Sono quasi duemila i cittadini e le organizzazioni che dal 1 giugno scorso possono acquistare l’energia da ènostra o avvalersi dei servizi tecnici di Retenergie per l’autoproduzione e l’efficienza energetica.

Grazie a una convenzione tra le due cooperative energetiche, infatti, i rispettivi soci avranno ora pari trattamento: fine della doppia adesione dunque, mentre si lavora all’ipotesi di fusione.

“Dalla costituzione di ènostra, che ci ha visto tra i soci fondatori, abbiamo capito che era a portata di mano l’obiettivo statutario di Retenergie di produrre e consumare la propria energia, obiettivo oggi condiviso dai Soci di entrambe le cooperative” ha dichiarato Giovanni Bert, socio numero uno della cooperativa e nuovo presidente del CdA di Retenergie.

L’annuncio è stato fatto nel corso dell’Assemblea annuale dei Soci, che si è tenuta a Firenze il 20 maggio scorso, dove Marco Mariano, storico presidente di Retenergie, ha passato il testimone: “La possibilità di chiudere il cerchio tra produzione e consumo in questo momento vede una sua concreta possibilità nella collaborazione con ènostra – ha detto – e sulla fattibilità di  questa ipotesi si sta concentrando un notevole sforzo da parte dei gruppi di lavoro delle rispettive cooperative”.

Chiudere il ciclo significa disporre di energia autoprodotta in quantità sufficiente a coprire il fabbisogno dei soci di entrambe le cooperative. Sono 246 gli ulteriori KWp di cui dispone Retenergie dopo l’acquisizione dei due impianti denominati “Bevagna” (198,675 kWp) e ”Cantalupo” (47,25 kWp) ubicati in Umbria, nel comune di Bevagna (PG).

L’energia prodotta, che si stima in 280 MWh/anno, sarà interamente ceduta a ènostra perché la possa vendere ai soci di entrambe le coop.

È inoltre aperta la campagna di capitalizzazione di questi impianti che possono essere finanziati diventando soci sovventori, aumentando la propria quota di sottoscrizione del piano di sviluppo fotovoltaico oppure attivando la sottoscrizione di prestito sociale.