In Sicilia l’agrivoltaico dei record

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Nadara completa un impianto da 227 MW con compensazioni ai territori interessati per 17 milioni di euro; è il più grande d’Italia. Anche in Veneto un primato per il fotovoltaico su cava.

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La società energetica Nadara, nata nel 2024 dall’unione dell’italiana Renantis (ex Falck Renewables) e della britannica Ventient Energy, ha completato la costruzione del più grande impianto agrivoltaico del nostro Paese.

Si tratta del progetto “Big Fish” da 227 MW che aveva ricevuto il Provvedimento unico in materia ambientale a marzo dello scorso anno e può contare su un contratto di acquisto di energia Ppa da 156 MW sottoscritto con Amazon.

L’impianto si estende su 400 ettari a circa 40 km dall’Etna, tra i comuni di Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia.

Alle amministrazioni territorialmente coinvolte saranno riconosciute compensazioni per almeno 17,25 milioni di euro in servizi e finanziamenti per l’efficienza energetica durante l’intera vita utile dell’impianto, inclusi ammodernamenti infrastrutturali, sistemi di monitoraggio per gli edifici pubblici e veicoli elettrici per uso comunale. Inoltre, sono stati piantati 38.000 alberi.

La realizzazione del sito ha richiesto dodici mesi di lavoro, con l’impegno di circa 900 lavoratori.

Il sistema colturale di Big Fish è stato sviluppato in collaborazione con il dipartimento di Agraria, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania.

La continuità agricola è consentita da pannelli fotovoltaici elevati fino a tre metri da terra, cavi aerei posati lungo il perimetro del sito e quattordici pozzi per irrigare il terreno che sono stati riqualificati.

Prevista anche la presenza di alveari che produrranno circa 4,5 tonnellate di miele all’anno.

Secondo Jorge Martinez, chief growth officer di Nadara, “lo sviluppo dell’agrivoltaico su larga scala è ancora in fase di maturazione e c’è qualcosa di veramente entusiasmante in un sito in cui la terra continua a nutrire le persone e allo stesso tempo ad alimentare le case. Ci spinge a riflettere attentamente su come utilizziamo lo spazio, su come collaboriamo con gli agricoltori e le comunità locali e su come progettiamo iniziative che lascino un’eredità duratura” (sul modello di sviluppo alla base di questo settore si veda anche Mettiamo il dito nella piaga dell’agrivoltaico).

Da segnalare che Nadara ha completato anche l’impianto fotovoltaico Sardella da 46 MW in continuità territoriale con Big Fish.

L’accordo tra la società energetica e Amazon segue la stipula di precedenti Ppa in Finlandia e in Italia tra le due aziende.

Nel complesso, Amazon ha contribuito allo sviluppo di otto progetti solari utility scale nel nostro Paese e ha installato trentadue impianti presso le proprie strutture italiane.

In totale questi quaranta progetti hanno una capacità stimata di 532 MW e fanno parte di oltre 260 iniziative in Europa che coinvolgono Amazon (si veda anche Le scelte green di Poste Italiane e Amazon sull’energia).

“In qualità di maggiore acquirente aziendale di energia a zero emissioni di carbonio in Italia – spiega Giorgio Busnelli, country manager di Amazon Italia – vogliamo sostenere progetti che siano positivi per la transizione energetica e per le comunità che li circondano. Big Fish fa entrambe le cose: migliaia di nuovi alberi, alveari, veicoli elettrici ed edifici pubblici riqualificati per i comuni limitrofi sono tutti elementi integrati nell’iniziativa. Mentre lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2040, crediamo che i progetti di energia rinnovabile debbano lasciare le comunità in condizioni migliori di come le hanno trovate”.

I record di fotovoltaico e agrivoltaico

Il completamento dell’agrivoltaico Big Fish segue di pochi giorni un altro primato raggiunto in Sicilia. La Regione ha da poco rilasciato il Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) al progetto fotovoltaico “Centuripe” da 384 MW, proposto dalla società Ibvi 7 del gruppo IB Vogt nella provincia di Enna.

Si tratta del più grande sito FV italiano arrivato finora al Paur, che ha già ricevuto l’Autorizzazione unica il 4 giugno.

Guardando ai progetti che hanno invece ricevuto la Via positiva e allargando lo sguardo anche all’agrivoltaico, sono tredici le iniziative solari oltre i 200 MW:

  • Spinazzola da 599,08 MW;
  • Centuripe da 384 MW;
  • S&P 12 da 367,572 MW;
  • Castel di Iudica-Ibvi 8 da 363,2 MW;
  • S&P 8 da 317,68 MW;
  • Belpasso/Fénix, valutato per 300 MW;
  • Borgo Monteruga da 291,33 MW;
  • Mineo da 263 MW;
  • Vizzini/Callari e Capobianco da 250 MW;
  • Ficurinia da 240,50 MW in immissione;
  • Castel di Iudica II da 231,6 MW;
  • Energia dall’Olio di Segezia da 227,42 MW;
  • Pietranera da 222,26 MW.

Tra questi, finora, solo Fénix ha superato quota 200 MW anche tra gli impianti entrati in esercizio: inaugurato il 25 giugno 2026 tra Centuripe, Paternò e Belpasso, ha 243 MW installati. Anche Fénix, peraltro, è nato da un progetto di IB Vogt, sviluppato tramite Ibvi 1, ed è poi passato a Iberdrola.

Il più grande fotovoltaico su cava del Veneto

Di primati si parla anche in Veneto dopo che la multiutility Magis ha inaugurato il 23 settembre a Trissino (Vicenza) il più grande impianto fotovoltaico su un’ex cava realizzato in questa regione.

Si tratta di un sito da 8,8 MW per una produzione attesa di 12 GWh l’anno, equivalente al fabbisogno energetico di oltre 4.000 famiglie.

Un progetto che nasce dalla riqualificazione di un’ex area estrattiva e che permetterà di evitare l’emissione di circa 5.000 tonnellate di CO2 ogni anno.

Il progetto di Trissino porta la potenza complessiva installata da fonte solare del Gruppo Magis a 81,4MW, il 63% in più rispetto a fine 2025.

Il piano industriale di Magis al 2030 destina complessivamente 508 milioni di euro allo sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti pulite.

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