Wood Mackenzie ha pubblicato la sua classifica globale dei produttori di moduli fotovoltaici per il primo semestre del 2025. Due aziende cinesi, Ja Solar e Trinasolar, risultano al primo posto a pari merito.
La società di ricerca e consulenza in ambito energetico ha valutato 38 produttori di moduli in silicio cristallino provenienti da 9 Paesi con una capacità produttiva e di spedizione totale pari al 62% del mercato globale, evidenziando in un commento diverse tendenze individuate all’interno del settore.
Un mercato concentrato
La prima è una maggiore concentrazione della quota di mercato: i primi 10 produttori hanno “spedito” complessivamente 224 GW di moduli, pari al 75% del dato globale nella prima metà dell’anno.
Cresce poi la diversificazione geografica: i nuovi concorrenti provenienti da India, Corea del Sud, Singapore e Stati Uniti confermano che il panorama competitivo si sta gradualmente allargando oltre la Cina, spinto anche dall’inasprimento delle politiche commerciali.
“Nonostante dominino quasi l’80% delle spedizioni globali, i principali produttori mondiali stanno risentendo della pressione di un mercato difficile“, commenta Yana Hryshko, responsabile della “Global solar supply chain” di Wood Mackenzie.
“I primi dieci produttori – aggiunge – hanno registrato una perdita netta complessiva di 2,2 miliardi di dollari nel primo semestre del 2025, a causa di forti cali dei prezzi che hanno avuto un impatto anche sui principali attori del settore”. Hryshko non ha però chiarito rispetto a quale periodo di riferimento è stata registrata la perdita.
Altro tasso di utilizzo della capacità produttiva
Le prime dieci aziende hanno inoltre mantenuto un “tasso di utilizzo” medio del 70% nel primo semestre del 2025, in contrasto con la media di appena il 43% per tutti gli altri.
Ciò vuol dire che una grande quota della capacità produttiva disponibile è stata effettivamente utilizzata, una condizione ottimale che si verifica se i produttori hanno ordini sufficienti per saturare le fabbriche, sono più competitivi (costo, qualità, accesso ai mercati, bancabilità) e riescono a scaricare meglio l’eccesso di capacità.
L’indiana Adani Solar e la cinese Dmegc Solar si sono distinte per aver mantenuto un tasso di utilizzo del 100%.
Wafer-to-module e bancabilità
Secondo l’indagine, l’elevato livello di integrazione verticale, ovvero il controllo diretto di più fasi della filiera, dai wafer alle celle fino ai moduli, rappresenta uno dei principali fattori che spiegano la maggiore resilienza dei top player in un mercato caratterizzato da sovracapacità e forte polarizzazione.
Il controllo wafer-to-module sta diventando la “nuova frontiera competitiva” spiegano gli analisti, con gran parte dei principali produttori che si stanno contemporaneamente espandendo nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa) per una produzione più resiliente alle tariffe.
La classifica aggiornata introduce inoltre la nuova classificazione “Grado A”, che stabilisce un nuovo standard per l’eccellenza operativa e la bancabilità. Sempre secondo Hryshko, questa distinzione è un segnale fondamentale per il mercato downstream, perché sposta l’attenzione oltre il volume delle spedizioni per evidenziare i fornitori che soddisfano rigorosi standard di approvvigionamento globali.
Un totale di 30 produttori in nove Paesi si sono guadagnati un posto nella lista “Grado A” per il primo semestre del 2025.
A novembre Sinovoltaics, azienda tedesco-olandese che fornisce servizi di conformità tecnica e garanzia di qualità nel settore Bess e FV, aveva documentato un aumento della resilienza finanziaria delle principali aziende (Stabilità finanziaria, le classifiche aggiornate per produttori FV e storage).
Tornando alle valutazioni di Wood Mackenzie, la società ha formulato anche alcune riflessioni sul futuro.
Dal punto di vista tecnologico, il prossimo salto di efficienza, guidato dalle tecnologie TOPCon 3.0 e back-contact, porterà le prestazioni dei moduli tradizionali oltre il 25%, accelerando il ritiro delle linee di produzione di qualità inferiore.
Sono poi in arrivo anche grossi cambiamenti di mercato: i fornitori più deboli rischiano di affrontare chiusure o fusioni, visti gli alti tassi di utilizzo del 60-75% dei top player di mercato.
Al tempo stesso, il rafforzamento della domanda globale e la stabilizzazione dei prezzi a partire dal 2026 porterà a nuovi investimenti strategici dopo una fase di maggiore stagnazione, con i produttori di “Grado A” indicati come nella “posizione migliore” per cogliere il prossimo ciclo di crescita.
Resta determinate che affidabilità e bancabilità saranno le variabili sempre più rilevanti e delicate per il settore, un argomento che verrà affrontato in un workshop che QualEnergia.it organizza in occasione dell’evento fieristico KEY (4-6 marzo 2026).


























