La gestione energetica di un gruppo bancario: problematiche e opportunità

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Come può un istituto bancario, dislocato su più sedi, ridurre i propri consumi energetici, liberando risorse economiche da dedicare al suo core business? Al via l'iniziativa di Cariparma Crédit Agricole e di AzzeroCO2, azienda responsabile del progetto di energy management del gruppo.

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Anche un istituto bancario e finanziario, generalmente dislocato su più sedi, può tagliare i propri consumi energetici, liberando risorse economiche, grazie ad un’oculata gestione che comprenda interventi a più livelli.

Un esempio interessante è quello del gruppo Crédit Agricole, che in Italia comprende Cariparma, Carispezia, Friuladria, che è stato preso in cura, diciamo così, da AzzeroCO2 srl, società che realizza servizi di energy management per grandi aziende, e che ha stipulato un contratto triennale che impegna un team di esperti con competenze trasversali tecniche ed economiche nelle varie aree di energy management.

Riuscire ad affrontare con un team di professionisti la questione energetica per un’azienda multisito e in particolare, di un gruppo bancario, significa riuscire a coordinare un complesso sistema di procedure interne e di obiettivi a diversi livelli.

Una simile iniziativa punta a creare un sistema di utilizzo razionale dell’energia da parte di diverse funzioni aziendali, riducendo al contempo anche i costi di gestione che spesso non sono ottimizzati, soffrendo anche di duplicazioni e sprechi. Altro aspetto, non trascurabile, è quello di sensibilizzare il management dell’azienda bancaria, grazie proprio ad una simile esperienza interna, riguardo all’offerta di finanziamenti per interventi energetici a vario livello.

Di questi aspetti ne parliamo con Alessandro Vezzil, Sales&Mktg manager di AzzeroCO2 e attualmente responsabile del progetto Energy Management di Cariparma Crédit Agricole.

Dottor Vezzil, qual è la dimensione del gruppo Crédit Agricole e com’è arrivata a dotarsi di un energy team?

L’attuale modello organizzativo è quello di una banca retail con 8.200 dipendenti e più di 900 sportelli di Cariparma, FriulAdria e Carispezia. Il gruppo comprende società di servizi per business finanziari, leasing e factoring, assicurazioni ramo vita e danni, asset management (vedi sotto presentazione aziendale, ndr) che sono realizzati in diverse sedi sul territorio nazionale. Sul tema della riorganizzazione energetica il gruppo è stato seguito inizialmente da una grande azienda tedesca di consulenza strategica, la ZEB, che nell’ambito dell’analisi della gestione del gruppo ha individuato tra i risparmi possibili anche quelli non trascurabili legati ad una corretta gestione dei consumi energetici e delle forniture.

Quale tipologie di interventi impiantistici e non impiantistici sono stati pensati per ridurre le bollette energetiche delle diverse strutture della banca?

Il progetto punta a razionalizzare innanzitutto il modello organizzativo della gestione energetica che punta a ridurre la spesa complessiva e di uniformare le procedure e i sistemi di controllo tra le diverse società del gruppo. Un primo ambito di saving dunque riguarda il modello gestionale.

Essendo questa un’azienda “multi-sito” ci possono essere delle specifiche criticità …

Gli edifici e impianti sono stati acquisiti o costruiti nel corso del tempo per cui è necessario l’utilizzo di un modello capace di ridurre la frammentazione della gestione straordinaria. Un importante ambito di risparmio verrà dal continuo monitoraggio delle performance dei diversi siti sui quali il gruppo ha già avviato un lungimirante investimento negli anni passati. Un ulteriore campo di intervento di riduzione dei consumi è stato programmato sul lato degli usi energetici. Con gli oltre 8.000 dipendenti AzzeroCO2 costruirà, a tale scopo, un programma di sensibilizzazione sull’uso razionale dell’energia e sulle emissioni evitabili dentro e fuori il luogo di lavoro.

Dove si annidano i maggiori sprechi e quali obiettivi di risparmio vi siete posti e in che lasso di tempo?

Il lavoro verrà organizzato a diversi livelli con un approfondimento progressivo a partire dall’analisi degli scostamenti osservati in più di 1000 siti del gruppo, facendo riferimento ai consumi previsti dai modelli costruiti da AzzeroCO2 per le diverse aree climatiche del paese. Inoltre verranno utilizzati diversi strumenti tecnici di analisi delle emissioni previsti dalle norme internazionali quali per esempio la carbon footprint di organizzazione, cioè la ISO 14064 CFPo/CFO. Prevediamo di individuare tutti gli interventi possibili sul lato impiantistico, programmandoli nel tempo in funzione del migliore rapporto costi-benefici di ciascuno e considerando tra i benefici anche quelli in termini di emissioni evitate. Il gruppo su questo fronte ha avviato nel 2011 un importante progetto chiamato FReD che si pone anche l’obiettivo di ridurre progressivamente nel tempo la propria impronta ambientale, in linea con gli obiettivi europei sul clima.

