Rse promuove i servizi ancillari tra i piccoli distributori

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La società di ricerca intende attivare collaborazioni con i Dso sui mercati locali della flessibilità per nuovi progetti pilota.

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Il lavoro di Rse sulla flessibilità del sistema energetico si completa con un nuovo tassello.

Dopo un primo bando rivolto agli energy manager, con il quale valutare il potenziale di flessibilità delle medie-piccole utenze di consumo, è stato attivato un percorso analogo con i Dso per quantificare i fabbisogni di servizi ancillari locali per le reti di distribuzione.

In particolare, entro il 15 maggio i gestori potranno aderire all’iniziativa e attivare così una collaborazione con Rse volta a valutare come specifiche esigenze di rete, ad esempio la risoluzione delle congestioni e il controllo della tensione, possano essere fronteggiate con l’approvvigionamento di servizi ancillari locali.

Il tutto si poggia sull’esperienza fatta dalla società del Gruppo Gse nel sostenere i progetti pilota sulla flessibilità locale promossi da Arera con la delibera 352/2021/R/eel, come nel caso dell’iniziativa MindFlex di Unareti a Milano.

“Con questa manifestazione di interesse intendiamo valutare la fattibilità di altri progetti pilota nel perimetro della delibera 352”, come spiega a QualEnergia.it Alberto Vannoni, ricercatore del dipartimento Tecnologie di generazione e Materiali Rse e referente dell’iniziativa.

Le iniziative sui mercati locali della flessibilità e i servizi di rete promossi dal Regolatore sono stati inizialmente approcciati dai Dso più grandi e strutturati, mentre quelli più piccoli, “seppur con reti rilevanti, non hanno avuto ancora modo di farlo”.

Dunque, “Rse mette a disposizione l’esperienza fatta sul campo e le proprie competenze per aprire nuovi percorsi”.

È bene tenere presente che oggi “l’aspetto più critico nella distribuzione è rappresentato dalle congestioni, soprattutto durante i periodi estivi per le ondate di calore. In ambito urbano abbiamo spesso reti progettate decenni fa, il cui ammodernamento deve avvenire in un ambiente densamente popolato dove fare interventi è costoso”.

La flessibilità della domanda, dunque, “può essere uno strumento efficace”, secondo Vannoni, ma è utile pensare anche a servizi completamente nuovi, che non riguardino solo la gestione dei consumi.

“Il progetto pilota MindFlex, ad esempio, dal 2026 testerà servizi di flessibilità che non siano di modulazione della potenza attiva, ma reattiva per controllare la tensione di rete, anche sfruttando risorse di generazione allacciate sulla trasmissione”.

Infine, oltre a tracciare le esigenze di servizi ancillari per i Dso e promuovere progetti pilota tra i medio-piccoli distributori, l’intenzione di Rse è anche quella di promuovere uniformità tra i futuri progetti pilota.

Il bando energy manager sull’aggregazione della domanda

Come accennato in precedenza, a novembre dello scorso anno Rse ha aperto una prima manifestazione di interesse rivolta agli energy manager per valutare il potenziale di flessibilità delle medie-piccole utenze locali di consumo, aiutandole a percorrere la strada dell’aggregazione, in modo da poter offrire servizi di modulazione della potenza che aiutino la gestione delle reti di distribuzione e trasmissione.

Il tutto, promuovendo anche la partecipazione di questa flessibilità ai meccanismi di mercato disponibili, in primis ai progetti pilota in corso per l’erogazione di servizi ancillari locali o alle forme di aggregazione previste dal Tide, implementando soluzioni innovative di gestione dei consumi.

Si tratta di un percorso complementare a quello che sta per partire con i Dso, spiega Alberto Vannoni.

“Il bando per gli energy manager è ormai chiuso e le collaborazioni sono avviate. Abbiamo selezionato una realtà della grande distribuzione, una di carattere industriale e una Esco. Tipologie differenti con le quali valutare il potenziale di risorse da gestire per fornire flessibilità alle reti”.

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