Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio 2026 , il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha approvato un decreto che stanzierà 230 milioni di euro, a favore della riqualificazione energetica.
Più nel dettaglio, il decreto ministeriale n. 173 del 15 maggio 2026 (allegato in basso) approva due bandi nazionali:
- 50 milioni di euro per il bando “Aree energia positiva attraverso efficientamento del patrimonio pubblico esistente” (Linea di intervento 04.01)
- 180 milioni di euro per il bando “Misura per interventi di decarbonizzazione del settore hard-to-abate” (Linea di intervento 04.02).
Almeno l’80% della dotazione finanziaria complessiva sarà destinata agli interventi localizzati nei territori del Mezzogiorno.
Bando: riqualificazione energetica patrimonio pubblico
Al bando dedicato al patrimonio immobiliare pubblico potranno accedere le pubbliche amministrazioni e gli enti di edilizia residenziale pubblica, titolari, proprietari o comunque legittimamente nella titolarità e disponibilità degli edifici interessati.
Gli interventi devono riguardare progetti integrati di efficientamento energetico, produzione e gestione intelligente dell’energia, da realizzarsi sul patrimonio pubblico esistente, finalizzati alla progressiva configurazione di “aree a energia positiva” (come definita dal bando).
Questi progetti possono prevedere uno o più dei seguenti interventi:
- efficientamento energetico di uno o più edifici;
- installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile termica e/o elettrica destinata all’autoconsumo, anche mediante la costituzione o la partecipazione a configurazioni di autoconsumo diffuso o comunità di energia rinnovabile;
- installazione di sistemi di misurazione, monitoraggio e gestione dei flussi energetici, nonché di strumenti per la gestione attiva della domanda di energia in relazione alla produzione in situ di energia da fonti rinnovabili;
- eventuale installazione di infrastrutture di ricarica elettrica e/o di sistemi di accumulo.
Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili, secondo le condizioni, le modalità e i criteri che saranno stabiliti dai successivi provvedimenti attuativi.
Bando: decarbonizzazione settori hard-to-abate
Al bando “decarbonizzazione”, possono richiedere le agevolazioni le imprese di qualunque dimensione che operino nei settori hard-to-abate.
Gli interventi devono riguardare progetti di decarbonizzazione dei processi produttivi nei settori hard-to-abate che non comportano la realizzazione di nuovi prodotti e che garantiscono un risparmio delle emissioni dirette di CO2, tra la situazione ante e post intervento a parità di prodotto, mediante la realizzazione di almeno uno dei seguenti interventi:
- efficientamento energetico
- elettrificazione dei consumi
- produzione di energia da rinnovabili in assetto di autoconsumo
- uso di idrogeno
- cattura e stoccaggio o uso della CO2
Sono ammessi eventuali altri interventi di decarbonizzazione, con esclusione della produzione di idrogeno, se non espressamente prevista dagli atti attuativi.
Anche in questo caso, le agevolazioni saranno concesse sotto forma di sovvenzione diretta.
La procedura, da disciplinarsi con i successivi avvisi attuativi, oltre alla verifica della coerenza tecnica, ambientale ed economico-finanziaria dei progetti proposti, potrà valorizzare l’efficienza dell’intervento in termini di minore contributo richiesto per quantità di emissioni risparmiate, ridotte o evitate.
Per conoscere tutti i dettagli e le date di apertura e chiusura degli sportelli agevolativi, bisogna aspettare la prossima pubblicazione dei bandi operativi.
- Decreto ministeriale 173 del 15-5-2026 (pdf)





























