Produzione da rinnovabili ai massimi, ma cala la quota sulla domanda

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In Italia nei primi nove mesi dell’anno il fotovoltaico aumenta la produzione del 20,5% e l’eolico del 7%, più che compensando il forte calo dell’idroelettrico. Ma la quota delle Fer sulla domanda elettrica scende rispetto al 2025 e al 2024.

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La domanda di elettricità in Italia a settembre 2026 ha raggiunto 27,8 TWh, in aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2025. È il valore più elevato per il mese di settembre dal 2014.

Le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 39,4% del fabbisogno elettrico mensile, con una produzione di 10,9 TWh, un record per settembre. Rispetto alla produzione nazionale, la loro quota è stata del 45,4%.

Il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico, con 5,3 TWh, pari al 48,6% della generazione rinnovabile del mese e in aumento del 27,1% rispetto a settembre 2025.

Pressoché stabile la produzione eolica (+0,8%), mentre prosegue il forte calo dell’idroelettrico (-29,2%). In crescita anche il termoelettrico, che ha prodotto circa 14,1 TWh, l’11% in più rispetto a un anno prima.

Nella tabella tratta dal rapporto mensile di Terna (link in fondo all’articolo) sono riportati i principali dati di produzione e domanda elettrica di settembre e dei primi nove mesi del 2026.

Domanda elettrica e rinnovabili nei primi nove mesi del 2026

Nel periodo gennaio-settembre 2026 la domanda elettrica nazionale è aumentata di circa 12 TWh (+5,2%) rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 4,4% rispetto al 2024, raggiungendo quasi 246 TWh, il valore più elevato per i primi nove mesi dell’anno dal 2014.

Le fonti rinnovabili hanno generato complessivamente 103,3 TWh, un massimo per i primi tre trimestri dell’anno, con una crescita dell’1,1% sul 2025.

Tuttavia, a causa dell’aumento più sostenuto della domanda, la loro quota di copertura del fabbisogno elettrico si è fermata al 42,1%, un valore inferiore a quello registrato sia nel 2025 sia nel 2024, come mostra il grafico.

Rispetto alla sola produzione nazionale di elettricità, le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 49%.

Nel grafico seguente sono riportati l’andamento della domanda elettrica italiana e la produzione da rinnovabili nei primi nove mesi di ciascun anno, dal 2014 al 2026.

In crescita anche il saldo degli scambi con l’estero (+9,6%), pari a 38,6 TWh, circa 3,4 TWh in più rispetto ai primi nove mesi del 2025. Il saldo estero ha così coperto il 15,7% della domanda elettrica nazionale, mentre le importazioni lorde hanno rappresentato il 16,9%.

Fotovoltaico ed eolico compensano il calo dell’idroelettrico

Analizzando le singole fonti rinnovabili, emerge soprattutto la forte contrazione dell’idroelettrico, che nei primi nove mesi del 2026 ha prodotto 27,1 TWh, circa 6,8 TWh in meno rispetto al 2025 (-20,2%) e 14,4 TWh in meno rispetto al 2024.

Il fotovoltaico, al contrario, ha raggiunto 44,5 TWh, con un incremento del 20,5% rispetto a un anno prima, pari a circa 7,6 TWh aggiuntivi. Rispetto al 2024, la produzione è aumentata di 14,7 TWh.

In crescita anche l’eolico, che ha generato 16,8 TWh, il 7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+1,1 TWh). Segno negativo, invece, per la geotermia (-2,7%) e le bioenergie (-4,8%).

Queste variazioni hanno modificato il contributo delle diverse fonti al fabbisogno elettrico nazionale.

Nei primi nove mesi del 2026 il fotovoltaico ha coperto il 18,1% della domanda, contro il 15,8% del 2025, mentre l’eolico è salito dal 6,7% al 6,9%. La quota dell’idroelettrico, al netto dell’apporto dei pompaggi, è invece scesa dal 14% al 10,5%.

Nel complesso, la maggiore produzione di fotovoltaico ed eolico ha più che compensato, in termini assoluti, il forte decremento dell’idroelettrico. Le due fonti hanno infatti generato insieme 61,3 TWh, pari a circa un quarto della domanda elettrica dei primi nove mesi del 2026.

Considerando lo stesso periodo dal 2014, il loro contributo è aumentato di circa 31,3 TWh, di cui 25,9 TWh attribuibili alla crescita del fotovoltaico. Quest’ultimo ha quasi raddoppiato la propria produzione negli ultimi cinque anni.

La trasformazione del mix rinnovabile emerge anche osservando il peso delle singole tecnologie sulla produzione complessiva da Fer.

Nei primi nove mesi del 2026 il fotovoltaico ha rappresentato il 43% della generazione rinnovabile, superando nettamente l’idroelettrico, sceso al 26,2%. L’eolico ha contribuito per il 16,3%.

Complessivamente, fotovoltaico ed eolico hanno prodotto il 59,3% di tutta l’elettricità rinnovabile, contro il 44,6% registrato nello stesso periodo del 2024.

Un cambiamento significativo nella composizione della generazione rinnovabile italiana, sempre più sostenuta dal solare FV e dall’eolico, mentre la variabilità della produzione idroelettrica continua a incidere sui risultati complessivi.

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