Disastri naturali, danni economici per circa 1.500 mld di $ in 10 anni

I disastri naturali sono sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Ad essere colpiti sono soprattutto i paesi in via di sviluppo, L'agricoltura, fonte principale di reddito, subisce il 22% del totale dei danni. L'Africa il continente più colpito. I dati emersi in un convegno del Ministero dell'Ambiente.

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I disastri naturali hanno causato negli ultimi 10 anni danni economici per circa 1.500 miliardi di dollari, colpendo oltre 2 miliardi di persone e uccidendone 1,5 milioni.

È quanto emerge dai calcoli della FAO realizzati con i dati dell’International Disaster Database (Em-Dat). Su questo tema, con particolare riferimento all’Africa che è il paese più colpito dai disastri naturali, si è concentrato il summit internazionale “Acqua e Clima. I grandi Fiumi del Mondo a confronto”, che si è tenuto il 25 ottobre presso il Ministero dell’Ambiente.

Questi dati – spiega una nota del MinAmbiente – stanno aumentando, raggiungendo una media di 250-300 miliardi di dollari l’anno. 

Ad essere colpiti sono soprattutto i paesi in via di sviluppo, dove l‘agricoltura in molti casi è la fonte principale di reddito per almeno il 60% della popolazione. Qui il settore primario subisce il 22% del totale dei danni e delle perdite causate dai disastri naturali, percentuale che sale al 25% se si contano solo quelli legati al cambiamento climatico. 

Come detto, l’Africa è il paese più colpito. Solo nell’ultimo anno il continente è stato scenario di tragedie come la colata di fango in Sierra Leone, che ha travolto interi villaggi con 400 morti, il ciclone Enawo in Madagascar, con 80 decessi e 247mila senza tetto o le pesanti siccità che hanno sterminato le coltivazioni e colpito duramente la popolazione.

Nel Malawi, nonostante i notevoli bacini idrici (il Lago Malawi è il nono più grande del mondo) la temperatura ha superato i 46°, portando milioni di persone a sopravvivere grazie agli aiuti alimentari internazionali. Lo stesso governo ha denunciato un aumento dei periodi di forte siccità e allo stesso tempo del numero di inondazioni, due volti di un clima in mutazione. 

Secondo due studi (Dilley and others del 2005 e Fao 2006), citati nel corso del convegno, in particolare le zone dell’Africa subsahariana sono quelle più a rischio del mondo per perdite economiche dovute a fenomeni di siccità acuta.

Qui l’agricoltura raggiunge il 25% del prodotto interno lordo, il 50% se si include l’agro-business. In queste aree tra il 1980 e il 2014 oltre 264 milioni di persone hanno sofferto la siccità e dopo ogni siccità, il settore agricolo ha registrato un calo del 3,5% del suo valore.

I disastri naturali – spiega il Ministero nella nota stampa – in generale sono per il 90% legati all’acqua e anche il 70% delle morti totali causate da disastri naturali sono dovute a disastri che hanno a che fare con l’acqua. Oltre ai danni diretti alle persone e alle coltivazioni, ci sono poi quelli ai sistemi di irrigazione, di stoccaggio, agli animali, ai trasporti e molto altro.

Per questo il Ministero dell’Ambiente ha annunciato un futuro investimento di 5 milioni di euro per progetti in Africa focalizzati sulla gestione della risorsa idrica, in particolare nei grandi bacini africani di Congo e Senegal.

Alcuni report sul tema citati nel corso del convegno:

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