Quali saranno i contenuti definitivi della “Strategic roadmap for digitalisation and AI in the energy sector” a valle della consultazione chiusa il 5 novembre dalla Commissione europea?
Qualche indicazione arriva da un evento Rse organizzato l’11 marzo nella sede del Gse, dove sono stati presentati i lavori dell’executive committee Isgan previsti nella prossima settimana a Roma.
L’International smart grid action network (Isgan), si ricorda, è un’iniziativa globale che riunisce 25 Governi e l’Ue nell’intento di favorire la cooperazione internazionale per la nascita di reti energetiche più intelligenti, efficienti, sicure e sostenibili.
Da dieci anni la presidenza di questo coordinamento è affidata a Rse, che ieri ha annunciato come “imminente” la pubblicazione della roadmap europea, su cui Isgan ha avuto un compito di revisione tecnica (si veda anche Digitalizzazione e AI sempre più strategici per i sistemi elettrici).
Luciano Martini, direttore dipartimento tecnologie di generazione e materiali Rse e chair di Isgan, ha spiegato a QualEnergia.it come il documento sia in redazione da oltre un anno e contenga “delle linee guida sull’uso efficiente e corretto dell’intelligenza artificiale. Le cose che si possono fare sono molte, visto che l’IA permette di gestire grandi quantità di dati per offrire servizi energetici avanzati, come la flessibilità dei carichi o la previsione di producibilità delle rinnovabili”.
Nella roadmap, dunque, “saranno indicati vantaggi e rischi dell’IA, come il fatto che serva disponibilità e affidabilità dei dati per avere delle risposte utili”. Non si farà riferimento “all’IA predittiva che conoscevamo prima, ma a quella generativa”.
Una sfida è il consumo elevato di energia che serve all’intelligenza artificiale, sottolinea Martini. “Basti pensare all’esplosione di richieste da parte dei data center in Italia, non solo in Lombardia. Ora abbiamo 1 GW di centri dati in quella regione, per 4,5 TWh di consumo destinati a crescere. Dobbiamo quindi predisporre un sistema di rete che li preveda, ma si sta pensando anche al concetto di data center sostenibili a minor impatto”.
Non bisogna dimenticare che su un tema parallelo quale la cybersecurity ci sono voluti anni per creare una cultura di riferimento e una sensibilità tra gli operatori del nostro Paese. Per l’IA ci vorrà meno tempo?
“Sì – risponde il direttore Rse – perché gli operatori vedono i vantaggi dell’intelligenza artificiale e mi preme dire che nell’ultimo giorno di eventi Isgan a Roma avremo un workshop con Enel, Areti e i principali distributori, che sono molto avanzati sul tema. Poi ci sono anche centri di ricerca e università italiane all’avanguardia”.
Tra i soggetti particolarmente attivi sull’IA c’è proprio Rse, sia attraverso Isgan sia nelle sue attività nazionali.
“Abbiamo promosso la realizzazione di un’IA privata sviluppata da Rse che permetta di sfruttare tutte le nostre conoscenze e dati senza cloud”, spiega l’amministratore delegato, Franco Cotana. “Tutto ciò che sviluppiamo e simuliamo, anche con i digital twin, rimane così al nostro interno, privilegiando la sicurezza dei dati, a cui teniamo molto”.
Attraverso l’azione di Isgan, ha aggiunto Cotana, è possibile introdurre l’IA nelle smart grid elettriche e gestire una complessità data, ad esempio, da oltre due milioni di punti di generazione e 700.000 sistemi di accumulo in Italia, come sottolineato nel corso dell’evento.
“Per evitare che tutto ciò sia soggetto a blackout, attacchi cyber e problemi di varia natura dobbiamo mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta istante per istante, facendo in modo che ci sia robustezza, resilienza ed economicità in termini di oneri di sistema”, conclude Cotana.
L’IA, dunque, “è uno strumento per riuscirci”.


























