Un nuovo disegno per le autorizzazioni ambientali

CATEGORIE:

Le audizioni alla Camera sul Dl Ambiente bis: la commissione Pnrr-Pniec chiede più risorse e competenze, l’Ispra vuole una nuova convenzione per redigere i suoi pareri e il Wwf propone un Garante della natura.

ADV
image_pdfimage_print

La commissione VIII della Camera ha avviato un ciclo di audizioni sul decreto-legge “Ambiente bis” dell’8 ottobre 2026, n. 177, recante disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche (il relativo disegno di legge per la conversione n. 3133 è disponibile in basso).

Tra gli auditi anche la commissione tecnica Pnrr-Pniec, direttamente coinvolta dal Dl.

L’articolo 1, in particolare, sancisce che questo organo di valutazione dovrà occuparsi anche delle verifiche di assoggettabilità a Via dei progetti che fanno capo a Pnrr e Pniec, attualmente gestiti da altri soggetti.

Nella memoria depositata alla Camera si sottolinea in primis come sia “essenziale assicurare la continuità operativa e funzionale della commissione, evitando che la contemporanea scadenza di una quota significativa dei suoi componenti possa determinare una perdita di competenze e incidere sulla capacità di assicurare la tempestiva conclusione dei procedimenti”.

Si chiede quindi di confermare i commissari in scadenza al 17 gennaio 2027.

Per evitare futuri contrattempi di questo tipo, inoltre, la proposta è prevedere un sistema di nomine quinquennale senza limiti sui rinnovi.

Il documento è firmato dalla presidente della commissione tecnica, Luisa Mosna, e sottolinea il significativo lavoro svolto in questo ultimo periodo, “peraltro testimoniato dagli articoli di stampa e dalla grande attenzione degli operatori economici di settore” (si veda anche l’ultimo articolo sul report di attività 2026, In commissione Pnrr-Pniec soffia il vento dell’eolico).

Per questo motivo è stato chiesto in audizione di incrementare gli emolumenti ai membri della Pnrr-Pniec.

Guardando invece a una prospettiva che travalica il solo Dl Ambiente bis, è stata posta una riflessione sulla possibilità di trasferire alcune competenze autorizzative in tema di rinnovabili dalle Regioni alla commissione tecnica.

Inoltre, al fine di superare il contrasto tra il parere espresso dalla commissione, di riflesso quello del Mase, e quello del ministero della Cultura (Mic), nella memoria si auspica di ricondurre l’autorizzazione paesaggistica all’interno della procedura di Via.

A tal proposito si rammenta che “il Mic si esprime limitatamente alla compatibilità dei progetti con i vincoli culturali e storici, mentre la più ampia competenza della commissione riguarda le valutazioni in merito all’inserimento nel contesto territoriale delle opere, con particolare attenzione agli aspetti paesaggistici, formulando specifiche mitigazioni e compensazioni volte a limitare i processi di frammentazione territoriale e a tutelare il patrimonio agroalimentare”.

Il ruolo di Ispra nelle autorizzazioni

Parte dell’audizione svolta da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) è stata dedicata all’organizzazione delle autorizzazioni ambientali.

A legislazione vigente, si legge nella memoria, qualora le commissioni tecniche Via-Vas o Pnrr-Pniec non si pronuncino entro i termini previsti, il titolare del potere sostitutivo è tenuto ad acquisire il parere di Ispra entro il termine perentorio di trenta giorni, prima di procedere all’adozione del provvedimento finale.

“Lo svolgimento di istruttorie complesse in tempi così contenuti comporta un rilevante impiego di risorse umane, tecnico-scientifiche e strumentali altamente specializzate”, sottolinea l’Istituto.

Tale funzione risulta però priva di uno specifico inquadramento in corso di validità.

Pertanto Ispra propone di stipulare con il Mase un’apposita convenzione a titolo oneroso, nel limite massimo di 500.000 euro annui, a valere sui proventi delle tariffe istruttorie previste all’articolo 33, comma 1, del decreto legislativo n. 152/2006, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Il Wwf propone un Garante della natura

Tra gli auditi alla Camera anche il Wwf Italia, che tra i molti aspetti affrontati chiede di integrare la disciplina delle compensazioni territoriali per impianti Fer prevista dal decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, riconoscendo espressamente la possibilità di destinare parte delle risorse economiche anche a beneficio diretto dei cittadini residenti nei Comuni interessati dalla realizzazione degli impianti, con particolare riferimento alla riduzione dei costi energetici sostenuti dalle famiglie.

L’art. 2 del Dl Ambiente bis, si ricorda, introduce misure per fronteggiare la gestione di eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima, istituendo anche un apposito fondo presso il Mase con una dotazione di 11 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.

Secondo il Wwf i contenuti di questo articolo dovrebbero essere declinati più in ottica di prevenzione dei problemi trattati e meno di risposta all’emergenza, incrementando progressivamente le risorse stanziate.

L’associazione propone infine di prevedere l’istituzione del Garante nazionale della natura, quale organismo indipendente dotato di autonomia organizzativa e funzionale, con compiti di vigilanza, monitoraggio e promozione dell’effettiva tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle generazioni future.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy