Solare termico sul campo: qual è la produzione reale?

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Produzione termica reale, temperature di uscita, risparmio economico e affidabilità complessiva: i dati di monitoraggio messi a disposizione dalla TVP Solar ci danno un quadro completo delle prestazioni degli impianti solari termici di grande dimensione.

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I dati di prestazione reale degli impianti energetici sono un elemento essenziale per misurare la loro affidabilità, con particolare riferimento al confronto con quanto calcolato e assunto in fase progettuale.

Nel campo dei sistemi solari termici è davvero preziosa “l’operazione trasparenza” della società TVP Solar, che fornisce impianti di media e grande taglia con una tecnologia a elevate prestazioni, grazie alla quale si rendono disponibili i dati di monitoraggio annuali di numerosi impianti installati in diversi Paesi.

Affidabilità totale

Uno degli impianti analizzati, ad esempio, serve la rete di teleriscaldamento di Grenoble, gestita dalla utility CCIAG, ed è costituito da 172 mq di collettori.

I dati relativi al 2025 mostrano una quantità di energia termica erogata pari a 127 MWh/anno, corrispondenti a una resa specifica di 738 kWh/anno per ogni metro quadrato di collettore solare.

Si tratta di un valore decisamente alto, anche tenendo conto che la temperatura di fornitura è superiore ai 74 °C, ottenuto grazie alla peculiare tecnologia che impiega collettori piani a vuoto spinto. L’erogazione viene misurata direttamente dal cliente presso il proprio scambiatore di calore e genera un risparmio di gas naturale di 150 MWh/anno, corrispondenti a 15.580 mc/anno e a 31 tonnellate/anno di emissioni evitate di CO2.

La località presenta un irraggiamento solare pari a 1.362 kWh/mq/anno e l’efficienza termica media annuale dell’impianto solare è pari a 54%, con picchi fino al 72%.

Un altro parametro molto interessante e un segnale dell’affidabilità della tecnologia: la percentuale di disponibilità del sistema su 365 giorni risulta pari al 99%.

Più di 80 °C di temperatura

Un secondo sistema monitorato è quello di Ginevra, inserito nella rete di calore della società energetica SIG. Si tratta di un sistema con una superficie di 800 mq che, sempre nel 2025, è stato in grado di fornire ben 465 MWh/anno di energia termica a una temperatura superiore agli 82 °C, mostrando una resa specifica di quasi 600 kWh/anno per metro quadrato di collettore solare.

L’efficienza termica media è stata pari al 47% con picchi che hanno sfiorato il 70% e, anche in questo caso, l’affidabilità complessiva ha raggiunto il 99%.

Un altro dato importante, soprattutto per l’impatto economico dell’installazione, riguarda il risparmio di gas naturale calcolato cumulativamente dal 2021 al 2025 e pari a 312.676 mc, corrispondenti a circa 3.000 MWh. Le emissioni evitate superano le 600 tonnellate/anno.

Un impianto anche in Italia

Più di 1.000 metri quadrati di collettori solari, invece, costituiscono l’impianto collegato alla rete di teleriscaldamento di Racconigi, gestita da ENGIE (già descritto nell’articolo Calore solare per la rete di Racconigi).

La misurazione dei parametri di prestazione nel 2025 ha fatto registrare una fornitura di energia pulita di 623 MWh/anno a una temperatura maggiore di 83 °C, corrispondente a un valore di producibilità specifica superiore a 600 kWh/mq/anno. Il valore dell’efficienza media annuale ha raggiunto il 48%, con punte di quasi il 70%.

Grazie a un’affidabilità che, ancora una volta, ha sfiorato il 100%, il risparmio di gas naturale ha superato i 76.000 mc/anno, corrispondenti a più di 700.000 MWh. Questa riduzione di consumo di combustibili fossili ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di più di 150 tonnellate di anidride carbonica equivalente.

Una taglia ragguardevole

Un output termico di ben 3.552 MWh/anno ha caratterizzato il 2025 dell’impianto solare termico della utility tedesca Stadtwerke Sondershausen, di gran lunga il sistema più esteso tra quelli qui esaminati, con la sua superficie superiore ai 6.000 mq.

Anche in questo esempio, l’energia termica generata dall’impianto, a una temperatura sempre più elevata di 80 °C, viene poi integrata nella locale rete di teleriscaldamento. Grazie a un rendimento termico medio annuale del 47% (con punte del 69,7%), la resa specifica raggiunge quasi i 600 kWh/mq/anno.

Il calore proveniente dai collettori solari ha consentito di risparmiare più di 435.000 metri cubi di gas ed evitare l’emissione in atmosfera di quasi 900 tonnellate di anidride carbonica equivalente.

L’impianto ha previsto anche l’integrazione di un serbatoio di accumulo termico stratificato con un volume di 1.000 mc per distribuire il rilascio di energia nell’arco della giornata e, quindi, disaccoppiare la fornitura dall’output proveniente dal campo solare.

Per quanto riguarda la regolazione del sistema, lo SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition, cioè il controllo di supervisione e acquisizione dati), include anche un innovativo sistema di controllo antigelo per il fluido termovettore al fine di evitare l’uso di glicole e impiegare la semplice acqua.

Dati necessari per agevolare l’investimento

Misurare, e anche rendere pubblico, l’impatto reale derivante dall’adozione di un impianto solare termico di media e grande taglia è davvero un’operazione di grande importanza.

Si può dimostrare come l’erogazione di calore, quando si utilizzano tecnologie di qualità, è costante e prevedibile e, inoltre, l’affidabilità del sistema è pressoché totale.

A parte la palese e ovvia soddisfazione dei clienti, il punto cruciale è qui la bancabilità dei progetti presenti e futuri: se, infatti, la tecnologia è stata testata sul campo, dimostrando esattamente cosa è capace di fare, lo spazio per accedere a finanziamenti per realizzare l’investimento iniziale, spesso una barriera per le installazioni a energia rinnovabile, si fa più ampio e sicuro.

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