Prezzi energia, audizione Arera: “Più rinnovabili contro la volatilità del Pun”

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Alla Camera il presidente Dell'Acqua indica rinnovabili e accumuli come ricetta per stabilizzare i mercati. Sotto i riflettori anche le inchieste sul capacity withholding, mentre il Mase valuta lo slittamento dell'Stg a fine 2027.

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L’integrazione accelerata delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo nel mix di generazione energetica rappresenta l’unica vera leva strutturale per abbattere in modo permanente i prezzi elettrici all’ingrosso e smussarne la forte volatilità.

Questo è il messaggio centrale lanciato dal presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, nel corso della sua audizione alla commissione Attività produttive della Camera (a questo link il video dell’intervento).

Secondo la relazione dell’Autorità, il completo raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) consentirà di affrancare gradualmente il sistema elettrico italiano dalle oscillazioni dei mercati dei combustibili fossili.

A dimostrazione dell’urgenza di questo percorso, l’analisi Arera ha evidenziato come l’estate 2026 abbia sofferto di una flessione stagionale della produzione Fer: nel periodo giugno-settembre di quest’anno la generazione da fonte idrica è risultata inferiore circa del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025, mentre quella da fonte eolica ha fatto segnare un -13%. Di contro, la generazione termoelettrica è risultata superiore circa del 18%.

Ciononostante, i dati mostrano che nel 2026 è aumentato il numero di ore in cui il prezzo è stato determinato dalle rinnovabili non programmabili e dalle importazioni rispetto al 2025, ridimensionando il ruolo del gas (colonna arancione nel grafico in basso).

Nelle ore di picco estivo il ruolo di copertura della domanda è stato svolto in misura crescente dall’idroelettrico programmabile, dai pompaggi e dai sistemi di accumulo elettrochimico, confermando che l’infrastruttura di stoccaggio e la flessibilità di rete costituiscono la condizione abilitante imprescindibile per la stabilizzazione dei prezzi marginali. 

Indagini sul capacity withholding 

Sul fronte dei mercati all’ingrosso, il quadro delineato da Dell’Acqua in audizione riflette la persistente vulnerabilità del sistema nazionale nei confronti delle quotazioni del gas naturale, che alimenta ancora il 50% circa della generazione elettrica netta in Italia. In un contesto internazionale condizionato dai conflitti in Medio Oriente e dalle tensioni sulle rotte di approvvigionamento, l’aumento del benchmark europeo TTF si è scaricato direttamente sui costi variabili dei cicli combinati.

Un peso rilevante è assunto dal gas naturale liquefatto (Gnl), che viene approvvigionato via nave (principalmente dagli Stati Uniti) e copre ormai circa un terzo delle importazioni complessive di gas nel Paese. Questa dinamica ha spinto l’indice PUN Index verso un trend fortemente rialzista, passando dai 180 €/MWh medi di agosto 2026 fino alla punta di 213 €/MWh registrata nella prima decade di ottobre, rimarca il presidente di Arera. In basso un grafico con i dati storici da gennaio.

Per contrastare possibili distorsioni operative in una fase di prezzi tesi, l’Autorità ha intensificato l’attività di vigilanza.

In particolare, Dell’Acqua ha confermato lo svolgimento di indagini approfondite mirate ad accertare eventuali condotte di manipolazione del mercato, con specifico riferimento al “capacity withholding”, ossia il trattenimento deliberato di capacità produttiva disponibile per creare una scarsità artificiale e spingere al rialzo i prezzi all’ingrosso.

Oltre a portare a termine i filoni d’indagine pregressi, il collegio insediatosi da nove mesi ha varato a fine luglio 2026 un nuovo provvedimento per la concorrenza. L’obiettivo è prevenire ex-ante le manovre speculative nella formulazione delle offerte e rafforzare le azioni di monitoraggio ed enforcement previste dal regolamento Remit.

Mercato retail: lo spread dei prezzi e il rebus della proroga STG 

Il terzo pilastro dell’audizione riguarda le dinamiche del mercato retail e la complessa transizione verso il superamento dei regimi tutelati. L’analisi sui prezzi effettivi sostenuti dai clienti domestici (dati aggiornati a luglio 2026) evidenzia la marcata convenienza del Servizio a tutele graduali (Stg) rispetto alle alternative commerciali del mercato libero.

L’Stg ha registrato un prezzo medio complessivo di 0,25 €/kWh, a fronte di 0,29 €/kWh del mercato tutelato (riservato ai vulnerabili), 0,34 €/kWh delle offerte fisse del mercato libero e 0,39 €/kWh delle offerte variabili. Le tutele graduali hanno così garantito un risparmio medio del 36% rispetto al libero variabile e del 26,5% rispetto al libero fisso, con un differenziale a favore dei consumatori a bassi consumi (sotto i 1.000 kWh/anno) che raggiunge il 56,2%.

In questo scenario s’innesta la proposta del Mase, circolata nella serata di ieri, 12 ottobre, di una possibile proroga dell’Stg dal 31 marzo 2027 al 31 dicembre 2027 per microimprese, Pmi e domestici non vulnerabili, applicando nel periodo transitorio le attuali condizioni Stg o le migliori offerte del fornitore.

Sollecitato dai parlamentari presenti all’audizione, Dell’Acqua ha precisato che ogni decisione in merito alla proroga appartiene alla sfera legislativa e non a quella regolatoria. L’Autorità ha infine rimarcato la necessità di potenziare la trasparenza e la consapevolezza dei consumatori, in particolare degli 8 milioni di clienti vulnerabili ancora sul mercato libero, promuovendo l’impiego del Portale Consumi e del Portale Offerte per prevenire rischi di povertà energetica.

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