La Strategia Energetica Nazionale chiusa entro la prima settimana di novembre

  • 24 Ottobre 2017

La SEN, presentata oggi in Parlamento, sarà chiusa entro la prima settimana di novembre e poi sarà oggetto di un decreto del MiSE e dell'Ambiente. Seguirà un confronto con le Regioni. Lo ha annunciato il ministro Carlo Calenda.

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La Strategia Energetica Nazionale, che verrà oggi presentata in Parlamento, sarà chiusa entro la prima settimana di novembre e poi sarà oggetto di un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il ministro dell’Ambiente Galletti.

Seguirà un confronto con le Regioni. Lo ha annunciato oggi Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, in occasione della presentazione del rapporto GreenItaly 2017, nella sede del MiSE.

Il Ministro ha fatto capire che nella SEN ci sarà un elenco delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica, da quelle relative alle fonti fossili più inquinanti a quelle relative alle rinnovabili, passando per quelle delle fonti fossili meno inquinanti come il gas, ritenuto, come ben sappiamo da Calenda, la fonte-ponte verso le energie pulite.

Il ministro le chiama “infrastrutture per la transizione energetica”, perché un obiettivo della SEN – spiega – è portare l’Italia fuori da carbone entro il 2025 (vedi report REF-E e WWF Italia presentato ieri, in controtendenza con quanto dichiarato dal ministro).

“Se vogliamo, ad esempio, anticipare l’uscita dal carbone, servono le infrastrutture per il gas e, allo stesso modo, non si può dire ‘no al carbone’ ma anche ‘no al gas’, e ‘rinnovabili si’ ma non vicino casa mia perché sono brutte”, ha sintetizzato Calenda.

Fare perno sul gas e sulle rinnovabili richiederà la collaborazione della Regioni e questa lista di infrastrutture serve “perché sia chiaro che quando c’è la sindrome Nimby (Not in my backyard, non dalle mie parti, ndr) si sta ostacolando un obiettivo del Paese”, ha detto.

Sulla mobilità Carlo Calenda ha annunciato che potrebbero essere in arrivo incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni – elettriche, gas, ibride – con una particolare attenzione per le famiglie a basso reddito. Un intervento, dice, ispirato alla neutralità tecnologica.

Nel corso poi dell’audizione in Parlamento, Calenda spiegato che nella SEN non è prevista nuova capacita di rigassificazione. Ha detto che, “aggiungere nuova capacità di rigassificazione potrebbe favorire la discesa del prezzo e per questo abbiamo valutato scenari diversi, come affittare rigassificatori oppure costruirli”.

Al momento sembra che non sia stata presa alcuna decisione in merito, ma in base alle necessità, se emergesse l’opportunità di prezzi bassi del Gnl, non è escluso – ha spiegato Calenda – che si potrebbe procedere con nuova capacità di rigassificatori..

La motivazione di questa “sospensione” nella SEN, ha precisato Calenda, è relativa al fatto che mentre il costo di nuova capacità di rigassificazione andrebbe almeno in parte in bolletta, i gasdotti che collegheranno direttamente le risorse dell’Est Mediterraneo con la rete europea del gas e altri nuovi potenziali sviluppi di gasdotti sono a carico delle società.

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