Il Gse ha lanciato il 21 settembre una nuova piattaforma per mettere in contatto chi vuole realizzare interventi di efficienza energetica con gli operatori specializzati del settore.
Si chiama “Vetrina delle ESCo”, uno spazio digitale dedicato alle Energy Service Company certificate secondo la norma UNI CEI 11352. Lo strumento consente a pubbliche amministrazioni, imprese, enti del Terzo settore e cittadini di cercare geograficamente le società presenti sulla piattaforma e consultarne contatti, servizi offerti e principali interventi già realizzati.
L’obiettivo dichiarato dal Gestore è facilitare l’incontro tra domanda e offerta di servizi energetici, rendendo più semplice individuare operatori qualificati a cui affidare la progettazione e la realizzazione di interventi di efficientamento.
Il commento di AssoESCo
“Accogliamo con grande favore la nascita della Vetrina delle ESCo”, commenta parlando con QualEnergia.it il presidente di AssoESCo, Giacomo Cantarella.
“Il principale problema che la piattaforma può contribuire a risolvere – aggiunge – è l’asimmetria informativa che ancora caratterizza il settore. Molti soggetti interessati a realizzare interventi di efficienza energetica sanno di avere un’esigenza, ma spesso non conoscono gli strumenti disponibili né gli operatori in grado di accompagnarli”.
Secondo Cantarella le grandi imprese dispongono spesso di competenze tecniche interne e conoscono già il mercato delle ESCo, ma “la situazione è diversa per molte Pmi, per i condomìni e per una parte significativa delle amministrazioni locali, dove la conoscenza di questi modelli di servizio è ancora limitata”.
La mancanza di un vero incontro tra domanda e offerta rappresenta quindi uno degli ostacoli principali, “anche se non è l’unico”, spiega AssoESCo: “Restano barriere finanziarie, amministrative, regolatorie e organizzative. La piattaforma non può risolverle da sola, ma può costituire un tassello importante”.
Attraverso la Vetrina del Gse le ESCo di maggiori dimensioni “potranno dare evidenza di un portafoglio ampio di interventi e di competenze multidisciplinari”. Allo stesso tempo però la piattaforma potrebbe rivelarsi utile anche per operatori medio-piccoli, “che possiedono una forte specializzazione tecnologica, settoriale o territoriale e che, attraverso i canali tradizionali, incontrano maggiori difficoltà nel rendere visibili le proprie competenze”.
Interrogato sui soggetti attorno ai quali potrebbe svilupparsi una maggiore domanda potenziale di servizi ESCo, Cantarella ha commentato: “Individuiamo tre aree con dinamiche diverse, in cui un modello contrattuale con remunerazione legata ai risultati può fare da leva, seppur con declinazioni differenti”.
Per prime ci sono le imprese, “soprattutto piccole e medie, che puntano a contenere i costi energetici e ad avviare la decarbonizzazione dei processi produttivi: qui questo approccio permette di realizzare interventi anche rilevanti senza gravare sulla capacità di investimento aziendale”.
Poi c’è il patrimonio immobiliare pubblico, che presenta “un fabbisogno di riqualificazione ancora ampio, dove lo stesso schema può mobilitare capitali privati e trasferire alla ESCo il rischio di prestazione”.
Infine, il patrimonio residenziale e condominiale, che “conserva margini di efficientamento significativi, purché la soluzione sia adattata alla complessità decisionale tipica del condominio, basata su approvazione assembleare, ripartizione dei costi tra i condòmini e gestione dei tempi”.
Come funziona la Vetrina
Le attività che possono essere riportate nella Vetrina coprono diverse fasi del progetto: diagnosi energetica, studi di fattibilità tecnico-economica, progettazione e realizzazione degli interventi, gestione degli impianti, monitoraggio dei consumi e verifica dei risultati ottenuti.
Le ESCo possono inoltre occuparsi della gestione degli incentivi collegati all’investimento e dello sviluppo di configurazioni di autoconsumo diffuso.
Gli interventi possono accedere, quando ne ricorrono i requisiti, anche ai principali meccanismi di sostegno gestiti dal Gse. Vengono citati in particolare Certificati Bianchi, Conto Termico, Transizione 5.0 e la misura PNRR M7-I17 dedicata alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica.
Dal lato degli operatori, l’adesione avviene attraverso l’Area Clienti del Gse. Le ESCo certificate possono accedere al portale “Vetrina ESCo”, nella sezione “Altri Servizi”, e compilare il proprio profilo indicando contatti, attività offerte e caratteristiche degli interventi già realizzati. Le informazioni vengono quindi rese disponibili agli utenti che effettuano una ricerca sulla piattaforma.
Cosa sono le ESCo e come operano
Le Energy Service Company sono imprese specializzate nella fornitura di servizi finalizzati a ridurre i consumi e migliorare le prestazioni energetiche di edifici, impianti o processi produttivi. La loro attività può andare dalla diagnosi iniziale alla progettazione e realizzazione degli interventi, fino alla gestione e al monitoraggio nel tempo dei risultati conseguiti.
La particolarità del modello ESCo è che l’operatore può assumere una parte del rischio tecnico e finanziario legato all’intervento e collegare la propria remunerazione, in tutto o in parte, ai risparmi energetici effettivamente ottenuti.
Uno degli strumenti utilizzati è l’Energy Performance Contract (Epc), o “contratto di prestazione energetica”. “Un modello contrattuale con potenzialità molto elevate, ma ancora non sufficientemente diffuso e conosciuto”, ci spiega Cantarella.
“Attraverso l’Epc – aggiunge – la ESCo lega la propria remunerazione ai risultati energetici effettivamente conseguiti, assumendo responsabilità sulla prestazione e, a seconda della struttura dell’operazione, contribuendo anche alla mobilitazione delle risorse finanziarie necessarie. È proprio questa capacità di trasformare gli obiettivi di efficienza in risultati misurabili e duraturi che distingue una ESCo da un semplice fornitore di tecnologie”.



























