Il car sharing elettrico di condominio, un’iniziativa innovativa a Milano

In un nuovo quartiere residenziale alla periferia di Milano si realizzerà un servizio di “car sharing di comunità”. Auto elettriche a disposizione degli inquilini che pagheranno i costi fissi come spesa condominiale. Una soluzione replicabile e con ricadute possibili anche nella creazione di reti elettriche private.

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Se inizialmente la diffusione dell’auto elettrica era frenata da difficoltà tecnologiche quali inverter e batteria ancora non perfomanti, adesso, dopo diversi progressi tecnici, le difficoltà nella loro diffusione sono altre.

La commercializzazione di massa di veicoli elettrici privati è infatti ancora frenata dagli elevati costi di acquisto, rispetto alle vetture con motore endotermico del rispettivo segmento di appartenenza, nonché dalla scarsità di colonnine di ricarica, specie fuori dalle città.

Tuttavia, pur se in ordine sparso, le cose stanno iniziando a cambiare anche in Italia.

Una soluzione convincente, sia sotto il profilo della diffusione del veicolo elettrico che della razionalizzazione dell’uso delle vetture private è fornita dal car sharing elettrico di quartiere-condominio proposto a Milano.

Nel quadrante periferico adiacente all’ex sito dell’Expo si sta costruendo il quartiere residenziale “Uptown”, in zona Cascina Merlata, che ospiterà 13.000 famiglie in unità abitative di buon livello, tutte ad impatto ambientale zero e, soprattutto, dotate del servizio di “car sharing di comunità”, il primo del suo genere in Europa.

L’idea alla base è in realtà molto semplice e replicabile in altre situazioni: un servizio di auto in condivisione per gli inquilini di un singolo condominio.

La società Sharen’go, che nella città di Milano dispone già di una flotta di 1400 vetture, quelle piccole gialle, per intendersi, metterà a disposizioni un parco auto da 25-40 mezzi tutti rigorosamente elettrici per 140 famiglie che le condivideranno in qualità di inquilini e ne pagheranno i costi fissi come spesa condominiale.

I vantaggi sono diversi, a cominciare dai costi: 10 centesimi di euro al minuto per guidare contro gli oltre 20 attuali, per quote minime di abbonamento da almeno 60 minuti (12 ore annue). Inoltre esiste l’opzione di scambiarsi i minuti fra inquilini come se fosse una “piccola banca del tempo”.

Le auto saranno prenotabili attraverso un’applicazione dello smartphone, anche per un giorno intero e a calendario. I veicoli, D2, saranno poi di qualità superiore rispetto agli 800 già in circolazione nel capoluogo meneghino; avranno un valore di 19.000 euro con 180 km di autonomia e una velocità di punta di 80 km/h.

Al termine di ogni utilizzo, sarà obbligatorio riportare il veicolo al condominio, proprio perché si tratta di un car sharing fra inquilini, dove sarà posto in ricarica per il successivo utilizzo di un altro condomino.

Con questi mezzi si potrà entrare in Area C – opzione inclusa nel prezzo –  e il posteggio sarà gratuito su strisce gialle e blu. Anche i tempi di sosta non saranno addebitati sul conto del guidatore. Le auto D2, inoltre, saranno immatricolate come quadricicli, quindi utilizzabili dai sedicenni in su.

La finalità più evidente di questo tipo di trasporto è quello dello spostamento urbano, facilitando il collegamento del quartiere periferico con il centro.

Però, se l’iniziativa prendesse piede, fino poi a divenire di routine per tutti gli stabili di nuova costruzione, come pure per quelli di recente edificazione, sarà foriera di molti vantaggi per l’intera comunità cittadina.

Il primo, evidentemente, è la diffusione di vetture con motore elettrico. Strettamente connessa a questo aspetto, c’è anche l’opportunità di realizzare impianti a fonti rinnovabili (fotovoltaico in particolare) da condominio, per alimentare le vetture nel proprio parcheggio, in sosta diurna o notturna.

Anche l’installazione di accumuli per la produzione autonoma avrebbe senso visto che i costi sono in forte calo, i consumi elettrici condominiali sono in crescita e i prezzi dell’energia sono tendenzialmente in rialzo. Complessivamente si potrebbe così giustificare questa spesa, potendosi garantire la fornitura elettrica per l’intera gamma di consumi, non dipendendo troppo dai prezzi di mercato.

Se poi i condomini diventeranno delle piccole centrali di produzione sarà possibile prevedere anche lo sviluppo di reti private fra isolati contigui, in grado di scambiarsi le proprie eccedenze di energia, e con poche modifiche alla rete elettrica.

Il passaggio chiave sarà, semmai, l’installazione di accumuli per stoccaggi di media potenza, funzionali ai prelievi delle vetture. Quello dello storage sarà il comparto di maggior sviluppo imprenditoriale del prossimo decennio, oltre agli impianti solari per condomini. Richiederà di essere sostenuto con finanziamenti mirati che facilitino anche l’installazione delle colonnine di ricarica domestiche.

Con l’affermazione del car sharing elettrico di tipo condominiale, le due principali criticità, ossia il costo acquisto vettura e la sicurezza della ricarica saranno superate. Inoltre si avranno tutta una serie di altri benefici. Innanzitutto, il costo del car sharing (elettrico e non) diminuirà significativamente, vista l’accresciuta concorrenza, favorendo anche l’ampliamento dei servizi, in primis il servizio extra città, da sempre un po’ il punto debole.

Nel tempo si potrà ridurre progressivamente il traffico privato, visto che il car sharing tende ad eliminare la proprietà dell’auto, favorendone l’uso solo ad un effettivo bisogno.

Con le vetture elettriche a nolo si avrà un forte abbattimento degli inquinanti e si potrà anche affrontare un probabile aumento del prezzo del petrolio, così come i ricarichi di tasse e accise sulla benzina.

Chissà se nel giro di dieci o quindici anni, grazie anche queste esperienze, il trasporto urbano privato potrà essere prevalentemente elettrico e, se nei centri storici delle nostre città d’arte vedremo circolare solo vetture elettriche.

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