QualEnergia.it sospende ogni promozione di aziende israeliane

  • 4 Settembre 2025

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QualEnergia.it ha deciso da oggi, 4 settembre, di sospendere ogni forma di promozione, collaborazione o pubblicità commerciale relativa ad aziende israeliane.

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Avviso pubblicato il 4 settembre 2025

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Negli ultimi mesi, la drammatica escalation nella Striscia di Gaza ha portato alla luce, con sempre maggiore evidenza, una crisi umanitaria di proporzioni intollerabili.

Le azioni dell’esercito israeliano a Gaza, ma anche nei territori occupati della Cisgiordania, stanno generando devastazione, violazioni sistematiche dei diritti umani, fame e un numero di vittime impressionante tra la popolazione civile palestinese, tra cui donne, anziani e bambini.

Chi sta assistendo in diretta a questo genocidio non può dirsi non cambiato nel profondo.

Come testata giornalistica attenta alla sostenibilità, alla giustizia sociale e al rispetto dei diritti fondamentali, riteniamo imprescindibile avviare una riflessione sul nostro ruolo informativo e sulla coerenza dei messaggi che veicoliamo, anche attraverso le forme indirette di comunicazione commerciale, come la pubblicità o la promozione aziendale.

Per questo motivo, QualEnergia.it ha deciso da oggi di sospendere ogni forma di promozione, collaborazione o pubblicità commerciale relativa ad aziende israeliane, a prescindere dal loro diretto coinvolgimento nel massacro in corso o nella gestione dell’occupazione nei territori palestinesi.

Per coerenza con la nostra decisione, i contributi economici ricevuti dalla nostra testata negli ultimi due anni da parte di aziende israeliane ci impegneremo a devolverli a organizzazioni attive nei soccorsi umanitari e sanitari a Gaza.

Inoltre, escluderemo dalla promozione anche le aziende non israeliane che collaborano attivamente con il governo israeliano o che operano nei territori occupati in violazione del diritto internazionale.

La nostra decisione non ha alcun carattere discriminatorio, né nasce da automatismi ideologici. Al contrario, è frutto di una semplice valutazione etica, responsabile e meditata, fondata su alcuni elementi imprescindibili:

  • il crescente utilizzo da parte del governo israeliano del settore economico-tecnologico per sostenere politiche di occupazione, controllo e militarizzazione dei territori;
  • la sistematica violazione dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese, documentata da agenzie Onu, Corte internazionale di giustizia, Ong internazionali, giornalisti e organismi indipendenti;
  • il silenzio o la complicità indiretta di alcune imprese (anche attive in settori energetici, green o innovativi), che operano nei territori occupati o forniscono supporto logistico, tecnologico o finanziario all’apparato militare e repressivo israeliano.

Di fronte a tutto questo, riteniamo non più accettabile ospitare contenuti informativi, promozionali o pubblicitari che possano legittimare indirettamente un sistema che, da quasi due anni, si sta rivelando incompatibile con i principi più elementari di giustizia, dignità, umanità e diritto internazionale.

I governi europei – inclusa l’Italia – non hanno assunto finora alcuna posizione sul piano diplomatico ed economico nei confronti delle politiche e delle azioni militari del governo israeliano.

Ma sono numerose le organizzazioni della società civile, università, enti locali, testate giornalistiche e associazioni che stanno adottando autonomamente misure concrete di disinvestimento o sospensione dei rapporti commerciali e culturali, in nome della responsabilità etica e dell’urgenza umanitaria.

Anche QualEnergia.it intende assumersi questa responsabilità.

Questa scelta riguarda esclusivamente i contenuti promozionali e commerciali. Continueremo, come sempre, a garantire un’informazione tecnica, aggiornata e indipendente su tecnologie, mercati, normative e innovazioni nel settore dell’energia e della sostenibilità.

Tuttavia, riteniamo doveroso non concedere visibilità commerciale a chi – direttamente o indirettamente – è parte di un sistema di oppressione che colpisce brutalmente le popolazioni civili.

Il nostro timone, la transizione ecologica ed energetica, non può essere separata dalle questioni della giustizia climatica e dei diritti umani. Non possiamo parlare di processo di decarbonizzazione sostenibile se chi intende costruirlo partecipa, attivamente o passivamente, alla distruzione delle basi minime della convivenza civile e del diritto alla vita.

È un dovere morale, coerente con nostra identità editoriale, con i valori che ci guidano da vent’anni, e con la dignità delle persone che, ogni giorno, subiscono inermi le conseguenze di questa guerra.

La nostra azione, nel suo piccolo, insieme a tante altre e altrettanto piccole ovunque nel mondo, mira a fare pressione sull’economia e la società civile israeliane affinché delegittimino il proprio governo e sostengano una soluzione pacifica e concordata con il popolo palestinese.

Vogliamo infine ricordare che ogni watt solare, eolico o prodotto da altra fonte energetica rinnovabile deve avere un impatto non solo ambientale, ma anche sociale e politico.

  • Leonardo Berlen (Ad Qualenergia srl e direttore editoriale QualEnergia.it)
  • Gianni Silvestrini (direttore scientifico di QualEnergia e QualEnergia.it)
  • Sergio Ferraris (direttore responsabile di QualEnergia.it)
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