Alla ricerca della migliore comunità energetica rinnovabile

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Un premio europeo per le CER che abbiano messo in pratica dei modelli di governance caratterizzati da una forte connotazione sociale. Un budget di un milione di euro e la scadenza prevista per il 25 giugno 2026.

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In tutta Europa, le comunità energetiche rinnovabili (CER) stanno rivoluzionando il modo in cui i cittadini producono, condividono e gestiscono l’energia pulita, riunendo persone, autorità locali e imprese per generare e gestire energia rinnovabile, come quella solare, eolica o idroelettrica, all’interno dei propri territori.

Possedendo e gestendo collettivamente le risorse energetiche, i membri condividono sia i vantaggi che le responsabilità di un sistema energetico per certi versi più democratico.

Un milione di partecipanti

Le esperienze che avevano esordito come iniziative popolari dal basso negli anni ’80 sono ora diventate una componente fondamentale della transizione energetica dell’Unione Europea.

Con il pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” del 2019, infatti, l’Ue ha formalmente riconosciuto il diritto dei cittadini e delle comunità di partecipare direttamente al mercato dell’energia.

Oggi, migliaia di CER in tutta Europa coinvolgono quasi un milione di cittadini.

Permangono, tuttavia, alcune sfide e problematiche non del tutto risolte come la complessità normativa, i finanziamenti limitati e la necessità di modelli di governance che siano sia efficienti sia inclusivi.

La dimensione sociale, cioè il modo in cui le comunità prendono decisioni collettive, condividono i benefici e coinvolgono diversi soggetti interessati, è inoltre spesso il fattore chiave che ne determina il successo (o il suo contrario) a lungo termine.

Un premio… eccezionale

Sul tema delle CER, la Commissione europea ha recentemente istituito un premio per celebrare le iniziative di comunità che stanno sperimentando nuovi modi di organizzare e gestire il loro futuro energetico collettivo.

Il premio riconoscerà 10 comunità energetiche che si potrebbero definire “eccezionali”, in quanto hanno sviluppato modelli di governance creativi, inclusivi ed efficaci.

Si tratta di modelli che potrebbero includere nuovi processi decisionali partecipativi, meccanismi equi di condivisione dei benefici o strutture di collaborazione innovative tra cittadini, autorità locali e imprese del territorio.

L’iniziativa punta a riconoscere approcci pionieristici che garantiscano una partecipazione equa, una forte trasparenza e una chiara collaborazione, contribuendo a costruire sistemi energetici resilienti e guidati dai cittadini.

Premiando le strutture di governance innovative e la gestione delle risorse energetiche rinnovabili delle comunità energetiche, il premio mira a ispirare altre CER a migliorare la loro gestione e attività di implementazione, nonché a promuovere l’innovazione sociale.

Quali CER sono candidate?

Le CER ammesse al premio possono assumere la forma di qualsiasi entità giuridica, compresa un’associazione, una cooperativa, una partnership, un’organizzazione senza scopo di lucro o una società a responsabilità limitata, ma sarà consentita la partecipazione solo alle comunità energetiche che presentavano un massimo di 10.000 membri al 1° gennaio 2026.

Le comunità energetiche, inoltre, devono rientrare nelle definizioni dell’Ue di “comunità di energia rinnovabile” o “comunità energetica dei cittadini”, rispettivamente, contenuti in:

  • articolo 2, paragrafo 16, direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 ottobre 2023 che modifica la direttiva (UE) 2018/2001
  • articolo 2, paragrafo 11, direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica.

Anche le persone giuridiche costituite come comunità transfrontaliere possono candidarsi per questo premio.

Quattro criteri da soddisfare

Le CER che si candidano al premio devono dimostrare in che modo soddisfino quattro criteri di selezione.

Il primo riguarda l’inclusività della struttura di governance, cioè come vengono affrontate le questioni relative all’equilibrio di genere, alla diversità dei membri e alla soluzione delle disuguaglianze.

Un altro criterio riguarda i processi di governance interna, vale a dire la copertura degli aspetti relativi al finanziamento innovativo, ai meccanismi di governance rappresentativa, alla partecipazione dei membri e al coinvolgimento delle autorità locali.

Il terzo elemento si concentra sulla transizione a livello regionale e locale, con un focus sui collegamenti con i piani territoriali e le attività correlate alle politiche regionali.

L’ultimo aspetto si rivolge agli altri approcci innovativi, cioè gli sforzi per integrare la CER nel sistema energetico complessivo, l’allineamento con i piani locali di energia sostenibile e di azione per il clima o altre strategie rilevanti in materia ambientale.

La scadenza è a giugno

A ciascun criterio di aggiudicazione sarà assegnato un punteggio e, quindi, le proposte saranno classificate, in base al punteggio più alto, da una giuria composta da esperti specializzati in CER.

Il budget complessivo del premio è di 1 milione di euro da assegnare a un massimo di dieci vincitori secondo il seguente schema:

  • 1° posto: 350.000 €
  • 2° posto: 200.000 €
  • 3° posto: 100.000 €
  • Dal 4° al 10° posto: 50.000 €

Il premio, aperto ufficialmente il 20 gennaio 2026, vede come termine ultimo per la presentazione delle candidature il 25 giugno 2026. I risultati della valutazione dovrebbero essere annunciati tra novembre e dicembre 2026.

Le candidature devono essere compilate e inviate online tramite l’apposito portale della Commissione Europea.

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