Critiche e proposte di AIEL sulla SEN: “sottovalutato il ruolo delle biomasse”

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L'associazione chiede che la SEN riconosca il contributo delle biomasse al raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia termica rinnovabile al 2030. Troppo peso alle pompe di calore. La posizione di AIEL sugli impatti emissivi e sulla generazione elettrica da biomasse.

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“La nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) elaborata dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico si pone dei giusti obiettivi, ma a nostro avviso sbaglia le modalità con cui intende raggiungerli“.

Domenico Brugnoni e Marino Berton, rispettivamente presidente e direttore generale di AIEL, Associazione italiana energie agroforestali che raggruppa oltre 500 imprese della filiera legno-energia, commentano così in un comunicato il documento di programmazione e indirizzo del settore energetico nazionale, che traghetterà il nostro Paese al 2030, verso il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo del 27% di energia da fonti rinnovabili su iconsumi finali.

Per AIEL si tratta di un obiettivo così sfidante si può raggiungere grazie anche al contributo delle rinnovabili termiche che rappresentano la principale tipologia energetica rinnovabile consumata nel nostro Paese: 10,6 Mtep secondo il report 2015 del GSE.

Tuttavia la SEN, in consultazione fino al 31 agosto 2017, sottovaluta il ruolo strategico delle biomasse di origine forestale e agroforestale per la generazione di calore ed energia elettrica.

Riconoscere il contributo delle biomasse e dell’integrazione delle tecnologie

Per questo l’associazione chiede che la SEN riconosca il contributo delle biomasse al raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia termica rinnovabile al 2030, senza dimenticare l’importanza della valorizzazione energetica di legna, cippato e pellet ottenuti grazie alla gestione forestale sostenibile che genera positive ricadute ambientali e occupazionali sul territorio.

“Una maggiore incidenza delle fonti rinnovabili nei consumi termici è la risposta più efficace per favorire la decarbonizzazione e una maggiore autonomia energetica”, afferma AIEL nel suo comunicato

Nell’ambito della termica la visione del futuro energetico nazionale proposta da AIEL privilegia un mix sostenibile e diversificato di fonti energetiche rinnovabili: “esistono – spiega Marino Berton – ampi margini di ulteriore crescita in tutti i settori, dalla geotermia al solare termico, dalle pompe di calore ad alta efficienza alle diverse declinazioni della valorizzazione energetica delle biomasse. L’obiettivo della SEN è di arrivare al 2030 con il 28-30% di energia termica rinnovabile nei Consumi Finali Lordi, partendo dall’attuale valore di 19,2%. Un balzo di 10 punti percentuali in dieci anni che può essere raggiunto solo attraverso una visione di sviluppo complessiva e integrata delle diverse tecnologie delle rinnovabili”.

Le bioenergie possono avere margini di ulteriore crescita e la SEN dovrebbe tenerne conto in maniera molto più decisa, spiegano da AIEL, che aggiunge una critica alla scelta di puntare troppo sulle pompe di calore nel segmento del riscaldamento: “una tecnologia pur promettente che però ci sembra insufficiente rispetto ai risultati che la SEN propone di raggiungere. In realtà, grazie all’integrazione tra sistemi, oggi possiamo sfruttare al meglio più fonti rinnovabili, pensiamo ad esempio al solare termico in abbinamento al riscaldamento a biomassa, una soluzione a cui la SEN ha riservato scarsa attenzione”, di spiega.

Gli impatti emissivi degli impianti a biomasse solide

Negli ultimi 15 anni – argoomenta l’AIEL – sono stati fatti notevoli passi avanti dalle industrie della filiera legno-energia, grazie a ingenti investimenti in ricerca e sviluppo. I produttori di generatori a biomasse legnose stanno compiendo un grande sforzo nella ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche sostenibili dal punto di vista dell’impatto sulla qualità dell’aria.

