La povertà è un tema sociale sempre più urgente e pressante, persino in Paesi ad alto tasso di sviluppo come quelli dell’Unione Europea.

Sempre più poveri… in energia

Nel tema generale della povertà, inoltre, l’energia ha cominciato a giocare un ruolo preponderante: le famiglie europee, infatti, si trovano a spendere una quota sempre più crescente del reddito per le bollette energetiche, con la conseguenza di tassi più elevati di povertà e di una forte incidenza negativa sulle condizioni di vita e di salute.

Stime recenti indicano che oltre 50 milioni di europei sono colpiti dalla povertà energetica, dove con questo termine si indica solitamente una situazione nella quale singoli individui o nuclei famigliari non sono in grado di provvedere ad adeguate forniture energetiche per i loro bisogni a un costo sostenibile.

Come combatterla?

Sebbene le cause di questo fenomeno siano da imputare in gran misura ai bassi redditi medi e alla scarsa efficienza termica del parco edifici, le misure di efficienza energetica a livello domestico e un maggiore uso di energie rinnovabili sono comunque strumenti chiave per affrontare lo spettro della povertà energetica. Tali misure, infatti, possono portare a notevoli risparmi energetici, con conseguente abbassamento del costo dei combustibili e, non ultimo, al miglioramento delle condizioni di vita.

La questione è in parte aggravata dalla mancanza di conoscenze sufficienti su come identificare e individuare le famiglie colpite dal fenomeno della povertà energetica.

In questo contesto, il ruolo delle autorità locali e nazionali, nonché delle relative reti e iniziative (come, ad esempio, il Patto dei Sindaci), e la disponibilità di regimi di sostegno sono importanti per garantire la sostenibilità e l’adozione su larga scala delle misure da implementare.

Le normative sugli obblighi di efficienza energetica, poi, possono essere utilizzate anche per promuovere obiettivi sociali, come la lotta alla povertà energetica.

Le parti obbligate, infatti, hanno potenzialmente a loro disposizione i dati e i mezzi necessari per identificare la povertà energetica tra i loro clienti e affrontarla efficacemente adempiendo in questo modo agli obblighi di legge. A tal fine, però, è necessario sviluppare le capacità delle parti obbligate per diffondere tali programmi in tutta l’Unione Europea.

Molte possibili azioni da finanziare

In questo quadro, appare allora chiara la motivazione per cui il programma di finanziamento per la ricerca e lo sviluppo “Horizon 2020” ha deciso di promuovere un bando per supportare progetti che affrontino il problema della povertà energetica.

Si tratta di azioni del tipo CSA (“Coordination and Support Action”), quindi non orientate alla realizzazione di impianti e infrastrutture quanto piuttosto all’attivazione dei portatori di interesse.

Come indicato dalla Commissione Europea nel testo del bando, infatti, le azioni dovrebbero contribuire attivamente ad alleviare la povertà energetica e a sviluppare una migliore comprensione delle tipologie e delle esigenze delle famiglie povere di energia e di come identificarle, tenendo conto, se del caso, delle differenze di genere, basandosi su eventuali iniziative esistenti, come l’Osservatorio Europeo sulla Povertà Energetica.

I progetti che richiedono il finanziamento europeo dovrebbero riguardare uno o più dei seguenti aspetti:

  • facilitare il cambiamento di comportamento e l’attuazione di misure di efficienza energetica a basso costo concepite su misura per le famiglie povere di energia; alcuni esempi possono essere la fornitura di informazioni e consulenza, i servizi per l’efficienza energetica come le verifiche delle caldaie o l’ottimizzazione dei sistemi tecnologici degli edifici esistenti, nonché i dispositivi e i kit per l’efficienza energetica come l’illuminazione a basso consumo;
  • sostenere l’istituzione di regimi di sostegno finanziario e non finanziario per l’efficienza energetica e/o gli investimenti su piccola scala nel settore delle energie rinnovabili per le famiglie povere di energia; queste azioni dovrebbero essere integrate in attività strutturali che coinvolgono autorità locali, regionali e nazionali e/o reti come il Patto dei sindaci, e apportare valore aggiunto a tali attività;
  • sviluppare, sperimentare e diffondere sistemi innovativi per gli investimenti in materia di efficienza energetica e di servizi di pubblica utilità o altre parti obbligate.

5 milioni di euro dall’Europa

Per quanto riguarda l’impatto previsto per i progetti proposti, la Commissione indica una serie di possibili indicatori e obiettivi da quantificare:

  • risparmio di energia primaria derivante dal progetto (in GWh/anno);
  • investimenti in energia sostenibile attivati dalle iniziative (in milioni di euro);
  • contributi allo sviluppo di politiche e di buone pratiche sulla povertà energetica;
  • regimi di sostegno istituiti per gli investimenti nel settore dell’efficienza energetica e/o delle energie rinnovabili su piccola scala e da sostenere oltre il periodo del progetto;
  • coinvolgimento di almeno 5.000 consumatori per ogni milione di euro di finanziamento europeo.

La Commissione ritiene che le proposte che richiedono un contributo europeo compreso tra 1 e 2 milioni di euro consentirebbero di affrontare adeguatamente questa specifica sfida.

Tenendo conto che il budget complessivamente a disposizione ammonta a 5 milioni di euro, è probabile che, tra tutte le proposte presentate, da 2 a 4 progetti saranno selezionati e, quindi, ammessi al finanziamento.

Il bando aprirà ufficialmente il 12 marzo 2019, mentre il termine ultimo per la presentazione delle proposte è previsto per le ore 17:00 del 3 settembre 2019.

Maggiori informazioni sul bando: ‘LC-SC3-EC-2-2018-2019-2020: Mitigating household energy poverty’

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