A novembre la domanda di elettricità è aumentata dell’1,3% rispetto al novembre 2016.

Finora in 11 mesi il fabbisogno di energia elettrica risulta in leggero rialzo: +1,6% pari ad una richiesta di 4,8 TWh in più (in termini decalendarizzati la crescita sarebbe dell’1,9%).

Secondo i dati forniti dal report mensile di Terna (allegato in basso), a novembre l’elettricità consumata in Italia è stata coperta per l’89,9% da produzione nazionale al netto dei pompaggi e per la restante quota da importazioni (saldo estero: +42,2% rispetto a ottobre 2016).

A novembre la produzione di rinnovabili elettriche è stata inferiore a quella di un anno fa: 6,5 TWh contro 7,6 TWh del novembre 2016. In calo anche rispetto al novembre 2015 e soprattutto nel 2014, quando grazie anche alla buona produzione da idroelettrico le rinnovabili ammontavano nel mese di novembre a 8,8 TWh.

Oltre all’aumento della generazione da termoelettrico, +3,4%) sull’anno precedente, cresce il fotovoltaico (+16,6%) e la geotermia (+3%).

L’idroelettrico registra un altro crollo rispetto ad un anno prima con un impietoso -37,1%. Leggermente in calo invece l’eolico.

A novembre le rinnovabili coprono il 24,7% della domanda elettrica e il 27,1% della produzione totale nazionale.

I dati su base annuale

Passando al dato su base annuale, vediamo che dei 292 TWh consumati nei primi undici mesi dell’anno, l’8,2% sono soddisfatti dal fotovoltaico che cresce di poco più di 3 TWh rispetto ad un anno prima (+14,7%).

L’idroelettrico copre solo 12 % del fabbisogno elettrico, mentre un anno fa questa percentuale era del 14,2%. Il termoelettrico, con un +5,7%, segna una produzione di 9,7 TWh in più.

In termini assoluti le fonti rinnovabili elettriche nel periodo gennaio-novembre arrivano a generare 95,7 TWh, 3,9 TWh in meno dello stesso periodo 2016. Molto più alto è il divario con il 2015 (-5,9 TWh) e soprattutto con il 2014 (-15,6 TWh).

Su queste cifre il peso dell’idroelettrico è determinante. La perdita di produzione dell’idroelettrico rispetto al 2016 infatti è di quasi 6 TWh. Un gap che diventa di oltre 9 TWh rispetto al 2015 e di oltre 20 TWh rispetto al 2014.

Nel periodo gennaio-novembre, in calo la produzione eolica (-5,8%); meno marcata quella da geotermia (-1,5%) e bioenergie (-0,9%).

Nei successivi grafici aggiorniamo l’andamento della quota delle rinnovabili sulla domanda elettrica nel complesso e per tecnologia per il periodo gennaio-novembre a partire dall’anno 2014.

La loro quota nel complesso è in calo: 32,7%, sensibilmente più bassa se confrontata con quella degli anni precedenti per lo stesso periodo. Sulla produzione nazionale di energia elettrica le rinnovabili incidono, a fine novembre, per il 36,8% (lo scorso anno questa quota era il 39,2%).

Qui la percentuale del contributo delle diverse fonti rinnovabili rispetto alla domanda elettrica.

In questi undici mesi del 2017 il fotovoltaico rappresenta il 24,9% di tutta la produzione da fonti rinnovabili. L’idroelettrico è al 36,7%, ma era al 41,1% nel 2016, al 43,7% nel 2015 e al 49,8% nel 2014 sul totale delle rinnovabili in Italia (anno in cui il FV rappresentava il 18,9%).

Sempre in rapporto a tutte le rinnovabili elettriche, oggi la bioenergia è al 17%, l’eolico al 15,8% e la geotermia al 5,5%.

Eolico e fotovoltaico insieme producono (dato gennaio-novembre 2017) 2,2 TWh in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Sul 2014 la crescita è di 4,4 TWh (vedi grafico).

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 Rapporto mensile di Terna – novembre 2017 (pdf)