Caro-carburanti, l’auto elettrica fa risparmiare 20 miliardi di dollari in sei mesi

La stima globale di Ember sul valore del consumo petrolifero evitato grazie ai veicoli plug-in, mentre la Iea rilancia l'allarme sui prezzi del gasolio. In Italia la ricarica alle colonnine pubbliche sta diventando più conveniente rispetto ai rifornimenti di benzina e diesel.

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Mentre la Iea rilancia i timori per i rincari del gasolio a livello mondiale, la diffusione dei veicoli elettrici sta contribuendo a ridurre la spesa delle importazioni di petrolio per un totale stimato da Ember in circa 20 miliardi di dollari in sei mesi, dall’inizio del conflitto in Iran.

E in Italia i dati del Mimit mostrano che in alcuni casi percorrere 100 km con un’auto elettrica, ricaricata alle colonnine pubbliche, costa meno rispetto a un’auto rifornita con benzina o diesel.

Iea: mercati globali del gasolio sotto forte pressione

L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) prevede che la domanda mondiale di petrolio si ridurrà di circa 2,5 milioni di barili al giorno (mb/g) su base annua nel quarto trimestre, con una flessione media di 2,6 mb/g nell’intero 2026.

Circa un quarto di questa contrazione deriverà da un minore consumo di gasolio.

Il conflitto in Iran, scrive la Iea nell’Oil Market Report pubblicato il 14 ottobre, si traduce in una limitata disponibilità di prodotti petroliferi, un’impennata dei prezzi dei carburanti e un peggioramento delle prospettive economiche.

I mercati del gasolio “sono rimasti sotto forte pressione” e le prolungate interruzioni nelle forniture hanno reso necessari prelievi dalle scorte in controtendenza rispetto alla stagionalità, proprio a ridosso della manutenzione autunnale delle raffinerie e del picco di domanda invernale.

A settembre, le esportazioni globali di gasolio sono state inferiori di 700.000 barili giornalieri rispetto all’anno precedente; la perdita di 1,3 mb/g proveniente dalla Russia e dal Medio Oriente è stata solo parzialmente compensata da un maggiore apporto da altri Paesi.

A metà settembre, a Singapore, i prezzi del gasolio all’ingrosso hanno superato i 200 dollari al barile, mentre in Europa e negli Stati Uniti hanno raggiunto massimi storici di circa 220 dollari al barile. Di conseguenza, anche i prezzi del diesel al dettaglio sono saliti, toccando livelli record nella maggior parte delle principali economie.

Questi prezzi, evidenzia il rapporto, “stanno già avendo ampie ripercussioni economiche, facendo aumentare il costo delle merci e incidendo sui redditi reali, sull’attività economica e sull’inflazione”.

Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, l’offerta di gasolio si è contratta, in seguito alla riduzione delle attività di raffinazione nella regione e al calo delle esportazioni dall’Asia.

La produzione è scesa a una media di 26,4 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre del 2026, un valore inferiore di 1,5 mb/g rispetto a un anno prima; per il terzo trimestre del 2026, si stima un ulteriore calo di 1,7 mb/g su base annua.

A peggiorare la situazione, la produzione e l’esportazione di gasolio russo sono diminuite negli ultimi mesi, a causa dei danni inflitti alle raffinerie dai droni ucraini. Inoltre, la scarsa disponibilità di carburante per aerei (jet fuel) durante l’estate ha spinto le raffinerie a massimizzare la produzione di cherosene, riducendo di conseguenza la resa in gasolio.

Ember: 20 miliardi di dollari risparmiati grazie alle auto elettriche

In questo scenario, la crescente diffusione delle auto elettriche sta contribuendo a ridurre i costi delle importazioni petrolifere a livello globale.

Lo segnala il think tank Ember nell’analisi pubblicata il 14 ottobre con il titolo “Electric energy security: how EVs are reducing oil import vulnerabilities” (link in basso).

Secondo l’autore, Euan Graham (Senior Energy Analyst), nei sei mesi trascorsi dalla crisi energetica nello Stretto di Hormuz, il parco di veicoli elettrici nei Paesi importatori di petrolio ha sostituito 200 milioni di barili di greggio, per un valore complessivo pari a 20 miliardi di dollari.

Il dato comprende sia i veicoli completamente elettrici (Bev, Battery Electric Vehicle) sia quelli ibridi plug-in (Phev, Plug-in Hybrid Electric Vehicle).

In particolare, i veicoli elettrici hanno sostituito il consumo di greggio per un valore di circa 14 miliardi di dollari in Cina; il parco di auto elettriche degli Stati membri dell’Ue ha consentito di evitare importazioni di petrolio per un valore stimato di 3,1 miliardi di dollari.

Se si confronta la quantità di petrolio “evitata” grazie ai veicoli elettrici con la domanda petrolifera totale di ciascun paese (grafico sotto), la Danimarca emerge come leader indiscusso in Europa. Ad agosto 2026, il parco di auto elettriche danese consentiva di evitare una richiesta di greggio stimata in 6,4 milioni di barili all’anno, pari al 13% del consumo petrolifero del Paese nel 2025.

La ricarica elettrica è sempre più conveniente

Ancora in tema di prezzi, è interessante osservare che ricaricare un’auto elettrica alle colonnine pubbliche sta diventando sempre più conveniente rispetto a un rifornimento di carburante per un veicolo endotermico.

Il grafico sotto del Mimit (ministero delle Imprese e del Made in Italy), aggiornato ad agosto 2026, riassume questa tendenza, confrontando i costi medi per percorrere 100 km per tipo di alimentazione endotermica (benzina e gasolio) e alimentazione elettrica, considerando i principali modelli del segmento C immatricolati in Italia nel 2024.

In particolare, dal grafico emerge che la ricarica alle colonnine pubbliche AC (quelle più lente con potenza solitamente compresa tra 7,4 e 22 kW) è già più conveniente rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, consentendo di guidare per 100 km a un prezzo medio di poco inferiore a 11 euro.

Inoltre, il costo per percorrere 100 km con un’auto a benzina ha raggiunto quello della ricarica rapida in corrente continua (DC); anche i costi medi per coprire 100 km con la ricarica ultra-veloce (HPC) sono in costante calo da un anno, pur rimanendo più alti rispetto a quelli della benzina e del diesel.

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