Nel 2017, nell’Unione europea, per la prima volta le nuove rinnovabili hanno prodotto più elettricità del carbone.

Eolico, fotovoltaico e biomasse, senza l’importante contributo dell’idroelettrico, hanno cioè dato più energia di carbone e lignite sommati tra loro: un dato rilevante, se si pensa che solo cinque anni fa queste ultime due fonti producevano più del doppio delle nuove fonti pulite.

A mettere in evidenza lo storico sorpasso è un nuovo studio, presentato questa mattina, sullo stato della transizione energetica europea, realizzato da Agora Energiewende e Sandbag, i due principali think thank sulla politica energetica, rispettivamente, in Germania e nel Regno Unito (allegato in basso).

Secondo il rapporto, l’anno scorso la generazione di elettricità da rinnovabili (idro escluso) è cresciuta del 12%, mentre quella da carbone è scesa del 7%. È arrivato così il capovolgimento che citavamo e qui riassunto dal grafico sotto:

La quota di elettricità da eolico, solare e biomasse nell’Unione Europea, come si vede, è più che raddoppiata rispetto al 2010. Qui sotto invece l’evoluzione del peso di tutte le rinnovabili:

Questo il mix elettrico dell’Unione negli ultimi due anni:

Qui sotto vengono illustrati graficamente i cambiamenti principali nel mix elettrico dei 28 paesi dal 2016 al 2017. Si noti il crollo della produzione idroelettrica (-16% anno su anno), dovuta ovviamente al meteo, la ripresa del gas e il passo indietro del carbone (come detto -7%).

Proprio a causa di queste dinamiche contrastanti, nel complesso, fanno notare i due think-thank, le emissioni del sistema elettrico europeo non sono calate dal 2016 al 2017.

Cambiamenti simili anche per l’Italia, che, come sappiamo, insieme al Portogallo e ai Paesi Bassi, ha annunciato nel 2017 l’uscita dal carbone entro il 2025, unendosi a Francia e Regno Unito nell’impegno ad eliminare gradualmente questa fonte.

La produzione da carbone nel nostro Paese è calata di 3 TWh rispetto al 2016 e quella da fotovoltaico è aumentata di 3 TWh nello stesso periodo di tempo.

Eolico, solare e biomasse, come si vede nel grafico qui sotto, hanno contribuito nel 2017 al 24% della produzione elettrica nazionale:

Tutte le rinnovabili, idroelettrico incluso, sono invece al 32,4%, in calo di oltre due punti dal 34% soprattutto per il mancato apporto dell’idroelettrico (vedi dati Terna elaborati da QualEnergia.it qui).

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