Rinnovabili e BESS, motori degli investimenti 2026 in Italia

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Infrastrutture energetiche, ruolo dello stoccaggio, strategie per la rete ed evoluzione del modello di business degli IPP, tra i focus della 2a edizione dell’Italian EnergyTech Conference organizzata da Verdian e Green Horse Advisory svoltosi a Milano il 22 gennaio. Investimenti stimati tra 8 e 10 mdl €.

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Gli operatori energetici italiani stimano che gli investimenti nel settore delle rinnovabili, incluso lo storage, in Italia saranno compresi tra gli 8 e oltre i 10 miliardi nel 2026.

La stima emerge da un sondaggio condotto sui circa 200 manager e investitori che hanno partecipato alla seconda edizione della Italian EnergTech Conference 2026 svoltasi a Milano il 22 gennaio.

A convergere su questa fascia di investimenti è la maggior parte dei partecipanti al sondaggio – circa il 50%. In particolare, il 23,9% prevede investimenti compresi tra gli 8 e i 9 mld €, mentre il 24,8% ritiene che la cifra supererà i 10 mld €. Un più cauto 23,9% stima che l’ammontare delle risorse si attesterà tra i 7 e gli 8 mld €.

Si conferma comunque che la combinazione di tecnologie rinnovabili e stoccaggio sarà il principale motore degli investimenti quest’anno.

Il 34,8% degli intervistati ha identificato l’integrazione dello stoccaggio nei portafogli energetici come la priorità strategica principale per il 2026.

Seguono il rafforzamento delle capacità di previsione e analisi (14,5%), il potenziamento della resilienza del sistema e delle capacità di supporto alla rete (10,9%), il miglioramento delle operazioni di trading e di mercato a breve termine (8%) e lo sviluppo della copertura a lungo termine e dell’ottimizzazione dei contratti (8%).

Nonostante le prospettive ottimistiche in materia di investimenti, l’indagine ha evidenziato ostacoli significativi alla diffusione delle tecnologie pulite in Italia.

Il principale è l’incertezza normativa (33,3%), seguita dai ritardi nella connessione alla rete (29%), dai tempi di rilascio delle autorizzazioni e delle approvazioni regionali (21%) e dalla congestione della rete nelle zone ad alta concentrazione di energie rinnovabili (9,4%).

Questi argomenti sono stati al centro del dibattito dell’edizione di Italian EnergyTech Conference, intitolata “Powering Italy with innovation, resilience and next-generation energy trading” organizzata da Verdian, produttore indipendente di energia rinnovabile, parte del fondo Nuveen Infrastructure, e Green Horse Advisory, società di consulenza nella transizione energetica.

Nel corso dell’incontro si è analizzata l’evoluzione delle infrastrutture energetiche in Italia, con particolare attenzione ai sistemi di accumulo di energia su scala industriale (BESS), allo stoccaggio a lunga durata e all’integrazione delle batterie in portafogli di rinnovabili sempre più sofisticati.

I relatori hanno evidenziato come lo stoccaggio, le strategie di co-locazione e le capacità di trading avanzate stiano diventando strumenti strutturali per gestire volatilità, stagionalità e vincoli di rete, piuttosto che semplici elementi aggiuntivi.

Il dibattito ha anche affrontato l’evoluzione del modello di business degli IPP, cioè degli Independent Power Producer, che si basa sulla proprietà, costruzione e gestione di impianti di produzione energetica, principalmente da rinnovabili, per vendere energia a lungo termine.

Un’evoluzione che sta passando da un approccio basato sul prezzo a una gestione del portafoglio basata sui dati, supportata da capacità avanzate di trading, market intelligence e gestione del rischio con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Per costruire un portafoglio equilibrato e resiliente, pronto a rispondere alle esigenze del sistema elettrico del futuro, il modello IPP che conosciamo oggi è destinato ad evolversi”, ha commentato Alfonso Ortal, CEO di Verdian, aggiungendo che “i nuovi IPP si stanno orientando verso una gestione del portafoglio multi-tecnologica basata sui dati. Stiamo entrando in un nuovo paradigma: dalla pura generazione di energia e dallo sviluppo delle infrastrutture a una gestione energetica intelligente e attiva”, ha detto Ortal.

“Il sistema energetico si sta evolvendo verso modelli sempre più integrati, in cui le energie rinnovabili saranno affiancate dallo stoccaggio per garantire flessibilità e resilienza, stimolando il business e gli investimenti. La combinazione di energia solare e batterie è un binomio virtuoso che potrebbe consentire all’Italia di essere protagonista nel settore delle energie rinnovabili per i prossimi 5-6 anni”, ha aggiunto Carlo Montella, Managing Partner di Green Horse Legal Advisory.

Domenico Vinci, CEO di Green Horse Financial Advisory, ha commentato: “Gli operatori stanno diventando strutturalmente più sofisticati: ogni progetto deve essere gestito come parte di un’infrastruttura integrata, supportata da una chiara strategia industriale. Il vantaggio competitivo risiede ora nell’ottimizzazione del portafoglio”.

“Il settore delle rinnovabili in Italia ha registrato uno sviluppo significativo negli ultimi anni ed è uno dei più promettenti al mondo, ma deve ancora accelerare per raggiungere gli obiettivi del PNIEC. Riteniamo che il divario ancora esistente possa essere colmato con strategie sempre più multi-tecnologiche che combinano nuova capacità rinnovabile, sistemi di stoccaggio e tecnologie di intelligenza artificiale”, ha affermato Jordi Francesch, Managing Director Asset Management di Nuveen Infrastructure e membro del Consiglio di amministrazione di Verdian.

All’evento sono intervenuti alcuni manager in rappresentanza di investitori e operatori del settore energetico, tra cui: Giuseppe Artizzu (Ceo NHOA); Simone Biondi (VP Business Development di Sizable Energy); Virginia Canazza (Partner Key to Energy); Dario Gallanti, (Founding Partner di Our New Energy); Stefano Cavriani (Founder & Director di EGO Energy); You Zhou (Renewables & BESS Origination Lead di DXT Commodities); Federico Cuppoloni (direttore di Cleantech for Italy).

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