Crescono i brevetti energetici rilasciati a livello mondiale, anche se non allo stesso ritmo di quelli complessivamente riconosciuti in ogni ambito tecnologico.
Nel 2023 i brevetti totali sono stati quasi 2 milioni, circa il 10% in più rispetto al 2022, con circa 900mila riferiti soltanto alla Cina. Quelli che però riguardano le tecnologie energetiche (geotermia, eolico, fotovoltaico, solare termodinamico, nucleare, Ccs, accumuli, smart grids, energia dal mare, idroelettrico e trasmissione/distribuzione) sono cresciuti “soltanto” del 3,3% annuo.
Un dato, spiega I-Com nel suo diciassettesimo rapporto annuale sull’innovazione dal titolo “L’innovazione energetica motore del futuro” (link in basso), dovuto alla “diminuzione generalizzata” in quasi tutti i Paesi ad eccezione della Cina, dove l’incremento prosegue a ritmi vertiginosi.
La distribuzione geografica del fenomeno mostra una concentrazione significativa nel continente asiatico, in particolare per l’appunto in Cina, ma anche in Giappone. Questi due Paesi dominano il panorama globale, sebbene con tendenze divergenti. Storicamente, il Giappone è stato leader nel settore, ma a partire dal 2017 ha mostrato segni di rallentamento, con un tasso di crescita annuale medio del -2,8% dal 2017 al 2023.
D’altra parte, la Cina ha iniziato a guadagnare terreno a partire dal 2014, scalando rapidamente il mercato e superando il Giappone nel 2020. Nel 2023, la Cina è stato l’unico Paese tra quelli analizzati a registrare una crescita positiva a doppia cifra (+12,1%) rispetto all’anno precedente, con quasi 51 mila brevetti concessi. La Corea del Sud ha invece superato definitivamente gli Stati Uniti, facendo registrare un +6% rispetto al 2022.
I restanti Paesi nello stesso intervallo temporale di riferimento hanno invece mostrato una variazione annuale negativa. Il dato peggiore è attribuibile alla Russia che ha segnato un -89%. L’Italia segna invece un -12%, dato peggiore della media del -10% osservata fra i Paesi considerati.
L’innovazione nelle tecnologie elettriche
Nel contesto delle tecnologie elettriche, nel 2023 sono stati concessi 127.727 brevetti rispetto ai 95.000 del 2022. I-Com fa notare come si tratti di un risultato positivo nonostante l’incerto contesto internazionale, che ha visto il persistere del conflitto in Ucraina, l’escalation di quello in Medio Oriente e il perdurare di elevati tassi di inflazione (6% nei Paesi G20 e 5,5% nell’Eurozona).
La principale destinazione delle innovazioni rimangono le tecnologie di accumulo, seguite da solare fotovoltaico, eolico e nucleare. Dati incoraggianti anche per idroelettrico e trasmissione/ distribuzione dell’energia elettrica, che superano entrambe le 4.000 unità di brevetti.
Gli aumenti percentuali più consistenti rispetto al 2022, superiori al 100%, si osservano per geotermico, nucleare e idroelettrico. Aumentano di più del 30% invece i brevetti concessi in ambito fotovoltaico ed eolico, rispettivamente +39% e +32% . L’unica categoria a diminuire è quella del termoelettrico, con una contrazione del 5%.
Anche in questo campo la distribuzione per paese vede in testa la Cina con 44.792 brevetti, seguita a grande distanza dalla Corea del Sud (11.463). Il dominio cinese si spiega in primis con l’aumento delle risorse dedicate alla ricerca e sviluppo, che non sono comparabili a quelle europee.
Ma molto incide il fatto che l’incremento nei brevetti costituisce un obiettivo esplicito posto dal governo cinese, implementato tramite sussidi significativi per le domande, agevolazioni fiscali per le aziende che li ottengono, premi in denaro per i dipendenti che li registrano, promozioni di carriera legate al numero di brevetti ottenuti. Queste politiche, specificano gli analisti I-Com, hanno sempre suscitato “dubbi” sulla qualità dei brevetti concessi.
La situazione in Italia
Guardando alla situazione italiana, nel 2010, quando I-Com ha iniziato il monitoraggio, l’attività brevettuale in ambito elettrico convergeva su poche aree tecnologiche, prevalentemente accumulo, solare (sia fotovoltaico che termodinamico) e nucleare.
