Le rinnovabili fanno un gran balzo a maggio, ma è solo merito dell’idroelettrico

In Italia a maggio le rinnovabili coprono il 52% della produzione nazionale e il 45% della domanda elettrica mensile, come non succedeva dal 2014. Ma il vero contributo è dell'idroelettrico che cresce del 70% rispetto ad un anno fa. Calano fotovoltaico ed eolico. Nei primi cinque mesi rinnovabili al 35,3% sulla domanda.

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Era dal maggio del 2014 che le rinnovabili elettriche non riuscivano a coprire una quota mensile della produzione nazionale così elevata, circa il 52%, e dall’agosto di quello stesso anno non superavano il 45% della domanda elettrica.

Tutto ciò è stato possibile lo scorso mese di maggio grazie ad una notevolissima produzione da idroelettrico pari a 6,6 TWh, cioè quasi il 70% in più rispetto all’anno prima, continuando l’incremento già avuto nel mese di aprile (+1,86 TWh rispetto ad un mese fa).

Ma, aspetto molto significativo, questo contributo delle rinnovabili nel loro complesso, vede un contemporaneo calo della produzione eolica del 28% e, soprattutto, del fotovoltaico (-13,6%), con una domanda mensile in crescita dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2017.

Secondo gli ultimi dati mensili di Terna (vedi report sotto), per quanto concerne il FV si tratta della produzione di maggio più bassa dal 2014 (2,4 TWh), un record negativo che porta la produzione del solare dei primi cinque mesi 2018 ad appena 8,6 TWh (-12,9% rispetto allo stesso periodo del 2017).

Sempre nei primi cinque mesi si registra un aumento della generazione idrica del 38% (con circa 5,6 TWh in più) e dell’eolico del 4% sullo stesso periodo del 2017. La richiesta elettrica dopo i primi cinque mesi è cresciuta di oltre 2 TWh dall’anno scorso, con una percentuale di aumento dell’1,6%.

Le fonti rinnovabili nel periodo gennaio-maggio 2018 hanno generato 46,5 miliardi di chilowattora, circa 4,5 mld in più sullo stesso periodo 2017; in crescita anche rispetto al 2015 e al 2016 (vedi grafico).

Nel grafico le quote sulla domanda elettrica soddisfatte dalle fonti rinnovabili nel periodo (35,3%) nel corso delle diverse annualità.

Finora l’energia idrica ha soddisfatto il 15,2% dei consumi di energia elettrica nazionale. In calo, invece, il solare fotovoltaico che passa dal 7,6% del 2017 al 6,6% di quest’anno (gen-mag). L’eolico contribuisce finora per il 6,2% della richiesta elettrica del periodo, più o meno in linea con la quota dello stesso periodo 2017. Al 5,6% sono le bioenergie e all’1,8% la geotermia.

Nel grafico la quota coperta dalle diverse fonti nel periodo gennaio-maggio negli anni che vanno dal 2014 al 2018.

Come procede la produzione di eolico e fotovoltaico? In questa prima parte dell’anno hanno prodotto insieme 16,8 TWh, cioè ben 1 TWh in meno del 2017.

Insieme le due fonti hanno soddisfatto finora circa il 12,8% della domanda elettrica nazionale; in termini assoluti circa 3 TWh in meno del solo idroelettrico, che ormai è sempre più l’ago della bilancia del peso delle rinnovabili in Italia.

Nel periodo gennaio-maggio 2018 la quota di idroelettrico sul totale della generazione da fonti rinnovabili è balzato al 42,9% (grafico sotto). Seguono il fotovoltaico (18,6%) e l’eolico ( 17,6%). Il fotovoltaico, per questo periodo dell’anno, nel 2017 rappresentava il 23,6% di tutte le rinnovabili elettriche.

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