Quali sono le forme di finanziamento più idonee a rendere sostenibili interventi di questo tipo e in particolare per il terziario?

Le forme di finanziamento sulla riqualificazione energetica sono principalmente legate all’ormai consolidato strumento della defiscalizzazione del 65% per gli interventi su involucro e impianti, a cui si aggiunge anche il nuovo conto termico, molto più snello del precedente. Un ulteriore passo avanti si è fatto con Industria 4.0 che aggiunge agli strumenti fiscali esistenti un acceleratore di investimenti in innovazione e, quindi, in competitività. Possiamo considerare ormai al tramonto, o comunque sempre più marginale, l’effetto sul terziario del meccanismo dei Certificati Bianchi.

Tra gli obiettivi di AzzeroCO2 immaginiamo ci sia anche l’idea di rendere replicabile questo tipo di accordo.

Sicuramente esistono similitudini con altre aziende multi-sito, così come è possibile replicare alcuni processi di raccolta e analisi in settori diversi da quello bancario. Purtroppo però le caratteristiche nell’organizzazione interna, e quindi di gestione del tema energia-emissioni, è molto diverso da azienda ad azienda, così come l’attenzione che deve essere posta in fase di proposta di modifica degli assetti organizzativi esistenti.

In via generale possiamo dire però quali sono le criticità che si incontrano in questo tipo di progetti?

Spesso sono legate alla ancora poco diffusa cultura della gestione dei costi diretti e indiretti, oltre alla scarsa conoscenza degli incentivi disponibili in ambito energetico. Per quanto riguarda la micro e piccola impresa, la gestione dell’ambito energia è sempre stata affidata a funzioni aziendali non professionalizzate sul tema specifico, come gli uffici-acquisti che genericamente si occupano di ridurre i costi ma che non hanno competenza per valutare le varianti tecniche; oppure affidate a ditte di manutenzione ordinaria degli impianti o al manutentore “storico” dell’impresa. In entrambi i casi si tratta di figure molto specializzate in singole tipologie impiantistiche. Le medie e grandi aziende, invece, fanno pochi investimenti e spesso l’energy manager, lasciato da solo, non è efficace nel proporre investimenti in soluzioni innovative e si limita all’ordinaria amministrazione, al rispetto delle norme principali del sistema che riguardano il proprio ambito di lavoro e agli obblighi di compliance.

Quali strategie finanziarie e comunicative servono per motivare le aziende del terziario a muoversi in questa direzione?

Poiché AzzeroCO2 è una società di consulenza che accompagna le imprese in un percorso di abbattimento progressivo della spesa energetica e, di conseguenza, della propria impronta ecologica, affianca la direzione delle imprese industriali e del commercio e gli energy manager oppure si sostituisce a questi ultimi al fine di pianificare gli investimenti in ambito energetico. L’obiettivo è generare così risparmi da re-investire nel core business aziendale, senza dimenticare la gestione del marketing; insomma un mix per aggredire quote di mercato sempre più sensibili alla sostenibilità. L’obiettivo è quello di creare economie in ambiti non strategici per investire “energia” in quelli core. Oggi le imprese con un buon management hanno anche ottimizzato la funzione di gestione dell’energia attraverso l’adozione di sistemi di qualità come la ISO 50001 o si sono dotate di un energy team integrato nella direzione finanziaria dell’azienda con competenze trasversali sia tecniche che finanziarie che di marketing.

Quale evoluzione si può intravedere?

Va detto che in questa direzione stanno andando le multiutility che hanno capito che solo se i loro clienti rimarranno competitivi sul mercato acquisiranno clienti. Queste società prenderanno sempre più il posto delle ESCo, tipicamente quelle italiane, o le acquisiranno per offrire ai propri clienti servizi energetici e investimenti in innovazione tecnologica, al posto della vendita del solo vettore energetico. Chi avrà più competenze e una rete commerciale professionalizzata prenderà le maggiori quote di mercato. Chi saprà parlare coerentemente di finanza e di sostenibilità sarà il partner più credibile per le nostre aziende.

Il gruppo Crédit Agricole comprende società di servizi per business finanziari, leasing e factoring con Crédit Agricole Commercial Finance, Assicurazioni, ramo vita e danni, attraverso rispettivamente Crédit Agricole Vita e Crédit Agricole Assicurazioni, Asset management attraverso Amundi, Corporate and investment banking tramite Crédit Agricole Corporate & Investment banking).

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