Tra burocrazia e semplificazioni, luci e ombre per le rinnovabili

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Burocrazia opprimente, tempi lunghi per le autorizzazioni, conflitti di attribuzione: in Italia le procedure per valutare gli impatti ambientali e paesaggistici delle rinnovabili sono sempre state complesse e costose per gli operatori. Ora si cerca di snellirle. Come e con quali limiti?

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Con il decreto legislativo che modifica le procedure per la Valutazione di Impatto Ambientale e il provvedimento per le autorizzazioni paesaggistiche semplificate, l’Italia proverà a superare alcuni degli ostacoli che frenano la realizzazione di nuovi progetti rinnovabili.

Dopo aver approfondito le potenzialità dei rifacimenti eolici (intervista ad Alessandro Marangoni) vediamo più in generale quali sono i punti positivi dei decreti e quali, invece, i nodi irrisolti o solo parzialmente affrontati fino a questo momento dal legislatore, guardando anche ai possibili sviluppi della generazione distribuita.

Ne parliamo con Alessandro Visalli del consiglio direttivo del Coordinamento FREE.

Partiamo dal nuovo decreto sulla Valutazione di Impatto Ambientale: quali sono le semplificazioni più rilevanti che introduce?

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