Sarà l’India a viaggiare per prima sui “treni” ad altissima velocità del futuro?

La tecnologia hyperloop (letteralmente: iper-anello) sta cercando di uscire dal suo perimetro quasi fantascientifico con alcuni progetti in varie parti del mondo.

Lo stato indiano di Maharashtra ha appena siglato un accordo preliminare con Virgin Hyperloop One, l’azienda californiana di Richard Branson, per collegare Mumbai e Pune in meno di mezz’ora con le capsule supersoniche, capaci di sfrecciare a parecchie centinaia di chilometri orari in tubi d’acciaio a bassa pressione, grazie a un sistema di levitazione magnetica e compressori d’aria.

Ora servono due o tre ore di automobile, per coprire i circa 150 km che dividono le due popolose e trafficate città indiane; con Hyperloop One basterebbero 25 minuti.

Era stato Elon Musk, nel 2013, a lanciare l’idea di questi convogli superveloci, con cui trasportare passeggeri e merci in modo rivoluzionario. Secondo Branson, la nuova tecnologia “potrebbe avere un impatto per l’India del ventunesimo secolo pari a quello che ebbero i treni nell’India del secolo precedente”.

Nella nota diffusa dalla società Usa si leggono alcuni dati sui possibili vantaggi dei supertreni a levitazione: secondo gli studi preliminari, la linea Mumbai-Pune farebbe diminuire le congestioni sulle autostrade, evitando l’immissione in atmosfera di 150.000 tonnellate l’anno di anidride carbonica, con benefici socioeconomici stimati in 55 miliardi di dollari totali in trent’anni, dovuti per esempio alla riduzione degli incidenti stradali, alle minori spese sanitarie, al miglioramento della qualità dell’aria.

Il corridoio Mumbai-Pune potrebbe così diventare il primo tratto di una rete che farebbe spostare milioni di persone con una rapidità finora impensabile, anche se le incognite sono molte.

Innanzi tutto, la compagnia di Branson dovrà compiere nei prossimi mesi uno studio di fattibilità molto approfondito, esaminando i vari aspetti del progetto, in particolare: il tracciato esatto dei tubi e il loro allineamento, l’impatto ambientale dell’opera, i costi complessivi e i modelli di finanziamento, per poi realizzare in due o tre anni un collegamento-pilota dimostrativo, su cui testare i nuovi treni.

Nella seconda fase del progetto, si prevede di costruire l’intera linea in cinque-sette anni, con eventuali future estensioni verso altre zone industriali e commerciali delle due città.

A livello globale, l’interesse di aziende e governi per l’hyperloop è molto elevato, ma la tecnologia è ancora molto lontana dall’essere collaudata e utilizzabile su vasta scala.

Tutto è fermo allo stadio concettuale-sperimentale, quindi non c’è alcuna garanzia che il sistema potrà funzionare perfettamente. Tra le incertezze maggiori, oltre ai costi per sviluppare tutte le necessarie infrastrutture (tubi, capsule, motori), troviamo quelle per la sicurezza e affidabilità del nuovo mezzo di trasporto. L’hyperloop, infatti, esige una precisione assoluta durante la progettazione di una linea, per evitare scossoni e vibrazioni sui percorsi a velocità elevatissime.

Una certa vaghezza, in definitiva, continua a circondare l’annunciata rivoluzione della mobilità terrestre attraverso le capsule supersoniche. Intanto una società che fa capo a Elon Musk, Boring Company, ha appena ottenuto il via libera per condurre gli scavi preliminari di un tunnel per unire Washington e New York. Vedremo, nei prossimi mesi, quali altre sorprese ci riserveranno Musk e Branson su questo fronte.