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Germania, in crescita il surplus degli scambi di energia elettrica

Nel 2017 il suo surplus dell'energia elettrica ha toccato quasi 53 TWh, in leggero aumento sul 2016. L'introito netto per il paese è risultato di 1,8 miliardi di euro. Oltre il 36% dell’export elettrico è andato alla Svizzera, che a sua volta ha trasferito questa energia per una buona parte all’Italia.

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La Germania, come molti sanno, ha una bilancia dei pagamenti in ampio surplus. Ma in fatto di elettricità come sta messa nel saldo import-export?

Secondo le statistiche riportate dal Fraunhofer ISE su dati delle società di trasmissione (vedi sotto link), nel 2017 il suo surplus ha toccato quasi 53 TWh, un livello leggermente superiore a quello del 2016 (51,2 TWh), ma più del doppio rispetto al 2012 (22,7 TWh), come si può notare dal grafico qui sotto.

Ricordiamo che il paese nel 2017 ha registrato una produzione di energia elettrica di 550 TWh, di cui il 38,2% da fonti rinnovabili (nel 2016 questa quota era al 33,7%). La gran parte dell’export elettrico, circa 19,3 TWh, è andato alla Svizzera, che a sua volta l’ha passata per una buona parte all’Italia.

Al secondo posto di questa speciale classifica c’è l’Austria (17,3 TWh), che l’ha girata anch’essa verso i paesi limitrofi. Al terzo posto all’Olanda (15,1 TWh), che l’ha a sua volta esportata verso il Belgio e la Gran Bretagna. Anche la Repubblica Ceca e la Polonia, rispettivamente al quarto e quinto posto, hanno acquistato un po’ di energia dalla Germania (9 e 7,3 TWh).

Nel 2017 la Germania ha importato meno elettricità (circa 7 TWh) dalla Francia rispetto all’anno prima (il saldo in deficit è di 4 TWh circa), anche per il fatto che il paese transalpino ha interrotto la generazione in diversi impianti nucleari a causa dei problemi di sicurezza dei reattori. Generalmente comunque la Germania è un paese di transito per l’elettricità francese, che poi viene direzionata in altri paesi confinanti.

Nel complesso a livello di scambi le statistiche ci dicono che 26,9 TWh sono stati importati dalla Germania per un valore economico pari a 1,03 mld di euro. L’export ammonta invece a 79,7 TWh per un valore di 2,83 miliardi di euro.

Quindi lo scorso anno il saldo risulta in surplus di 52,84 TWh con un introito netto per il paese di 1,8 miliardi di euro (nel 2016 era stato di 1,75 mld di €).

 L’elettricità importata è costata in media 38,31 €/MWh contro i 35,57 €/MWh di quella esportata.

La media dei prezzi del giorno prima sul mercato spot tedesco è aumentata da 28,2 €/MWh del 2016 a 32,89 €/MWh nel 2017 che, considerata l’inflazione, sarebbe sullo stesso livello del 2003 e del 2004 (nel grafico i prezzi nominali dal 2002 a oggi).

Al di là dell’aspetto degli scambi internazionale di elettricità è interessante notare da queste statistiche come il solare abbia fornito nel 2017 38,9 TWh (coprendo il 7% della produzione interna, un dato pressoché stabile da circa due anni), mentre l’eolico, con 106,6 TWh ha generato il 18,8% della generazione elettrica tedesca, registrando una notevole crescita: +25 TWh rispetto all’anno prima. Purtroppo il mix elettrico tedesco continua ad essere basato sul carbone per il 40%, così che il paese non raggiungerà il taglio previsto delle emissioni al 2020 per almeno 10 punti di scarto.

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