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Esempio di agricoltura a basso impatto ambientale con biogas e doppi raccolti

Un caso di "Biogasfattobene" e doppie colture per ridurre le emissioni, arricchire i terreni e stoccare nel suolo carbonio organico, neutralizzando l’impronta di carbonio di allevamenti e aziende agricole. Il caso viruoso di un'azienda del cremonese presentato in Germania.

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Il modello “Biogasfattobene, adottato da diverse aziende agricole italiane associate al CIB, Consorzio Italiano Biogas, è stato applicato in un progetto dell’azienda agricola Palazzetto di Grumello Cremonese (CR).

I risultati dell’iniziativa, analizzati dal CRPA di Reggio Emilia, in termini di potenziamento dell’attività e riduzione dell’impatto ambientale, come riporta un comunicato del CIB, sono stati presentati oggi a Braunschweig in Germania, nel corso di un convegno internazionale “Soil organic matter management in agriculture Assessing the potential of the 4per1000 initiative” dedicato alla gestione della sostanza organica nei suoli agricoli, e ispirato all’iniziativa internazionale “4 pour Mille”.

“4 pour Mille” è nata nel 2015 nell’ambito della COP21 di Parigi e mira a innescare una transizione dell’agricoltura tradizionale verso modelli più eco-sostenibili secondo la seguente logica: basterebbe aumentare del 4 per mille all’anno lo stoccaggio di carbonio nel suolo per compensare le emissioni in atmosfera del settore primario (vedi anche www.4p1000.org).

A partire dal 2009, con l’installazione dell’impianto a biogas e l’introduzione dei doppi raccolti, l’azienda agricola Palazzetto ha aumentato il raccolto di mais da foraggio: dalle 65 tonnellate per ettaro di solo mais a oltre 100 tonnellate per ettaro in doppio raccolto, arrivando a coprire più del 70% degli oltre 250 ettari di terreno per tutto l’anno.

I capi di bovini da latte sono passati da 200 a 300 e grazie all’utilizzo del digestato come fertilizzante naturale, negli ultimi 10 anni si è avuto un incremento del carbonio organico nel suolo compreso tra 0,5 e 1 tonnellata per ettaro, pari a 4 tonnellate di emissioni di CO2 evitate.

Queste pratiche, unite a tecniche di agricoltura di precisione e semina su sodo o con minima lavorazione, hanno comportato un aumento del 49% della resa produttiva per ettaro, permettendo di ridurre del 16% i consumi di carburante per la movimentazione di macchine agricole e del 20% l’uso di acqua irrigua.

“Il caso di questa azienda– dichiara Piero Gattoni, presidente CIB – dimostra che un’attività agricola con integrato un impianto a biogas/biometano che applica il modello Biogasfattobene, aumentando l’utilizzo dei terreni con i doppi raccolti e adottando tecniche di lavorazione avanzate e conservative, può ridurre le emissioni e stoccare al suolo carbonio organico immediatamente disponibile per la pianta, neutralizzando così la propria impronta di carbonio”.

“I doppi raccolti, non sottraggono spazio al foodprecisa Gattoni – indipendentemente dalla loro tipologia e dal loro contenuto amidaceo, poiché si tratta di raccolti aggiuntivi che permettono di accrescere le produzioni agrarie in modo sostenibile per rispondere ai nuovi mercati della bioeconomia. I raccolti aggiuntivi fertilizzati con digestato, contribuiscono a migliorare la fertilità del suolo favorendo lo stoccaggio del carbonio organico, diminuendo l’apporto di chimica nei campi, non solo perché diminuisce l’utilizzo di fertilizzanti di sintesi, ma anche di antiparassitari e diserbanti. Infine, favoriscono la resilienza del suolo rispetto ai fenomeni negativi di erosione e dilavamento dei terreni”.

Nell’ambito dell’evento CIB di quest’anno, svoltosi a Roma il 14 e 15 febbraio, “Biogas Italy”, si è parlato proprio dell’eccellenza del “modello italiano”.

Un modello che è stato riconosciuto anche dal gruppo di ricerca internazionale coordinato dal professor Bruce Dale della Michigan University, già consulente del governo statunitense, che considera fattibile esportarlo per ridurre le emissioni del settore agricolo e valorizzare economicamente le aziende del comparto di altri paesi.

Infatti, secondo le stime del gruppo di lavoro, l’Argentina potrebbe sostituire completamente le importazioni di gas naturale con biogas prodotto con il metodo Biogasfattobene®. Negli USA le potenzialità di questo modello potrebbero superare del 20% quelle del gas di origine fossile.

Sebbene la filiera biogas-biometano possa essere considerata un buon esempio di economia circolare, con benefici ambientali a vari livelli, si verificano in Italia ancora dure opposizioni sul territorio a questo tipo di impianto, come è il caso di un impianto di consorzio di allevatori in Alto Adige imbrigliato anche nelle maglie della burocrazia.

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