La Francia non rilascerà altri permessi per cercare petrolio e gas sui suoi territori: nella prima intervista “a tutto campo” dopo la vittoria di Emmanuel Macron, il neoministro francese della transizione ecologica, Nicolas Hulot, ha annunciato un bando totale contro le nuove attività di ricerca-esplorazione degli idrocarburi sulla terraferma e in mare.

Nel suo intervento in diretta radiotelevisiva con Jean-Jacques Bourdin su BFMTV, Hulot ha dichiarato che il governo preparerà la legge nei prossimi mesi per poi farla votare in autunno (vedi il video).

L’idea quindi va oltre quanto aveva sostenuto Macron in campagna elettorale, perché il fondatore del movimento En Marche! si era limitato a promettere che avrebbe bandito le esplorazioni di gas da scisto, che in buona parte d’Europa è osteggiato per i suoi impatti ambientali devastanti, provocati dalle tecnologie molto invasive per l’estrazione del combustibile (il fracking, cioè la fratturazione idraulica delle rocce).

Tra le righe, Hulot ha anche fatto intendere che Parigi sta pensando di appesantire la tassazione sul diesel. D’altronde, l’agenda ecologica-solidale del popolare giornalista e attivista ambientale appena divenuto ministro (articolo di QualEnergia.it: chi è Hulot e cosa farà), è veramente molto fitta.

Ci sono tantissimi temi che Macron ha abbozzato in questi mesi, da tradurre in misure e leggi con obiettivi verificabili sul campo: incrementare gli investimenti in fonti rinnovabili, riqualificare l’edilizia francese con un piano di efficienza, diffondere i veicoli elettrici, ridurre la dipendenza dall’atomo, per citare alcuni dei principali argomenti emersi recentemente.

Vedremo insomma se Hulot sarà “l’uomo giusto al posto giusto”, capace di trasformare uno slogan – Make our planet great again, lanciato ad arte per rimarcare la differenza con la contestatissima politica pro-fossili di Donald Trump – in una strategia efficace di abbandono graduale dei combustibili fossili e dell’energia nucleare. Intanto sia Macron sia Hulot hanno incontrato nei giorni scorsi l’ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger, per discutere i piani futuri di un nuovo patto globale salva-clima, una sorta di dichiarazione dei diritti ambientali da presentare all’ONU.