Quando nel teleriscaldamento l’unione fa la forza

Geotermia profonda, solare termico e recupero di calore da acque reflue e industrie: un ambizioso progetto di interconnessione tra più reti di teleriscaldamento in Austria si propone di raddoppiare la produzione e svincolarsi completamente dai combustibili fossili.

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Collegare più reti di teleriscaldamento esistenti per fornire ai clienti un servizio più efficiente ed economico.

È il progetto della rete intercomunale lungo l’asse Weiz-Gleisdorf nella regioe austriaca della Stiria, che rappresenta un’importante collaborazione tra i fornitori di calore dei comuni di Weiz, Unterfladnitz, St Ruprecht, Wollsdorf e Gleisdorf.

Raddoppiare la produzione e renderla più sostenibile

Questi soggetti stanno attivamente perseguendo la costituzione di un’associazione di rete volta a sfruttare il notevole potenziale di integrazione delle fonti energetiche rinnovabili disponibili a livello locale nell’infrastruttura energetica regionale.

Si tratta di una interconnessione strategica progettata per creare un quadro energetico solido e sostenibile in grado di soddisfare il fabbisogno di riscaldamento delle aree residenziali, dei centri urbani e degli stabilimenti industriali distribuiti lungo questo asse.

Attualmente sono in fase di sviluppo progetti per collegare i distinti sistemi di teleriscaldamento di questi comuni in una rete intercomunale unificata, con la conseguenza di un significativo aumento della capacità di generazione di calore, che passerà dall’attuale produzione annuale di circa 100 GWh a una produzione prevista di oltre 200 GWh.

Il progetto persegue quindi il duplice obiettivo di aumentare la distribuzione di energia e migliorare la sostenibilità del sistema.

Attualmente, l’infrastruttura ha una capacità di 71,6 MW termici ma sono già in programma interventi per aumentare tale capacità a circa 100 MW, generati interamente da fonti rinnovabili. Questo sviluppo comprende non solo l’espansione della rete di distribuzione ma anche un aumento sostanziale delle capacità di accumulo di calore.

Geotermia profonda

L’integrazione prevista delle reti di teleriscaldamento attualmente indipendenti lungo l’asse Weiz-Gleisdorf richiede l’attuazione di misure di ammodernamento complete, seguendo un approccio olistico e sistemico.

Al centro della strategia di potenziamento vi è l’espansione degli impianti di generazione rinnovabile e di accumulo di calore, includendo l’utilizzo dell’energia geotermica profonda, i sistemi solari termici, gli impianti di cogenerazione e lo sfruttamento del calore residuo da fonti a bassa temperatura come le acque reflue e i processi industriali.

Le sfide tecniche associate allo sviluppo della rete intercomunale includono la creazione di interconnessioni idrauliche robuste tra le singole reti e gli impianti di generazione, l’integrazione dei grandi consumatori industriali e il miglioramento della flessibilità della produzione termica attraverso l’integrazione dell’accumulo termico e le tecniche di miglioramento dell’efficienza, in particolare i sistemi di condensazione dei fumi per le caldaie a biomassa.

Un’opzione significativa che si sta studiando per l’integrazione a medio termine è l’energia geotermica profonda, sulla base dei risultati promettenti ottenuti dalle attività di trivellazione condotte dall’industria petrolifera, che è riuscita a penetrare formazioni carbonatiche considerate serbatoi geotermici sfruttabili.

Data l’espansione prevista della rete e i profili di carico, è possibile ipotizzare il pieno utilizzo del calore generato da un impianto geotermico profondo, rafforzando così le ambizioni di carbon neutrality del progetto.

Solare termico e acque reflue

Il potenziale dell’energia solare termica come fonte di generazione è già stato analizzato nella sede della rete di teleriscaldamento di St. Ruprecht affrontando, in particolare, la sfida di gestirne la volatilità intrinseca e ridurre al minimo i casi di stagnazione dei collettori durante i periodi estivi di bassa domanda di calore.

È stato effettuato, inoltre, un ulteriore studio di fattibilità per l’integrazione dell’energia solare termica a Weiz. Nessuna delle due reti, tuttavia, ha ancora implementato alcun impianto solare a sostegno della produzione.

Parallelamente, viene data notevole importanza allo sfruttamento dell’energia proveniente dalle acque reflue, in particolare presso l’impianto di trattamento di Gleisdorf.

L’analisi dettagliata dei dati di monitoraggio della pompa di calore da 800 kW termici (che genera circa 4.000 MWh/anno), già installata a Gleisdorf, ha confermato la fattibilità dell’utilizzo dell’energia derivata dalle acque reflue attraverso sistemi di pompe di calore di grande taglia.

Sono allo studio, quindi, piani per espandere ulteriormente queste integrazioni, con valutazioni dettagliate che indicano una capacità totale annua di generazione di calore di circa 18.000 MWh dalle risorse delle acque reflue.

Del calore non si butta via niente

Per completare il quadro, il progetto sta procedendo all’identificazione e alla valutazione sistematica del potenziale di calore di scarto industriale, con il contributo significativo del catasto del calore residuo della regione della Stiria.

Importanti aziende industriali locali, tra cui Weitzer Energie, Alwera (specializzata nel recupero del calore residuo dalle pompe di calore), Siemens/Andritz e Agrana, sono attivamente coinvolte nelle valutazioni iniziali e nella quantificazione del potenziale.

Queste risorse di energia termica rappresentano preziose opportunità per rafforzare ulteriormente il portafoglio energetico della rete di teleriscaldamento intercomunale, contribuendo in modo significativo ai suoi obiettivi di efficienza e sostenibilità.

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