Con “Accelerate EU” Bruxelles riprova ad affrontare la crisi energetica

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Il piano della Commissione Ue: dal coordinamento su gas e carburanti ai sostegni per famiglie e imprese, fino al rilancio di rinnovabili e infrastrutture. Misure in ritardo e insufficienti per contenere gli shock dei prezzi e accelerare il cambiamento del sistema energetico.

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La Commissione europea rilancia la strategia energetica con “AccelerateEU”, un pacchetto di misure per affrontare l’attuale crisi dei prezzi e della sicurezza degli approvvigionamenti, e per provare a imprimere un’accelerazione strutturale alla transizione verso un sistema energetico più resiliente, elettrificato e basato su fonti pulite.

Il punto di partenza è l’eccessiva vulnerabilità: oltre il 57% dell’energia consumata in Europa proviene ancora da combustibili fossili importati, una dipendenza che nel 2025 ha significato una spesa di circa 340 miliardi di euro.

La crisi geopolitica in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha aggravato la situazione, comportando un costo aggiuntivo di 24 miliardi di euro in poco meno di due mesi. Ma è la seconda volta in meno di cinque anni (la prima è legata all’invasione russa dell’Ucraina), che i cittadini e le imprese europee si trovano a pagare il prezzo della dipendenza dalle importazioni oil&gas.

Con ritardo e in modo insufficiente, secondo molti osservatori, Bruxelles riprova a correre ai ripari con un provvedimento ad hoc varato il 21 aprile dalla Commissione per dare un po’ di sollievo immediato a famiglie e imprese, soprattutto a quelle più vulnerabili, e per avviare l’Europa su un percorso stabile verso una maggiore indipendenza energetica.

Dobbiamo segnalare che diverse di queste proposte, che richiederebbero ben maggiori investimenti di denaro pubblico, non sono certo una novità e dovevano essere messe in cantiere da diversi anni, ma si è preferito trascurarle a beneficio delle politiche di riarmo.

Cosa contiene il piano

“L’attuale situazione geopolitica ci ricorda in modo inequivocabile che accelerare la transizione verso una ‘energia pulita, sicura e accessibile è un imperativo economico e di sicurezza”, spiega l’esecutivo comunitario nella sua nota ufficiale in cui presenta il piano.

Il programma “AccelerateEU” (link in basso alla comunicazione dell’Ue) contiene misure sia a breve termine che strutturali per ridurre ulteriormente la dipendenza dai mercati volatili delle fonti fossili e rafforzare la resilienza dell’Europa di fronte ai rischi futuri, basandosi sull’elettrificazione.

La Commissione propone le seguenti azioni:

