In una delle prossime riunioni di Giunta della Liguria, forse già questa settimana, si discuterà di aree idonee.
È quanto spiegato l’8 novembre a Savona dall’assessore regionale all’Energia, Paolo Ripamonti, intervenuto nel corso del Forum rinnovabili e cambiamenti climatici organizzato da Legambiente e Anev.
Un lavoro che sarà inevitabilmente parallelo a quello nazionale sulla modifica al Dm Aree idonee 2024, attesa con il prossimo Dl Energia (Il “ragionamento” del Mase su energia e imprese prende forma).
Sui dettagli non ci sono ancora molte indicazioni, ma l’assessore ha chiarito che ci prevedono tutele per la provincia di Savona, dove è già è presente un’elevata percentuale di generazione eolica e nuove richieste di progetti (tema al centro di un’interrogazione alla Camera svolta a marzo). “Spalmeremo le aree idonee su tutta la regione, escluse le aree di pregio”, spiega Ripamonti.
Una sollecitazione a “completare l’iter” è arrivata nel corso del forum da Federico Borromeo, direttore Legambiente Liguria. “Le imprese che vogliono costruire impianti devono confrontarsi con i territori, a cominciare dai sindaci delle zone interessate, anche quando non sono obbligate per legge a farlo, dando alle comunità ritorni in termini energetici e di ripianificazione del paesaggio”.
Da questo punto di vista sono arrivate rassicurazioni da parte del presidente di Anev, Simone Togni: “Il nostro impegno è garantire che ogni progetto sia integrato nel paesaggio, rispettoso dell’ambiente e capace di generare valore condiviso. Allo stesso tempo riteniamo fondamentale il dialogo costante con le comunità locali, perché solo attraverso il confronto e la trasparenza possiamo costruire interventi realmente utili e duraturi”.
Per questo motivo l’associazione sta lavorando affinché ogni iniziativa sia accompagnata da percorsi di informazione e monitoraggio, con ricadute sul tessuto economico e sociale dei territori interessati.
Non solo interventi di stampo politico-normativo. Presente nel corso del Forum di Savona anche Daniela Caracciolo del settore biodiversità e progettazione Ue di Arpa Liguria, che ha sottolineato l’importanza del dato ambientale di qualità come base per pianificare e realizzare in modo sostenibile gli interventi legati alla produzione di energia rinnovabile.
In particolare, è stata analizzata l’interazione tra rinnovabili e ambiente, evidenziando il valore di “LiBiOss”, Osservatorio ligure della biodiversità, gestito da Arpal per conto della Regione.
“La piattaforma, in continua crescita, raccoglie dati e segnalazioni provenienti anche dai monitoraggi ambientali effettuati dai gestori degli impianti eolici, diventando uno strumento concreto per prevenire conflitti e favorire una reale coesistenza tra sviluppo delle rinnovabili e tutela della natura”.
Come ricordato da Daniela Caracciolo, “questa coesistenza è possibile solo se fondata su una buona informazione ambientale che consente di programmare, analizzare gli impatti e individuare le migliori misure di mitigazione”.

























