema produttivo, contribuirà a promuovere il trasferimento dei risultati della ricerca e dell’innovazione su bioenergia e chimica verde in prodotti e servizi a rapida immissione nel mercato.

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