Le Cer scontente chiedono spiegazioni al Gse

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Il presidente di Sienaenergie punta il dito contro complessità burocratiche, lungaggini e rischi di mercato, mentre i movimenti delle Cers aspettano una convocazione dal Gestore, che risponderà a tutti in tempi brevi.

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La gestione dei rapporti con il Gse è vista come uno “scoglio insormontabile” dal presidente della comunità energetica rinnovabile Sienaenergie, Alessandro Vigni, che firma una lunga nota di commento alla situazione delle Cer in Italia.

Ad esempio, “nonostante le norme prevedano un esame delle istanze di attivazione entro tre mesi, la realtà parla di almeno sei o otto mesi di attesa solo per ricevere una prima risposta”.

Modificare la composizione della comunità, poi, inserendo o rimuovendo associati, è giudicata “un’odissea bloccata fino a quando il Gse non completa la lavorazione delle pratiche precedenti”.

Dito puntato anche sulla riscossione degli incentivi: “I bonifici arrivano dopo oltre un anno, accompagnati da dati grezzi e illeggibili che costringono i gestori a complesse ricostruzioni contabili per redistribuire le somme spettanti ai singoli cittadini”.

L’analisi di Vigni, però, va oltre i problemi di una “inefficienza organizzativa”, parlando di una “farraginosità del sistema Gse-Cer” che va sostanzialmente a vantaggio dei grandi gruppi energetici.

QualEnergia.it ha chiesto una replica al Gse su ogni elemento di critica ricevuto, che arriverà a stretto giro.

Intanto il presidente di Sienaenergie, attiva da quattro anni, parla di “adempimenti ridicoli e ritardi cronici” che fanno emergere una mal tollerata asimmetria con il resto d’Europa.

“Nelle principali democrazie europee la normativa consente ai produttori privati e alle Cer di commercializzare direttamente sul mercato l’energia prodotta, senza dover sottostare all’intermediazione forzata e farraginosa degli enti statali o dei grandi gestori di rete. L’energia prodotta dal tetto di una casa o di un’azienda può essere venduta liberamente ai vicini o sul mercato locale”.

Secondo Vigni è anche necessario prestare attenzione e valutare bene a “pacchetti tutto compreso che molte aziende offrono sul mercato, comprensive di pannelli, inverter, batterie e iscrizione a una propria comunità energetica”.

Il rischio è che con questo meccanismo non si acceda all’incentivo: “Aderire a una Cer che non ha neppure un consumatore connesso alla propria cabina primaria di riferimento è una mera finzione. Senza prossimità e presenza capillare sul territorio, l’incentivo non scatta e la Cer non esiste”.

Di male in peggio, “spesso questi venditori si fanno delegare la vendita dell’energia immessa in rete per cederla al miglior offerente tra i grandi player del mercato, sottraendo alla comunità locale il reale beneficio dell’energia prodotta a chilometro zero”.

Un problema che Vigni chiede di risolvere è la complessità burocratica dell’iter che un prosumer deve seguire per uscire da questo tipo di situazione di mercato.

Ad esempio, per il presidente della Cer andrebbe eliminata la richiesta di fotografie della targhetta del singolo pannello e andrebbe concesso un limite di tolleranza maggiore tra il voltaggio effettivo e quello indicato sul progetto iniziale.

Vigni stima che “il 50% dei cittadini che hanno installato impianti in buona fede si ritrova bloccato in contenziosi legali con gli installatori, incapace di accedere a incentivi ventennali a cui avrebbe diritto per legge”.

I movimenti Cer vogliono un nuovo incontro al Gse

Sienaenergie è parte del Movimento nazionale Cers che, insieme al Coordinamento Cers Lazio, ha aperto un dialogo con Gse e Mase.

Nello specifico, dopo due manifestazioni organizzate prima dell’estate davanti le sedi di Gestore e ministero, si è arrivati all’apertura di un tavolo di confronto diretto che dovrebbe riunirsi periodicamente.

Riccardo Troisi, presidente del Coordinamento Cers Lazio, ci spiega però che al momento “non si vede il risultato delle nostre richieste”.

I temi all’ordine del giorno sono vari, tra cui “un sito farraginoso che non funziona e la lentezza delle risposte, che a volte sono inadeguate alle richieste delle Cer”.

Sul fronte dei movimenti l’auspicio è dunque che già nel mese di settembre si possa organizzare un nuovo incontro con il Gse, al quale possa seguire anche un appuntamento con il Mase.

Con il ministero si vuole parlare di situazione degli incentivi, scadenza del 31 dicembre 2027 prevista dal Dm Cacer e rifinanziamenti delle misure per le Cer.

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