Dopo un 2025 segnato da un rallentamento delle installazioni, il fotovoltaico nel segmento commerciale e industriale (tra 20 kW e 1 MW) mostra segnali di ripresa. Il calo di circa il 20% è stato legato soprattutto all’incertezza normativa e alla difficoltà delle imprese nel pianificare gli investimenti.
Ora però il mercato sembra tornare a muoversi, anche grazie al quadro di incentivi e ai nuovi strumenti di supporto alla transizione energetica delle aziende.
Di questo scenario e delle prospettive per il settore abbiamo parlato con Paolo Cicognetti, direttore commerciale Italia Solar PV, BESS e H2 di Ingeteam, in un’intervista realizzata a KEY – The Energy Transition Expo 2026 di Rimini.
Secondo Cicognetti, il mercato sta progressivamente recuperando terreno, sostenuto dall’interesse delle imprese per l’autoproduzione energetica e dalla presenza di misure incentivanti che possono accelerare gli investimenti. Tuttavia, la chiarezza delle regole resta un fattore decisivo: quando gli strumenti normativi cambiano spesso o hanno orizzonti temporali incerti, le aziende tendono a rimandare le decisioni, con effetti immediati sulle installazioni.
Un altro tema centrale è la crescita dei sistemi di accumulo abbinati al fotovoltaico. Nel segmento C&I stanno aumentando le installazioni di impianti ibridi con batterie, sia nelle taglie più piccole – tra 10 e 50 kW – sia nelle applicazioni di media potenza, fino a qualche centinaio di kilowatt.
Accanto a queste soluzioni si sta affermando anche una fascia di progetti più grandi, tra 2 e 10 MW di potenza, installati in contesti industriali ma con tecnologie e architetture tipiche dello small utility scale. Un’evoluzione che riflette il crescente interesse delle aziende per sistemi energetici più strutturati, in grado di gestire produzione, consumo e flessibilità.
Nella nostra video-intervista Cicognetti affronta anche il ruolo degli incentivi nello sviluppo del mercato dello storage. Se da un lato possono creare effetti temporaneamente “dopanti”, dall’altro sono utili per accelerare la diffusione delle tecnologie e favorire le economie di scala che nel tempo riducono i costi, come già avvenuto nel segmento residenziale.
Proprio la combinazione tra diffusione dello storage, crescita del FV industriale e sviluppo dei grandi sistemi di accumulo per la rete potrebbe contribuire nei prossimi anni a rendere queste tecnologie sempre più competitive anche senza incentivi.

