Per promuovere i risultati di questo impegno, AIEL ha creato lo schema di certificazione volontario Aria Pulita, che attesta in modo semplice e trasparente la qualità ambientale degli apparecchi in termini di riduzione delle emissioni di particolato.

“Riteniamo – prosegue Berton – che nel settore del riscaldamento domestico sia necessario promuovere il turnover tecnologico, grazie alla diffusione degli incentivi previsti dal Conto Termico, le cui opportunità sono poco sfruttate. La sostituzione di un vecchio apparecchio a biomassa con uno di ultima generazione riduce le emissioni anche del 60%. Il 55% degli impianti domestici alimentati a legna è stato installato prima del 2000: oltre 4,5 milioni di apparecchi hanno più di venti anni e l’attivazione di un percorso per le loro sostituzione con generatori a biomasse legnose di moderna concezione determinerebbe uno straordinario miglioramento di efficienza e il più che dimezzamento delle emissioni”.

Alternativa al gasolio

Nella sfida alla progressiva decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, gli impianti di riscaldamento alimentati a biomassa rappresentano un’alternativa alle caldaie a gasolio, soprattutto nelle zone montane o collinari, dove l’approvvigionamento è semplice e poco costoso, oltre ad alimentare la creazione di filiere locali ‘dal bosco al camino’ con positive ricadute sull’economia del territorio.

Per queste ragioni AIEL chiede che vada garantita la possibilità di installare in nuovi edifici o edifici con rilevante ristrutturazione, generatori domestici a biomasse con le migliori prestazioni in termini di riduzione delle emissioni (4-5 stelle del decreto applicativo dell’art. 290 del dlgs 152/2006 in fase di emanazione).

Infine va favorita la realizzazione di reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse forestali e da sottoprodotti agricoli di origine territoriale al servizio delle comunità locali.

La generazione elettrica con le biomasse

Passando alla generazione elettrica da biomasse, AIEL ritiene che la SEN debba individuare un ambito entro il quale questo segmento delle rinnovabili possa continuare ad avere uno sviluppo. 

“Crediamo – afferma il presidente Brugnoni – che per il futuro sia necessario definire le opportunità incentivanti esclusivamente in un ambito cogenerativo”.

AIEL condivide l’indicazione delle taglie medio-piccole perché più rispondenti a un modello di approvvigionamento delle biomasse solide a scala territoriale, ma ritiene che il limite dei 70 kW sia irrealistico e poco sensato sotto il profilo tecnico-economico. La soglia di 500 kWe di potenza per questa tipologia di impianti potrebbe rappresentare un riferimento opportuno.

Alle biomasse classificate come sottoprodotti in base alla vigente legislazione in materia, recentemente emanata, dovrebbe essere riconosciuto uno specifico bonus incentivante. In ogni caso, devono essere tracciate e provenire da un ambito territoriale definito ed essere prodotte nel rispetto delle norme sulla gestione forestale sostenibile.

Infine, gli impianti di cogenerazione a biomasse devono avere prestazioni emissive certificate nel rispetto delle norme di prossima emanazione. Per questi impianti è auspicabile mantenere una premialità per l’installazione di sistemi di misura delle emissioni (bonus emissioni), rivedendo le modalità applicative per renderle utilizzabili anche negli impianti di piccole e medie dimensioni.

Dalla SEN alla SCEN

Infine AIEL chiede che la SEN si debba evolvere nella SCEN, Strategia Climatico Energetica Nazionale, perché è sempre più urgente dotarsi di un piano energia-clima nazionale così come previsto tra gli strumenti di governance nell’ambito del Clean Energy Package della Commissione Europea.

“Il cambiamento climatico in atto, in larghissima parte ascrivibile al consumo di combustibili fossili, deve avere una chiara e definita priorità nella strategia energetica nazionale; priorità che questo documento sembra esprimere solo nelle intenzioni ma non nelle azioni proposte”, conclude il comunicato dell’associazione.

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