Rinnovabili e microgrid in ambienti estremi, il caso dell’Alaska

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In Alaska si stanno testando microgrid locali alimentate sempre più spesso con energia solare, eolica, idrica e da biomasse, integrate con generatori diesel e storage elettrico o termico. I costi, anche in prospettiva futura, dimostrano che anche in questi ambienti e in alcune condizioni, tali soluzioni sono molto più convenienti del solo uso di combustibili fossili.

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Dove si stanno testando le microgrid del futuro?

Parliamo di quelle piccole reti elettriche locali, alimentate da fonti energetiche diverse, spesso rinnovabili, e sistemi di accumulo, che dovrebbero sia portare l’elettricità in zone che oggi ne sono prive, che essere create a livello di quartiere nelle città, per scambiarsi l’elettricità autoprodotta

In villaggi isolati in Cina o Africa? Nei laboratori di Francoforte o San Francisco? In comunità di ambientalisti radicali? In isole sperdute negli oceani?

Niente di tutto questo: a sperimentare le microgrid in modo realistico (perché ne va della sopravvivenza di chi le testa), su larga scala e con una grande varietà di soluzioni è la terra di Zanna Bianca, quell’Alaska grande sei volte l’Italia che ospita però tanti abitanti quanto Torino.

«L’Alaska è così vasta, spopolata e con un terreno e un clima così difficili, che non è possibile costruirvi una fitta rete elettrica. Per questo …

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