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Rubrica “Energie dall’Europa”: gli audit energetici nelle imprese

Nonostante il notevole potenziale di efficientamento energetico, le PMI ancora stentano a implementare misure per la riduzione dei loro consumi interni. Tra le barriere la difficoltà a portare avanti audit energetici completi e affidabili. Una call che scade il 4 settembre.

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Il potenziale per l’efficienza energetica nelle piccole e medie imprese (PMI) è ancora molto esteso, come testimoniato anche dall’art. 8 della Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica, dove la Commissione richiede agli Stati Membri di sviluppare specifici programmi per spingere le PMI a effettuare audit energetici nei loro stabilimenti e, successivamente, a implementare le misure di efficienza più adatte.

Un potenziale inespresso

Nonostante tale potenziale sia manifesto e di entità rilevante, però, la sua completa attuazione è ancora frenata da alcune barriere come la mancanza di know-how, tempo e capitale, oppure l’assenza di schemi per incentivare la realizzazione degli audit. Le stesse barriere, inoltre, spesso impediscono alle PMI un facile accesso al mercato dei servizi energetici.

L’efficacia delle raccomandazioni che scaturiscono da un audit energetico, poi, è influenzata in modo sostanziale dal comportamento dei singoli utenti finali e, più in generale, dal miglioramento della cultura energetica nelle imprese. Al fine di monitorare in maniera corretta queste influenze, inoltre, è cruciale avere a disposizione dati affidabili e precisi sui consumi energetici.

Finanziamento per gli audit energetici

Con lo scopo di colmare questa lacuna e superare così le barriere ora esposte, il programma di finanziamento ‘Horizon 2020’ ha approntato un tema specifico …

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