I cittadini italiani, come quelli europei, ritengono più incisive le loro scelte quotidiane nel contrastare i cambiamenti climatici rispetto a quelle dei governi nazionali.

A mostrarlo i risultati dell’indagine sul clima della BEI pubblicati ieri, 9 gennaio, frutto di un sondaggio su 25mila intervistati che analizza come i cittadini percepiscono i cambiamenti climatici nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Cina.

Per gli italiani, emerge dall’indagine della Banca europea per gli investimenti, riciclare e fare la raccolta differenziata, acquisto di prodotti locali/di stagione e riduzione della quantità di rifiuti sono i principali buoni propositi “green”.

I dati

Questa terza ondata di risultati è incentrata, appunto, sugli impegni dei cittadini per il 2019 e sulla percezione, da parte degli stessi, non solo delle misure adottate dai rispettivi governi e dalle istituzioni pubbliche internazionali per contrastare i cambiamenti climatici, ma anche dei livelli di responsabilità nell’ambito di tale lotta.

Tra i buoni propositi in ambito climatico, come detto, il riciclaggio è il più popolare:  il 71% degli italiani è propenso a metterlo in atto nei prossimi dodici mesi. Il podio delle tre iniziative per l’ambiente più gettonate in Italia per il 2019 è completato dall’acquisto di prodotti locali/di stagione e dalla riduzione della quantità di rifiuti.

L’indagine – spiega la  BEI – ha inoltre permesso di scoprire che, secondo gli italiani, sono proprio i cittadini a dover svolgere il ruolo maggiore nella lotta ai cambiamenti climatici, e solo dopo di loro, il governo nazionale, l’Unione europea e le imprese: più di un italiano su tre pensa di dover essere in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.

Il sondaggio ha dunque rilevato un elevato grado di scetticismo in relazione all’efficacia delle istituzioni nella lotta ai cambiamenti climatici.

Se da un lato il 48% degli italiani descrive come “efficaci” le proprie iniziative, dall’altro solo il 18% ritiene che le misure attuate dal governo nazionale lo siano altrettanto. Analogamente, sono solo il 20% coloro che ritengono efficaci le misure delle organizzazioni internazionali.

In Europa e nel mondo

Quanto osservato in Italia sostanzialmente rispecchia le sensazioni registrate più in generale nell’Unione europea: il 31% degli europei ritiene che, per quanto riguarda le azioni a favore del clima, il grosso della responsabilità ricada sui cittadini.

In altri continenti, invece, le opinioni sono diverse: il 40% dei cinesi e il 25% degli americani attribuiscono la responsabilità in primo luogo a organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite o la Banca mondiale e solo in seconda battuta ai cittadini.

Inoltre, secondo quanto riscontrato con il sondaggio, per i cittadini è importante fare la differenza nella lotta ai cambiamenti climatici e sapere che il loro contributo individuale può valere quanto le azioni intraprese da organismi pubblici. Ma anche questo stesso parere è percepito con intensità diverse nei gruppi presi in esame.

In Europa è il 66% della popolazione è disposto a fare raccolta differenziata, mentre in Cina e Usa questa percentuale si riduce rispettivamente al 52 e 60%.

L’infografica di seguito mostra questa percentuale nei singoli Paesi europei:

Azioni rispettose del clima che gli italiani intendono avviare o sono disposti a proseguire nel 2019:

  • Riciclare/fare la raccolta differenziata dei rifiuti qualora possibile – 71%
  • Acquistare prodotti locali e di stagione qualora possibile – 47%
  • Ridurre la quantità di rifiuti prodotti – 42%
  • Ridurre il consumo elettrico – 40%
  • Smettere di acquistare prodotti in plastica – 35%
  • Consumare meno in generale – 35%
  • Utilizzare più spesso i mezzi pubblici al posto dell’auto – 30%
  • Utilizzare più spesso la bicicletta al posto dell’auto – 27%
  • Utilizzare energia verde – 25%
  • Viaggiare meno spesso in aereo – 6%
  • Non so – 2%
  • Nessuna di queste misure – 1%
  • Non esiste alcun cambiamento climatico – 1%

Classifica delle entità cui, secondo gli italiani, competono le maggiori responsabilità nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici

  • I cittadini – 37%
  • I governi nazionali – 24%
  • Le organizzazioni internazionali o mondiali (ad esempio l’Unione europea, le Nazioni Unite, la Banca mondiale) – 19%
  • Le amministrazioni locali – 11%
  • Le aziende e le società – 6%
  • Non so – 4%
  • Non esiste alcun cambiamento climatico – 0%
  • Altri enti – 0%