PPA, finanza e nuovi modelli di mercato: a KEY Choice confronto tra imprese e investitori

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L’evento B2B di KEY mette al centro l’evoluzione dei Power Purchase Agreement in Italia tra Energy Release, Fer X e soluzioni ibride, con focus su gestione del rischio, bancabilità e integrazione tra rinnovabili e storage.

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I Power Purchase Agreement (PPA) si confermano tra gli strumenti più efficaci per sostenere lo sviluppo delle rinnovabili, sincronizzare domanda e offerta di energia e ridurre l’esposizione delle imprese alla volatilità dei prezzi, coniugando sostenibilità ambientale e competitività industriale.

In questo contesto si inserisce KEY Choice – Unlock the future of PPA, l’evento B2B di KEY – The Energy Transition Expo organizzato da Italian Exhibition Group martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, in collaborazione con Elemens.

L’iniziativa riunirà aziende energivore, produttori e sviluppatori di impianti rinnovabili, trader, istituzioni del settore elettrico e operatori finanziari, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta e stimolare la nascita di nuovi accordi.

KEY Choice anticipa l’edizione 2026 di KEY – The Energy Transition Expo (Rimini, 4-6 marzo), che quest’anno porterà al centro il ruolo della finanza a supporto della transizione energetica, tra nuovi modelli di investimento in rinnovabili ed efficienza e strumenti innovativi per la gestione del rischio energetico.

La giornata del 3 marzo si aprirà con sessioni di networking e momenti formativi, per poi proseguire con un convegno articolato in panel tematici ad alto contenuto tecnico e strategico sulle prospettive dei PPA nel mercato italiano, con un focus specifico sul meccanismo dell’Energy Release. Si discuterà dei PPA come piattaforma di mercato, di green conditionalities, strategie di sostenibilità, approvvigionamento e soluzioni on-site fisiche e virtuali.

Il mercato europeo e il ruolo dell’Italia

Questi contratti, che permettono di fissare condizioni economiche stabili per la fornitura di energia rinnovabile, offrono maggiore certezza sia ai produttori sia agli acquirenti finali – spesso grandi utility o aziende energivore – e stanno assumendo un ruolo sempre più strutturale nel mercato elettrico europeo.

Secondo i dati più recenti di Pexapark, nel 2025 in Europa sono stati contrattualizzati complessivamente 13,1 GW di PPA, in calo rispetto ai 15,3 GW del 2024. L’Italia si conferma tra i mercati più attivi, con 1,8 GW di nuova capacità oggetto di accordi, distinguendosi anche nei contratti di flessibilità legati a batterie standalone (sistemi di accumulo non abbinati direttamente a impianti rinnovabili), con circa 660 MW di capacità contrattualizzata.

Oltre alla dimensione industriale, i PPA sono sempre più utilizzati come strumenti di mitigazione del rischio, facilitando l’accesso al credito e l’attrazione di capitali privati verso nuovi progetti. Parallelamente stanno emergendo soluzioni finanziarie più sofisticate: dai green bond ai fondi infrastrutturali, fino ai modelli di risk sharing che integrano produzione rinnovabile, consumo industriale e coperture finanziarie.

Il mercato italiano: dati, modelli e nodi aperti

Ma come sta evolvendo il mercato italiano dei PPA? Quali sono oggi le caratteristiche più rilevanti dei contratti pluriennali tra produttori e clienti finali?

QualEnergia.it ne ha discusso in una diretta online giovedì 12 febbraio, promossa da KEY – The Energy Transition Expo, con Andrea Marchisio, founding partner di Elemens, e Dario Di Santo, direttore della Fire (guarda la registrazione).

Nel corso del webinar – di cui è disponibile la video registrazione integrale (durata: 1 ora) – è stato tracciato un quadro aggiornato dei PPA in Italia, con dati su prezzi, dimensioni e durate medie dei contratti. Ampio spazio è stato dedicato anche alle possibili sovrapposizioni con altri strumenti di sostegno alla generazione rinnovabile, come l’Energy Release 2.0, le aste del Fer X e il futuro decreto Fer Z, che dovrebbe basarsi su profili di produzione multi-asset.

È emerso con chiarezza che non esiste un modello standard di PPA: i contratti vanno costruiti su misura, in funzione delle esigenze di produttori e consumatori industriali, considerando bancabilità, copertura dei rischi finanziari, dimensioni aziendali e aspettative sui prezzi dell’energia.

Un focus particolare ha riguardato le strategie degli energy manager: come integrare al meglio generazione on-site e off-site in relazione ai profili di carico, quale livello di rischio accettare nella definizione dei contratti (in particolare sui prezzi) e come strutturare accordi capaci di garantire stabilità senza rinunciare a opportunità di mercato.

Lo sguardo si è poi spinto verso soluzioni “ibride”, che combinano eolico, solare e sistemi di accumulo, in risposta alla crescente esigenza di una gestione più flessibile degli approvvigionamenti energetici.

Molti di questi temi saranno ulteriormente approfonditi nei workshop e nei convegni in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo, nel calendario di KEY – The Energy Transition Expo.

Per registrarsi a KEY Choice clicca qui

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