Le fonti rinnovabili nelle isole minori e il ritardo dell’Autorità

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A sei mesi dell'entrata in vigore del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, l'Autorità per l'Energia non ha ancora approvato quelle delibere necessarie a stabilire i cirteri per la remunerazione della produzione da rinnovabili nelle 20 isole minori italiane. Un'interrogazione dei senatori del M5S.

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Lo scorso 14 febbraio 2017 è stato adottato un decreto del MiSE, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 maggio 2017 che definiva come obiettivo la “progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili“.

L’Autorità per l’Energia entro sei mesi avrebbe dovuto approvare una delibera che individuasse i criteri per la remunerazione di questa produzione pulita.

Finora c’è stata solo una delibera dell’Autorità che ha avviato il procedimento per attuare il decreto ministeriale 14 febbraio 2017 (n. 614/2017 del 7 settembre 2017).

Ma di questa delibera (o delibere, come prevede la 614) arrivati alla scadenza, che è proprio in questi giorni, non si hanno notizie, tanto che i senatori del M5S hanno presentato una interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, con Gianni Girotto primo firmatario, in cui si chiede di far accelerare la pubblicazione di questa disposizione, pungolando l’Aeegsi.

Secondo i senatori pentastellati, il costo di questo ritardo, che oggi pagano tutti gli utenti italiani sulla bolletta elettrica nella componente UC4, è di circa 80 milioni di euro l’anno.

“Non vorremmo che il decreto e gli obiettivi indicati in esso per lo sviluppo delle fonti rinnovabili nelle isole vengano vanificati da un ritardo colpevole e negligente dell’Autorità”, si dice nell’interrogazione.

Peraltro non si è vista nemmeno la pubblicazione, come si richiedeva nella delibera dell’Aeegsi di settembre, di un documento di consultazione in preparazione delle delibere attuative del decreto.

Oggi in nessuna delle 20 isole minori italiane abitate si arriva al 4% di rinnovabili sui consumi elettrici, mentre nel resto d’Italia siamo intorno al 35%.

Nel recente dossier di Legambiente Isole Sostenibili 2017  (pdf) si denuncia il paradosso che “a fronte di potenzialità rilevantissime di diffusione di solare e eolico, i fabbisogni di energia sono garantiti oggi da vecchie, inquinanti e costose centrali a gasolio”.

Infatti, come abbiamo spiegato spesso su QualEnergia.it, il potenziale per una copertura al 100% da rinnovabili è enorme, sfruttabile grazie alla realizzazione di smart grid e di sistemi di storage, puntando anche sulla mobilità elettrica, sviluppando sistemi di riscaldamento e di raffrescamento a fonti rinnovabili nelle abitazioni e nelle attività produttive e commerciali e realizzando impianti di desalinizzazione delle acque marine.

Le isole minori coinvolte dal provvedimento ministeriale sono quelle che hanno una superficie superiore a 1 kmq, sono localizzate a più di 1 km dal continente e hanno una popolazione residente di almeno 50 persone. Si tratta di Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa e Capri.

Nel decreto si dispone che gli incentivi non dovranno pesare sulle bollette e che dovranno essere commisurati al costo del combustibile risparmiato grazie alla produzione di energia rinnovabile.

Alcuni esperti hanno stimato che, visto il costo del combustibile evitato (diesel) della componente UC4 in bolletta, in un’ipotesi conservativa potremmo aspettarci una forchetta della tariffa feed-in tra 14 e 23 cent€/kWh, in base anche alla durata dell’incentivo.

La tariffa sarà differente per ogni isola e avrà un valore minimo e massimo, in modo da evitare che non si realizzino gli interventi, in caso cali troppo il prezzo del combustibile e affinché la remunerazione non sia eccessiva.

Ricordiamo infine che alcuni recenti studi, come quelli di Enea, Enel e RSE (per RSE-Anie Energia vedi: Rinnovabili nelle isole, le prospettive per l’accumulo con il nuovo decreto), dimostrano che in tutte le isole minori non connesse alla rete elettrica si può cambiare radicalmente scenario energetico realizzando impianti fotovoltaici, eolici, sfruttando le maree e altre rinnovabili, e soprattutto puntando sugli accumuli. Sarebbero peraltro dei laboratori fondamentali per la generazione distribuita da sviluppare nel resto del paese.

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