Tra gli italiani che ancora non possiedono un impianto fotovoltaico, il 63% vorrebbe installarlo e, di questi, il 35% dichiara di volerlo fare entro i prossimi tre anni.
Un interesse che coinvolge sia chi vive in abitazioni indipendenti sia chi risiede in appartamento, nonostante le profonde differenze nella diffusione degli impianti FV tra le due tipologie abitative.
A fotografare questa situazione è lo studio “La casa del futuro: Come sta cambiando il rapporto degli italiani con l’energia domestica”, realizzato da TEHA Group per Pulsee e pubblicato il 29 ottobre.
Il lavoro combina l’analisi di oltre 70 fonti istituzionali e scientifiche con un’indagine condotta nel settembre 2026 da Kantar, società specializzata in ricerche di mercato, su 700 italiani, intervistati sulle proprie abitudini di consumo energetico, sull’interesse per le tecnologie di autoproduzione, sulle condizioni che ne favoriscono l’adozione e sulle aspettative riguardo alle abitazioni del futuro.
L’interesse per il fotovoltaico nelle villette e negli appartamenti
L’interesse per l’autoproduzione risulta elevato in entrambe le tipologie abitative. Secondo l’indagine, il 65,7% degli intervistati che vivono in villetta e non possiedono un impianto fotovoltaico vorrebbe installarlo, una percentuale molto vicina al 63,1% rilevato tra chi abita in appartamento. Le intenzioni di procedere entro tre anni si attestano rispettivamente al 41% e al 33,5%.
La situazione cambia sensibilmente considerando gli impianti già installati. Il 30,7% degli intervistati che vivono in villetta dichiara di possedere un impianto fotovoltaico, contro appena il 5,1% di quelli residenti in appartamento.
Risultati che assumono particolare rilevanza considerando le caratteristiche del patrimonio abitativo nazionale. In Italia, infatti, il 58,9% della popolazione vive in appartamento, contro una media europea del 47,9%, circostanza che contribuisce a spiegare le difficoltà di diffusione del fotovoltaico residenziale.
Per le famiglie che abitano in edifici plurifamiliari, la disponibilità di superfici utilizzabili per l’installazione, le decisioni condominiali e gli aspetti organizzativi possono complicare la realizzazione degli impianti.
La diffusione delle configurazioni di autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche rinnovabili offre ulteriori possibilità di partecipazione alla produzione e alla condivisione di energia, anche per chi non dispone di un tetto a uso esclusivo (si veda anche l’ultima puntata del nostro podcast “Cambia Energia“, dedicata proprio alle Cer).
Secondo i dati Gse aggiornati alla fine del 2025, gli impianti fotovoltaici nel settore residenziale italiano superano 1,78 milioni, per una potenza complessiva di circa 9,6 GW. Il 47% degli impianti domestici è dotato di un sistema di accumulo, in crescita rispetto al 44% registrato nel 2024.
Incentivi e costi frenano gli investimenti
La convenienza economica è la motivazione principale per investire nell’autoproduzione da solare. Il 66% degli intervistati indica il risparmio sulle spese energetiche come ragione prioritaria, mentre il 33% ne fa una questione di riduzione dell’impatto ambientale.
Il passaggio dall’interesse all’investimento dipende però soprattutto dalla capacità delle famiglie di sostenere i costi iniziali e dalla prevedibilità dei benefici economici nel tempo.
Tra i 417 intervistati che non hanno ancora adottato soluzioni tecnologiche per l’indipendenza energetica, il 52% considera determinante la certezza di risparmiare in bolletta, mentre il 44% indica la disponibilità di incentivi pubblici stabili; segue la semplicità della manutenzione e della gestione degli impianti (43%).
Naturalmente, anche le disponibilità economiche incidono anche sulla diffusione degli interventi di efficientamento energetico. Secondo la survey, ha già realizzato interventi il 21% di chi arriva a fine mese senza difficoltà, contro il 13% di chi incontra problemi economici.
Lo studio richiama inoltre l’importanza delle politiche di sostegno, ricordando come, considerando l’intero mercato fotovoltaico italiano, le nuove installazioni siano aumentate dalle circa 56mila del 2020 alle quasi 380mila del 2023, nel periodo caratterizzato anche dagli incentivi del Superbonus. Con il ridimensionamento delle agevolazioni, le nuove installazioni sono successivamente diminuite, raggiungendo quota 213mila nel 2025.
Le agevolazioni per il fotovoltaico domestico
Attualmente, il principale strumento di sostegno per l’installazione di impianti fotovoltaici residenziali, anche abbinati a sistemi di accumulo, è il bonus ristrutturazioni, che per le spese sostenute nel 2026 prevede una detrazione fiscale del 50% per i proprietari o titolari di diritti reali sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi, entro un limite di spesa di 96mila euro per unità immobiliare.
La detrazione copre le spese per l’acquisto e l’installazione dei moduli fotovoltaici, degli inverter e degli eventuali sistemi di accumulo, comprese le prestazioni professionali e le opere accessorie necessarie. L’agevolazione è riconosciuta anche quando l’impianto viene installato senza effettuare altri interventi di ristrutturazione edilizia.
Le agevolazioni possono riguardare le abitazioni indipendenti ma anche gli interventi sulle parti comuni condominiali, con l’aliquota maggiorata applicabile ai singoli condòmini che ne possiedono i requisiti. Per il 2027, il disegno di legge di Bilancio propone di confermare le stesse percentuali.
Nei condomìni, inoltre, la costituzione di gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente permette, nel rispetto dei requisiti previsti dal Decreto CACER, di accedere a una tariffa incentivante riconosciuta dal Gse per 20 anni sull’energia elettrica condivisa. La tariffa è cumulabile, senza decurtazioni, con le detrazioni fiscali ordinarie previste per l’installazione del fotovoltaico.
Un’opportunità analoga è prevista per le comunità energetiche rinnovabili (CER), che consentono anche alle famiglie residenti in edifici diversi di condividere virtualmente l’energia prodotta da impianti rinnovabili, purché le utenze coinvolte siano collegate alla rete elettrica nell’area della stessa cabina primaria.