  • Coordinamento – L’esecutivo comunitario garantirà che le misure degli Stati membri che riguardano il riempimento dei depositi sotterranei di gas, il ricorso alla flessibilità nelle norme di riempimento o eventuali rilasci eccezionali di scorte di petrolio siano attuate di comune accordo. Anche i provvedimenti di emergenza volti a garantire la disponibilità di carburante per aerei e gasolio dovranno essere strettamente coordinate.
  • Monitoraggio – Verrà istituito un nuovo “Osservatorio sui carburanti” per tenere sotto controllo la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per i trasporti nell’Ue. Ciò consentirà di individuare rapidamente potenziali carenze e, in caso di rilascio di scorte di emergenza, di adottare misure mirate per mantenere una distribuzione equilibrata della risorsa. Questo anche per mitigare l’impatto degli alti prezzi dei carburanti e delle possibili carenze sul settore dell’aviazione: circa il 40% del jet fuel consumato in Europa è importato e la metà di queste importazioni transita dallo Stretto di Hormuz, rendendo il settore particolarmente esposto.
  • Protezione – La tutela dei consumatori (comprese le industrie) dai picchi di prezzo potrà includere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di leasing sociale, oltre alla riduzione delle accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili. La Commissione adotterà inoltre un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che fornirà maggiore flessibilità ai governi nazionali, comprese misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti.
  • Accelerazione – La transizione verso energie pulite di produzione nazionale per sostituire petrolio, gas e combustibili fossili per i trasporti verrà velocizzata. Entro l’estate, la Commissione presenterà un piano d’azione per l’elettrificazione, con obiettivi “ambiziosi” e misure per rimuovere gli ostacoli nei settori industriale, dei trasporti e dell’edilizia.
  • Potenziamento – L’elettrificazione dovrà essere accompagnata da una rete elettrica adeguata. I primi passi consistono nel garantire la piena attuazione della legislazione vigente e la rapida conclusione dei negoziati sul pacchetto Reti europee. Verrà presentata inoltre una proposta legislativa sulle tariffe di rete, garantendo, tra le altre cose, che l’elettricità sia tassata meno dei combustibili fossili.
  • Incentivi – Nella crisi in atto, rapidità ed efficacia sono fondamentali: la Commissione aiuterà gli Stati membri a utilizzare al meglio i finanziamenti Ue disponibili. Tuttavia, i soli fondi pubblici non saranno sufficienti a coprire le ingenti esigenze di investimento (660 mld €/anno fino al 2030) per la transizione energetica. Per mobilitare gli investimenti privati, la Commissione ha pertanto adottato una strategia di investimento nell’energia pulita nel marzo 2026. L’esecutivo comunitario organizzerà un vertice sugli investimenti in questo ambito che riunirà il settore dei servizi finanziari, i leader industriali, gli sviluppatori di progetti e gli enti finanziatori pubblici.

Questo piano ​​risponde alla richiesta dei capi di governo dell’Ue, avanzata in occasione del Consiglio europeo del 19 marzo (link pdf alle conclusioni), di presentare “una serie di misure temporanee mirate per affrontare i recenti aumenti dei prezzi dei combustibili fossili importati, derivanti dalla crisi in Medio Oriente”.

Si tratta di una parte della risposta della Commissione, che si evolverà “in base all’evolversi della situazione”. Le misure saranno discusse dai leader dell’Ue in occasione del Consiglio europeo informale che si terrà a Cipro il 23 e 24 aprile.

La raccomandazione sui PPA

Intanto la Commissione ha pubblicato, sempre il 21 aprile, una raccomandazione per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo dei Power purchase agreement (Ppa) e di altri contratti di acquisto di energia a lungo termine, intervenendo su diversi colli di bottiglia lungo la filiera.

Il documento (link in basso) invita gli Stati membri a facilitare l’accesso anche ai piccoli acquirenti, promuovendo modelli multi-acquirente, il ruolo di soggetti aggregatori della domanda e l’utilizzo di clienti di riferimento, inclusi gli enti pubblici, che dovrebbero anche valutare l’uso diretto dei Ppa per i propri consumi e integrarli con servizi di efficienza energetica.

Sul fronte delle garanzie, Bruxelles suggerisce di sviluppare strumenti pubblici coordinati con quelli della Banca europea per gli investimenti, a supporto soprattutto delle imprese, e di favorire piattaforme di mercato per i contratti a lungo termine su base volontaria.

Particolare attenzione è dedicata alle garanzie di origine, per cui si propone di aumentarne la granularità temporale, includere l’energia da stoccaggio e facilitare gli scambi transfrontalieri. La Commissione affronta anche il rapporto tra Ppa e meccanismi di sostegno come i contratti per differenza, raccomandando di evitare distorsioni di mercato e di consentire la rivendita della capacità tramite aste.

Infine, si interviene sugli accordi relativi a vettori energetici diversi dall’elettricità, come biogas e idrogeno, suggerendo di integrare le banche dati e i registri nazionali delle garanzie di origine con il database europeo previsto dalla direttiva rinnovabili, così da migliorare la tracciabilità dei gas rinnovabili.

Allo stesso tempo, si invita a rivedere i regimi di sostegno pubblico per evitare che creino barriere agli scambi transfrontalieri, in particolare per il biometano, anche valutando un passaggio da incentivi basati sulla produzione a meccanismi orientati alla domanda.

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