Nel 2023 l’incidenza dei brevetti è stata invece leggermente più eterogenea. Prevalgono sempre gli accumuli, ma con un’incidenza del 39% (contro il 62% di quindici anni fa). Seguono il fotovoltaico (25% dei brevetti del 2023) e il solare termodinamico (11% dei brevetti).
Rilevante la diminuzione dei brevetti in ambito nucleare, che fanno registrare una discesa di 4 punti percentuali nel periodo osservato.
Il nostro Paese ha anche visto modificarsi le percentuali dei soggetti richiedenti brevetto. Storicamente questi sono stati di due principali tipologie, imprese e individui, con una dualità che si è mantenuta fino al 2016.
Dal 2017 si è però osservata una graduale riduzione dell’innovazione da parte degli individui. In anni recenti, l’incidenza di brevetti concessi a imprese si aggira intorno al 60% se non oltre, mentre l’apporto degli individui si è addirittura ridotto al 7% nel 2022- 2023.
Al contempo, le università hanno leggermente incrementato il loro apporto all’innovazione del Paese, che in 13 anni è cresciuto di 5 punti percentuali. È rimasta invece sostanzialmente costante la capacità innovativa degli enti governativi e no-profit.
I progressi nella mobilità elettrica
Oltre alle tecnologie energetiche il report analizza anche le innovazioni che riguardano la mobilità elettrica. Nel 2023 i brevetti in ambito energy storage hanno dominato a livello mondiale, con 16.000 brevetti, il 53,9% di quelli concessi globalmente in questo settore.
Seguono i veicoli elettrici con una quota del 15,2%, mentre il settore dei veicoli ibridi ha visto un graduale declino fermandosi nel 2023 all’11,8%. Una discreta crescita si segnala inoltre nel campo delle stazioni di ricarica con il 14% di brevetti concessi, mentre le tecnologie a idrogeno restano le più marginali con una quota del 4,6%.
Se la Cina continua ad essere la protagonista assoluta anche in questo ambito, con 7.510 brevetti, tra i Paesi europei la Germania l’unica che si avvicina ai leader globali superando quota 1.000 nel 2023, mentre l’Italia riveste un ruolo ancora marginale (96).
Per quanto riguarda la tipologia di veicoli oggetto dei nuovi brevetti al 2023, nel campione si nota come Cina (12,2%), Stati Uniti (18,6%), Regno Unito (14,9%) e Italia (22,9%) siano avanzati maggiormente nel campo dei veicoli elettrici, rispetto agli ibridi.
Corea del Sud e Germania detengono entrambe una quota di brevetti molto simile per le due tipologie, rispettivamente intorno al 14% e al 18%, mentre Giappone, Francia e India mostrano una maggior incidenza dei veicoli ibridi.
L’analisi sui lavori verdi
Il rapporto continua poi l’analisi sulle competenze e i lavori verdi introdotta nella scorsa edizione. Dall’elaborazione di dati LinkedIn nel 2024 emerge che la domanda di competenze sostenibili è cresciuta in media del 5,9% su base annua a livello globale. In Italia, invece, l’incremento è stato pari allo 0,12%.
I settori che nel nostro Paese hanno assunto la maggior percentuale di lavoratori con competenze green sono stati l’agricoltura e l’allevamento (34,1%), i servizi (32,8%) e l’edilizia (32%). I dati Ocse citati nel report non sono confortanti: solo uno studente italiano su quattro possiede livelli basilari di competenze sulla sostenibilità ambientale, rispetto a una media Ue del 31,2% e una media Ocse del 33%.
In confronto, i giovani delle principali economie europee che possiedono queste caratteristiche sono più numerosi (Francia 35% e Germania e Spagna 34%), come pure in altri Paesi industrializzati come Sud Corea e Canada.
A livello globale inoltre l’Italia non figura tra i Paesi che offrono più posizioni lavorative legate alla transizione energetica. Ci sono invece Regno Unito, Irlanda, Arabia Saudita, Norvegia e Svizzera.
Il seguente documento è riservato agli abbonati a QualEnergia.it PRO:
Prova gratis il servizio per 10 giorni o abbonati subito a QualEnergia.it PRO






























