Oggi, 2 dicembre, dalle 12,30 Italia Solare, insieme ad altre associazioni del settore energia e ambiente, è stata ascoltata in audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul Dl 175/2025, il decreto che ridisegna anche le aree idonee e integra Transizione 5.0 (il documento presentato da Italia Solare – pdf).
Il tema è stato affrontato anche nel corso della prima giornata del Forum Italia Solare, ancora in corso a Roma.
Proprio ai margini del Forum abbiamo raccolto la posizione dell’associazione (vedi video), che vede nel decreto alcuni passi avanti ma anche dei nodi che rischiano di frenare la diffusione degli impianti fotovoltaici.
“Il decreto presenta aspetti positivi, come l’eliminazione delle aree non idonee e la definizione di superfici minime da destinare agli impianti -spiega l’avvocato Emilio Sani, consigliere dell’associazione – ma i margini di azione lasciati alle Regioni sono troppo stretti”.
Il riferimento è ai limiti che impediscono alle Regioni di individuare nuove aree idonee: il divieto di includere aree tutelate dal Codice dei beni culturali, le fasce di 500 metri circostanti e i territori in cui i piani paesaggistici prevedono incompatibilità.
Un perimetro che, osserva Luciano Barra, responsabile normativo di Italia Solare “riduce enormemente lo spazio di manovra” e che in alcune realtà rischia di compromettere gli obiettivi.
Altri due gli aspetti critici evidenziati da Barra: la delega sulla SAU agricola e il delicato tema del transitorio, per il quale Italia Solare segnala un vuoto normativo che riguarda migliaia di procedimenti in corso.
Ma al Forum arriva anche una lettura opposta, già citata in un nostro articolo e proveniente dal Mase (vedi Aree idonee, dl 175 e transitorio: dal Mase un “quasi-chiarimento”).
Dal palco, Alessandro Noce, direttore generale Mercati e infrastrutture energetiche, ha spiegato: “Sono molto contento che non ci sia una norma transitoria, perché il rischio era di averne una molto, ma molto peggiore. Mi riferisco a norme che avrebbero collegato in modo esplicito il nuovo regime alle autorizzazioni in corso. Abbiamo quindi evitato questo scenario”.
Per Italia Solare, però, resta indispensabile un intervento del Parlamento: “Le nostre osservazioni sono condivise da praticamente tutte le associazioni del settore elettrico e delle rinnovabili”, dicono da Italia Solare. “Speriamo che almeno le urgenze vengano recepite, evitando che si ripetano le logiche che hanno già portato al blocco attuale”, aggiunge Paolo Rocco Viscontini, Presidente dell’associazione.


























