Aree protette, la Camera approva il DL. Contrari gli ambientalisti

  • 23 Giugno 2017

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La Camera ha approvato il disegno di legge sulle aree protette che vorrebbe coniugare la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con lo sviluppo economico sostenibile dei parchi. "Un passo indietro di 40 anni", lo ha definito il WWF. Ora il DL andrà in Senato.

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La Camera ha approvato in seconda lettura, il 20 giugno scorso, il disegno di legge sulle aree protette che vorrebbe coniugare la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con lo sviluppo economico sostenibile dei parchi.

La proposta di legge, che ora verrà trasmessa al Senato, interviene appunto sulla disciplina vigente in materia di aree protette, per lo più modificando la legge quadro n. 394 del 1991.

Forti le critiche del mondo ambientalista, che reputa il DL un passo indietro rispetto alle poliche di tutela del patrimonio naturale.

Principi generali

La proposta di legge – si spiega sul sito della Camera – interviene sui principi generali della legge quadro. In particolare, l’articolo 1 interviene sulla classificazione delle aree naturali protette, al fine di introdurre la classificazione delle aree marine protette, disciplinare l’istituzione delle aree protette transfrontaliere e definire i parchi nazionali con estensione a mare.

L’articolo reca inoltre misure per le aree protette inserite nella rete “Natura 2000” e per l’attribuzione di funzioni all’ISPRA; si prevede che le aree esterne a quelle del dei siti di importanza comunitaria e delle previste zone speciali di conservazione, nonché delle zone di protezione speciale – ricadenti interamente o parzialmente all’interno di un parco o di una riserva – possano essere affidate in gestione agli enti gestori delle aree protette (sulla base di una modifica approvata dall’Assemblea).

Viene inoltre disciplinata l’istituzione del Piano nazionale triennale di sistema per le aree naturali protette (articolo 1-bis); per il finanziamento del piano 2018-2020, si autorizza la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio, finanziata a valere sulla quota dei proventi delle aste delle quote di emissione di gas a effetto serra di competenza del Ministero dell’ambiente (sulla base di una modifica approvata dall’Assemblea).

L’articolo 2 prevede la possibilità di destinare il gettito del contributo di sbarco a interventi nelle aree protette. Nel corso dell’esame in Assemblea, è stato inserito l’articolo 2-ter, che prevede l’istituzione di un Fondo destinato al finanziamento di misure di incentivazione fiscale nelle aree protette.

È previsto, altresì, che sia sentito il Ministero della difesa nella procedura per l’istituzione del parco nazionale o della riserva naturale statale in cui siano ricompresi siti militari (art. 3).

Nel corso dell’esame in Assemblea, è stato infine inserito l’articolo 2.1, in base al quale le regioni destinano prioritariamente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e nel quadro della programmazione dei Fondi per lo sviluppo ad esse attribuiti dall’Unione europea, una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) ai territori compresi in un parco nazionale o in un parco naturale regionale, previa intesa con i rispettivi enti di gestione, per una serie di obiettivi, tra i quali rientrano: il restauro conservativo dei centri storici e degli edifici di particolare valore storico e culturale; l’agriturismo; il recupero e la valorizzazione dei nuclei abitati rurali; il mantenimento dei livelli essenziali nell’erogazione dei servizi pubblici; la copertura della rete di telefonia mobile e ADSL; il sostegno alla pianificazione territoriale dei comuni.

Un passo indietro

Il testo del disegno di legge è stato definito dal WWF in una nota stampa come “un passo indietro di quaranta anni nella legislazione di salvaguardia della natura che va a snaturare i parchi nazionali”.

“Per mesi – si legge in una nota stampa – il WWF, insieme ad altre associazioni ambientaliste, al mondo della scienza e della società civile, ha chiesto alla Camera di correggere o abbandonare una legge cucita su misura per gli interessi locali: si è scelto, invece, di proseguire sulla strada che aveva intrapreso e provocherà danni enormi alle aree protette“.

Con questa riforma – argomenta il WWF – le nomine dei presidenti e dei direttori saranno condizionate dalle logiche politiche e dagli interessi locali; sarà più facile l’ingresso dei cacciatori nei parchi; si introduce un sistema di royalties una tantum per cui non solo «se paghi puoi inquinare» ma se inquini puoi pagare a prezzo di saldo; esiste, infine, il rischio che con questo testo si apra un varco alle trivellazioni in aree protette.

Con il voto del 20 giugno – prosegue la nota – la Camera ha deciso di considerare il Capitale Naturale, che le nostre Aree Protette custodiscono, come una merce di scambio da affidare ai poteri locali invece che un bene comune che appartiene a tutti i cittadini. Ha deciso di considerare le Aree Marine Protette che proteggono il mare di un Paese con 8mila chilometri di coste come delle eterne “cenerentole” che non hanno diritto né alle risorse né ad un’organizzazione adeguate.

Per questa ragione – conclude il WWF – la mobilitazione contro lo SNATURA Parchi da parte del WWF continuerà al Senato, dove questo provvedimento dovrà avere il via libera definitivo.

Il disegno di legge, link utili:

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