Ocasio-Cortez, la nuova stella dei Dem Usa è in prima linea sul clima

Con una vittoria a sorpresa a New York, Alexandria Ocasio-Cortez, socialista e con idee molto radicali anche sui temi ambientali, si candida per un seggio al Congresso nelle elezioni autunnali di Midterm negli Stati Uniti. Democratici in fermento dopo il successo della giovanissima sostenitrice di Bernie Sanders.

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Molti si stanno chiedendo se la politica Usa abbia trovato un futuro leader democratico nella giovanissima, molto combattiva Alexandria Ocasio-Cortez, 28 anni, socialista-progressista, latinoamericana cresciuta nel Bronx, capace di sconfiggere, martedì notte, un veterano del partito come Joe Crowley, al termine delle consultazioni primarie dei democratici per scegliere i prossimi candidati al Congresso.

Ocasio-Cortez ha vinto nel quattordicesimo distretto di New York, quello che comprende una parte del Bronx e del Queens, superando inaspettatamente Crowley, che diversi osservatori politici indicavano come il probabile nuovo speaker (capogruppo) dei democratici alla Camera. Crowley era membro del Congresso per lo Stato di New York da vent’anni.

A novembre, ricordiamo, negli Stati Uniti si terranno le elezioni di Midterm (metà mandato) che riguarderanno in particolare i 435 seggi della Camera dei rappresentanti.

Poiché il suo distretto è una roccaforte democratica, le elezioni autunnali non dovrebbero costituire un problema insormontabile per Ocasio-Cortez, che quindi potrebbe diventare la donna più giovane eletta al Congresso nella storia americana.

A quel punto, anche le istanze “verdi” potrebbero trovare nuova linfa negli Stati Uniti dominati dalle misure pro-carbone di Donald Trump (anche se i dati più recenti sullo sviluppo delle energie rinnovabili contraddicono la sua battaglia a favore delle risorse fossili).

Uno dei punti fondamentali del programma di Ocasio-Cortez è “Mobilizing Against Climate Change”, attivarsi contro il cambiamento climatico, con posizioni anche più ambiziose rispetto a quelle sostenute dal democratico-socialista Bernie Sanders, che nel 2016 aveva corso contro Hillary Clinton per essere candidato alla presidenza Usa (Ocasio-Cortez era stata un’attivista e organizzatrice della sua campagna).

Il cambiamento climatico, si legge sulla pagina web del programma (traduzione nostra dall’inglese), “è la singola minaccia più grave per la civiltà mondiale industrializzata e gli effetti del surriscaldamento si autoalimentano e possono essere difficili da prevedere”.

Così Ocasio-Cortez pensa a un’America completamente libera dal petrolio e dai carburanti fossili già nel 2035, con un sistema energetico basato al 100% sulle fonti a zero emissioni inquinanti.

C’è un accenno, ad esempio, alla diffusione dei veicoli elettrici, all’installazione di sistemi fotovoltaici sui tetti delle case, al riscaldamento efficiente, alla trasformazione della rete elettrica verso le tecnologie pulite.

Certo, un conto è sostenere obiettivi di questo tipo, un altro è spiegare come riuscire a metterli in pratica, ma in questa fase è fondamentale che gli schieramenti politici Usa esprimano idee radicalmente opposte alla presidenza repubblicana, sempre più ancorata alle iniziative per favorire la produzione e l’utilizzo delle risorse energetiche tradizionali e molto scettica sulle responsabilità umane del surriscaldamento globale.

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