Povertà energetica: efficienza in edilizia e PIL pro capite contano più del clima

La classifica europea: Italia diciannovesima, Svezia e Finlandia le più virtuose. La spesa in energia delle famiglie cresce, specie tra quelle a basso reddito.

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La quota della spesa energetica delle famiglie è in aumento in Europa, con aumenti più marcati nelle famiglie a basso reddito, dove la spesa è aumentata del 33% tra il 2000 e il 2014.

La maggior parte dei paesi dell’UE presenta livelli significativi di povertà energetica e l’Italia è al 19esimo posto sui 28.

Esiste un chiaro divario tra i paesi dell’Europa settentrionale- occidentale e meridionale-orientale.

I fattori socioeconomici svolgono un ruolo più importante nei livelli elevati di povertà energetica rispetto alle condizioni meteorologiche;

I paesi con una forte regolamentazione edilizia e un PIL pro capite più elevato mostrano livelli inferiori di povertà energetica;

I paesi con i risultati peggiori si trovano ad affrontare la povertà energetica sia in inverno che in estate.

Sono solo alcuni degli elementi del nuovo report European Energy Poverty Index, ricerca realizzata coalizione europea Open Exp per il diritto all’energia dei cittadini (allegato in basso).

Lo studio, primo nel suo campo, presenta una “classifica” europea della diffusione della povertà energetica, da cui si evince appunto che i Paesi più colpiti sono quelli della zona meridionale ed orientale dell’Unione.

In particolare, la Bulgaria supera tutti gli altri stati per la prevalenza di quattro indicatori-chiave: case umide e con significative perdite, alto costo dell’energia per gli utenti domestici, impossibilità di mantenere le case sufficientemente calde in inverno e sufficientemente fresche d’estate.

Svezia e Finlandia si posizionano, invece, dal lato opposto della classifica, come le nazioni in cui la povertà energetica è meno diffusa.

 

L’analisi – fanno notare da Open Exp – rivela una mancanza di azione politica per affrontare la povertà energetica.

“La Grecia è l’unico Stato membro dell’UE ad aver incluso un obiettivo di povertà energetica nelle proposte di piani nazionali per l’energia e il clima; mentre gli obiettivi nazionali di efficienza energetica, che contribuiscono ad alleviare la povertà energetica, non riescono a raggiungere l’obiettivo concordato dell’UE del 32,5% entro il 2030”, si spiega.

Anche l’Italia, che come come detto si classifica al diciannovesimo posto, mostra “significativi livelli di povertà energetica”, si fa notare.

Nella proposta di piano per il clima e l’energia che il nostro paese ha presentato ha presentato alla Commissione Europa, sottolineano gli autori del report, si legge (pag.80) “se del caso, obiettivi relativi alla povertà energetica” e che “per contrastare la povertà energetica è necessario aumentare l’efficacia delle misure esistenti a sostegno della spesa energetica e, nel medio termine, favorire le soluzioni di efficientamento energetico degli edifici”.

“E’ necessario, quindi – auspica Open Exp – che vengano introdotte misure concrete che promuovano la riduzione del fabbisogno energetico degli immobili della popolazione meno abbiente attraverso interventi di efficientamento e di riqualificazione profonda degli edifici residenziali.”

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