Un impianto fotovoltaico da 100,5 MWp, un sistema di accumulo da 140 MWh, elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde e un data center alimentato da energia rinnovabile. Il tutto all’interno di un progetto di riconversione industriale che comprende anche attività di acquacoltura e agricoltura verticale.
È il modello alla base di H2-Era Green Valley, un polo energetico e produttivo in fase di sviluppo a Figline e Incisa Valdarno, in provincia di Firenze, che punta a integrare generazione elettrica, accumulo e diversi processi industriali.
Il progetto ha registrato un nuovo avanzamento con l’ingresso di Ecosuntek, società quotata su Euronext Growth Milan, attraverso la controllata Eco Trade, e del fondo infrastrutturale Tages Infra Plus.
L’iniziativa prevede il recupero dell’ex stabilimento Bekaert, chiuso nel 2018, trasformando l’area industriale dismessa in un polo produttivo nel quale l’elettricità fotovoltaica dovrebbe essere utilizzata sia per alimentare le attività digitali sia per produrre idrogeno rinnovabile.
Come funzionerà il polo integrato
Secondo un comunicato di Ecosuntek del 28 ottobre, la componente fotovoltaica del progetto avrà una potenza complessiva di 100,5 MWp, suddivisa tra 92 MWp a terra e 8,5 MWp sulle coperture degli edifici industriali (il parco solare a terra dovrebbe sorgere su un’ex area mineraria di lignite estesa per circa 64 ettari, distante circa due chilometri dal sito industriale).
Alla produzione FV sarà associato un sistema di accumulo elettrochimico da 140 MWh. L’impianto per la produzione di idrogeno verde sarà invece costituito da dieci elettrolizzatori da 1 MW ciascuno, per una potenza nominale complessiva di 10 MW. La produzione annua stimata è compresa tra 1.370 e 1.400 tonnellate di H2.
Secondo il modello industriale illustrato dai promotori, l’energia rinnovabile dovrebbe coprire l’intero fabbisogno elettrico di un futuro data center annunciato dalla società Comtel, attiva nell’integrazione di sistemi informatici e di telecomunicazione, mentre la produzione eccedente verrebbe destinata a un impianto di elettrolisi per generare idrogeno verde.
Inoltre, l’ossigeno generato durante l’elettrolisi sarebbe utilizzato in un allevamento ittico a ciclo chiuso, dedicato alla produzione di salmone, mentre il calore di scarto dei server verrebbe recuperato per la climatizzazione di una vertical farm, un impianto di coltivazione agricola sviluppato su più livelli.
L’obiettivo è ridurre gli sprechi energetici e valorizzare i flussi di materia ed energia che normalmente rimarrebbero inutilizzati.
Gli investimenti e la riconversione
L’ingresso di Ecosuntek rappresenta un nuovo passaggio per un progetto sviluppato da alcuni anni dalla società H2-Era Green Valley, riconducibile alla fiorentina Ge-Group. Il 27 ottobre è stata completata una prima fase dell’operazione, relativa all’acquisto del complesso immobiliare.
In questa occasione Eco Trade, controllata al 51% da Ecosuntek, ha investito 1,79 milioni di euro. Al verificarsi di determinate condizioni, Eco Trade potrà partecipare anche alla successiva fase di realizzazione del fotovoltaico, del sistema Bess e dell’impianto a idrogeno, con ulteriori investimenti fino a 13,87 milioni di euro.
Nel progetto ha investito anche Tages Infra Plus, fondo infrastrutturale gestito da 21 Tages e appartenente alla piattaforma 21 NEXT del gruppo Edizione. Secondo il comunicato di 21 Tages, l’investimento complessivo previsto per l’iniziativa è di circa 100 milioni di euro.
Le autorizzazioni e le prossime tappe
Il progetto ha già attraversato diverse fasi autorizzative. Sul portale del Mase è presente una procedura di valutazione di impatto ambientale relativa a un impianto agro-fotovoltaico denominato H2-Era Green Valley, con una potenza nominale di circa 84 MWp.
Il progetto ha ottenuto il 29 gennaio 2025 un decreto di Via positivo con prescrizioni e raccomandazioni. La successiva verifica di ottemperanza, conclusa nel maggio 2026, ha registrato un esito di parziale ottemperanza delle condizioni esaminate.
Non è stata ancora comunicata dalle società proponenti una data per l’entrata in esercizio dell’intero complesso, che – dovesse diventare operativo nella forma in cui è stato presentato – rappresenterebbe un esempio di integrazione tra produzione Fer, accumulo e nuovi consumi energetici.
(immagine di copertina: 3D Sign)





























