È in arrivo un “decreto imprese” che dovrebbe essere presentato in Parlamento “prima dell’avvio della sessione di Bilancio”, presumibilmente entro ottobre.
Il provvedimento dovrebbe contenere nuove misure di semplificazione per gli investimenti, con un’attenzione particolare alla produzione energetica e alla sostenibilità ambientale.
Ad annunciarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla Camera a un’interrogazione dei deputati di Forza Italia Maurizio Casasco e Luca Squeri sulle procedure autorizzative previste dalla Zona economica speciale unica e sulla possibilità di estenderle anche alle aree del Paese oggi escluse.
Il ministro non ha fornito molti dettagli sul contenuto delle disposizioni, né sulle specifiche procedure energetiche che potrebbero essere interessate. L’annuncio si inserisce però in un piano più ampio con cui il Governo intende ridurre i tempi burocratici per gli investimenti industriali anche nel Centro-Nord.
Il collegamento con l’energia può riguardare, ad esempio, le aziende che intendono realizzare o ampliare uno stabilimento accompagnando l’investimento produttivo con impianti fotovoltaici per l’autoconsumo, sistemi di accumulo, interventi di efficienza energetica, infrastrutture per l’elettrificazione dei processi o opere destinate a ridurre le emissioni. Misure di questo tipo possono richiedere autorizzazioni edilizie, ambientali, paesaggistiche ed energetiche, i cui tempi incidono sulle decisioni di investimento delle aziende.
L’intenzione del Governo sembrerebbe dunque quella di applicare anche all’energia e alla sostenibilità ambientale il principio alla base delle procedure semplificate della Zes: ridurre la frammentazione amministrativa, coordinare i diversi passaggi e garantire maggiore certezza sui tempi. Non è ancora stato chiarito, tuttavia, quali autorizzazioni saranno modificate, quali tecnologie saranno interessate e se le nuove disposizioni riguarderanno soltanto gli interventi collegati agli stabilimenti industriali oppure anche impianti energetici autonomi.
Nella loro interrogazione, Casasco e Squeri avevano ricordato che la Zes unica, operativa dal gennaio 2024 nelle regioni del Mezzogiorno e successivamente estesa a Umbria e Marche, non prevede soltanto incentivi economici. Tra gli elementi più rilevanti vi è infatti un procedimento unico e semplificato, attraverso il quale le imprese possono ottenere, entro tempi definiti, un provvedimento autorizzatorio comprensivo delle diverse autorizzazioni necessarie.
Secondo i dati riportati dai deputati, ad oggi sono state presentate 1.425 richieste di autorizzazione unica, corrispondenti a 9,3 miliardi di euro di investimenti. Considerando anche quelli sostenuti attraverso i crediti d’imposta, il volume complessivo delle risorse mobilitate sarebbe di circa 22 mld €.
Le imprese, hanno sottolineato Casasco e Squeri, chiedono soprattutto “rapidità e certezza nei procedimenti autorizzatori”, anche per rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori esteri. Per i due parlamentari, “in materia di politica industriale è necessaria una regia nazionale e una visione d’insieme su infrastrutture, logistica ed energia”.
Urso ha escluso la possibilità di estendere integralmente al resto d’Italia la Zes unica del Mezzogiorno. Lo strumento, ha osservato, è destinato a ridurre i divari territoriali ed è finanziato in larga parte attraverso i fondi di coesione. Il Governo intende tuttavia intervenire su tre direttrici, sulle quali il ministro ha annunciato un confronto con le Regioni settentrionali e, successivamente, con la Conferenza delle Regioni prima della pausa estiva.
La prima ipotesi riguarda la creazione di una Zona logistica speciale per il Centro-Nord. L’obiettivo sarebbe rendere omogenee e applicare a tutte le aree interessate le semplificazioni autorizzative già previste nelle attuali Zone logistiche speciali. Urso ha aperto anche alla possibilità di introdurre incentivi per le imprese, qualora fossero disponibili risorse sufficienti e nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato.
La seconda linea di intervento è appunto quella del “decreto imprese” e delle nuove semplificazioni per energia e ambiente.
La terza direttrice richiamata dal ministro è collegata all’Industrial Accelerator Act, il regolamento europeo ancora in fase di negoziato. Il testo dovrebbe introdurre aree di accelerazione industriale nei territori a maggiore vocazione produttiva, con procedure coordinate e semplificate e uno sportello unico per le imprese.
Le aree dovrebbero privilegiare i siti industriali esistenti e quelli dismessi, così da favorire nuovi investimenti nei territori già dotati di infrastrutture e attività produttive. “Vorremmo preparare il nostro Paese per cogliere appieno questa nuova opportunità”, ha affermato Urso.
L’Italia, ha aggiunto il ministro, ha chiesto di anticipare l’applicazione del nuovo regolamento europeo, attualmente prevista dal gennaio 2029, in modo da renderlo operativo già dal 2027. Nel frattempo, il primo passaggio concreto sarà il nuovo decreto imprese, dal quale sono ora attese indicazioni più precise sulle semplificazioni destinate ai progetti energetici e agli interventi connessi alla sostenibilità ambientale.
Nessuna novità invece sul fronte accise e carburanti. All’interrogazione di Davide Faraone (capogruppo Italia Viva) sulle misure per il caro energia e l’aumento del carrello della spesa, il ministro ha risposto: “Se il conflitto (in Iran, ndr) dovesse perdurare realizzeremo altri interventi mirati ed efficaci soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle imprese e alle famiglie con redditi più bassi”.





























