Climatizzatori, come sceglierli e quanto si risparmia in bolletta

Secondo una ricerca del progetto europeo Topten Act, una pompa di calore aria-aria nella classe più elevata di efficienza ad esempio consente di tagliare i costi elettrici fino al 50% rispetto a un modello con prestazioni energetiche inferiori. Qualche caso e le caratteristiche da valutare nella scelta.

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Scegliere il climatizzatore giusto, più adatto alle proprie esigenze e con un buon rapporto qualità-prezzo, può essere complicato perché ci sono diverse caratteristiche cui prestare attenzione.

Come riferisce una ricerca di Topten Act, il progetto internazionale finanziato dall’Unione Europea che aiuta i consumatori a trovare i prodotti più efficienti sul mercato, un apparecchio con le prestazioni più elevate (classe A+++) può tagliare la bolletta fino al 50% rispetto a un dispositivo di categoria inferiore.

La potenza più adatta

Una delle operazioni più importanti per scegliere un apparecchio mono o multi-split in pompa di calore elettrica aria-aria, evidenziano gli esperti del progetto comunitario, è dimensionare correttamente il climatizzatore secondo le dimensioni degli ambienti interni da rinfrescare.

Ad esempio, in una stanza di 25 metri quadrati dovremo installare un’unità da 2,5 kW, mentre un ambiente di 35 mq richiederà una potenza maggiore, nell’ordine di 3,5 kW.

Per calcolare la potenza necessaria, come avevamo spiegato in questo articolo, si può prendere come riferimento iniziale la seguente formula:

340 BTU (British Thermal Unit)/h x mq

Quindi per una stanza di 20 metri quadrati servirà un climatizzatore con una potenza pari ad almeno 6.800 BTU/h.

È bene precisare che questo calcolo è piuttosto approssimativo, perché ci sono altri fattori decisivi che andrebbero valutati oltre ai semplici metri quadrati, ad esempio l’altezza del soffitto (quindi il volume complessivo della stanza), il grado d’isolamento termico, numero e caratteristiche degli infissi.

Esempi di risparmio economico

Torniamo al progetto Topten Act per capire quanto potremmo risparmiare scegliendo un apparecchio nella classe energetica più alta.

Il primo esempio riguarda la stanza di 25 mq con unità da 2,5 kW: considerando di accendere l’apparecchio per 300 ore ogni anno d’estate su un periodo di dieci anni, spenderemmo 200 € in media con un prodotto di classe A+++ e circa il doppio, quindi 400 €, con un dispositivo di classe A.

Il secondo esempio riguarda un ambiente di 35 metri quadrati: in questo caso, il costo elettrico complessivo del climatizzatore più efficiente (il valore di riferimento usato è 0,24 €/kWh) sarà pari a 290 € sempre nell’ipotesi delle 300 ore annuali di funzionamento per dieci anni, contro una spesa in bolletta di 550 € per l’apparecchio meno efficiente, quindi avremmo un risparmio totale del 45% circa.

Si tratta, ovviamente, di esempi generici, che però sono utili quando si confrontano modelli di marche diverse con differenti prestazioni e relativi prezzi di listino.

Nel contesto specifico dell’Italia, ricordiamo che con l’entrata in vigore della riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici, che verrà completata il prossimo anno, i costi in bolletta sono inferiori rispetto al passato con consumi elettrici maggiori, come in caso di utilizzo di una pdc. QualEnergia.it, a tal proposito, ha fatto pochi mesi fa delle simulazioni di spesa riferite a pompe di calore elettriche aria-aria e aria-acqua.

Efficienza e rumorosità

Molto importanti sono i valori di efficienza energetica stagionale degli apparecchi, SEER per il raffrescamento e SCOP per il riscaldamento: la regola è che più i valori sono alti, maggiore è l’efficienza del climatizzatore, perché la sua potenza frigorifera richiede un minore assorbimento di elettricità.

Ad esempio, le unità di classe A+++ hanno un indice SEER pari almeno a 8,50 che spesso arriva a 9-10 nelle macchine migliori.

Un altro dato fondamentale dell’etichetta energetica è il consumo elettrico stagionale, espresso in kWh/anno, che nel caso del raffrescamento estivo è calcolato su 350 ore annue di funzionamento (vedi anche QualEnergia.it).

Da non sottovalutare, poi, il livello di potenza sonora espresso in decibel: in questo caso, è preferibile orientarsi su apparecchi con rumorosità interna/esterna più bassa, nella fascia 50-60 dB.

Detrazioni e incentivi

Per quanto riguarda le varie detrazioni fiscali e altri incentivi, rimandiamo alla nostra guida 2017 per condizionatori e pompe di calore.

In sintesi, ricordiamo che il cosiddetto “ecobonus” del 65% per gli interventi di efficienza energetica vale solo per i climatizzatori con pompa di calore ad alta efficienza, installati in sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente.

Altrimenti, chi acquista un climatizzatore può usufruire della detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie o del bonus mobili sempre nella misura del 50% e per unità di classe A+ o superiore. Tutte queste agevolazioni sono state prorogate fino al 31 dicembre 2017.

In tutti i casi, si applica l’Iva agevolata del 10% prevista per i “beni significativi”, ma solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione (materiali e installazione) e il costo dei beni stessi, come spiegato in dettaglio nella già citata guida.

Ricordiamo, infine, che i climatizzatori in pompa di calore con determinate prestazioni energetiche, installati in sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente, possono rientrare nel conto termico 2.0 che è stato migliorato rispetto alla versione precedente, soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’incentivo (vedi nostro webinar).

(Articolo originariamente pubblicato il 25 maggio 2017, aggiornato e riproposto il 10 luglio 2017)

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